Un progetto nato negli anni Novanta chiede oggi di rinascere.
di AG RIZZO , V LOMBARDO
Il Parco Letterario dedicato a Stefano D’Arrigo può diventare il cuore culturale dello Ionio. Per riuscirci, serve una comunità che scelga di guardare avanti.
Ci sono progetti che, come certi treni locali, partono con slancio, si fermano alla prima stazione e poi restano lì, in attesa che qualcuno ricordi loro la destinazione. Il Parco Letterario dedicato a Stefano D’Arrigo appartiene a questa categoria romantica: ideato negli anni Novanta, rimasto sulla carta, ma oggi più necessario che mai. Perché Alì Terme, oltre alle sue acque termali, che già basterebbero a farci sentire privilegiati , ha avuto l’onore di dare i natali a uno dei più grandi scrittori del Novecento.
E questo, ammettiamolo, non è un dettaglio.
Se il destino ci ha regalato la meraviglia dello Stretto e un autore che di quel mare ha fatto un’epopea, sarebbe quasi scortese non farne qualcosa. Un’associazione, un progetto, un Parco Letterario: strumenti concreti per far sì che il nome di Alì Terme non resti confinato alle guide termali, ma entri nella geografia culturale dei contemporanei.
Il Mediterraneo è la nostra platea naturale: un mare che unisce più di quanto divida, dove popoli diversi condividono da millenni rotte, miti e tempeste.
Immaginare un Premio Letterario aperto ai Paesi che vi si affacciano significa scommettere su una fratellanza possibile, su un dialogo che passa dalle parole prima ancora che dalle diplomazie. Siamo mediterranei, dunque europei. E non sarebbe male , lasciateci sognare , se un giorno l’Europa includesse tutte le sponde di questo mare, aprendo Erasmus e lavoro dal Baltico al Nord Africa.
Qui paesaggio e racconto si fondono: un Parco Letterario radicato nella rete territoriale unirebbe memoria e sviluppo, cultura e turismo.
E se abitiamo un frammento della perla ionica, dove il mare incontra le montagne e le terme affiorano tra le rocce, persino l’orca dell’Horcynus potrebbe diventare, come la lupa di Roma, la madre di una nuova storia.
Sarebbe bello che, per una volta, maggioranza e opposizione pronunciassero insieme la stessa parola: futuro.
Per noi che questo progetto abbiamo preso in mano è importante che venga diffuso e condiviso. Abbiamo bisogno dei vostri suggerimenti, critiche, esortazioni. In definitiva del vostro entusiasmo. Vogliamo capire se questa iniziativa può diventare patrimonio non solo di Alì Terme, ma dell’intera costa ionica. Perché un progetto vive davvero solo quando una comunità lo riconosce come proprio.

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