IL CORSIVO
di PONZIO ACQUILA
LA FARSA ARMATA DEL POTERE
Quando una nazione nata dall’immigrazione dichiara guerra agli immigrati, la tragedia diventa grottesca. E il potere, cieco alla propria caricatura, finisce per arrestare i nativi e assolversi sparando.
Il potere reca sempre con sé una duplice vocazione: la tragedia e la farsa. E quanto più si fa violento, tanto più riesce a incarnarle entrambe con grottesca evidenza. L’accanimento degli Stati Uniti contro gli immigrati è, da questo punto di vista, un capolavoro di tragicommedia politica.
Un paese nato dall’immigrazione, popolato dall’immigrazione e reso grande dall’immigrazione — da uomini e donne in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla persecuzione, dal proprio passato — oggi rinnega sé stesso e affida la propria identità a una guerra contro gli stessi stranieri che lo fondarono. Venite qui, faremo grande l’America. Andate via di qui, dobbiamo rifarla grande.
Non sono così ingenuo da credere che il mondo di oggi coincida con quello di tre secoli fa.
Ma un potere appena consapevole coglierebbe la propria tragicità mentre ammanetta adolescenti per “ripulire” il paese e mentre spara a una madre di trentasette anni, salvo poi assolversi chiamandola terrorista.
Il potere, se guardasse davvero, vedrebbe quanto la sua ferocia sia inseparabile dalla sua ridicolaggine.

Purtroppo con soggetti come Trump bisogna aspettarsi di tutto e quindi anche dai suoi seguaci, che aspettano di mettersi in mostra per avere qualche pezzetto della torta. Non dobbiamo piegarci a questa idea della lolitypet cui portiamo avanti sempre le nostre idee di libertà e pace, ideali che al momento non sono presenti negli stati uniti
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