FATA MORGANA
Enzo Lombardo
Karina Sainz Borgo è una straprdinaroa scrittrice venezuelana che in "Una notte a Caracas" ci consegna un romanzo dove la città è più protagonista dei protagonisti: Adelaida, che seppellisce la madre, scopre subito che sopravvivere a Caracas è una disciplina olimpica. Il ritratto dilaniato dalla corruzione, dalla criminalità e dalla repressione politica. Tornando a casa, Adelaida scopre che la chiave non gira più: il suo appartamento è stato sequestrato da una banda di donne legate al regime, e la vicina, da cui cercava rifugio, giace morta sul pavimento. Ogni speranza sembra svanita, eppure quell’ennesimo evento tragico sarà linizio della sua occasione di salvezza.
Il parallelo con la realtà contemporanea è amaro e quasi teatrale: così come il regime venezuelano ruba la casa di Adelaida, gli Stati Uniti – sotto il pretesto anti-narco-terrorismo – rubano i giacimenti di petrolio del Venezuela, i più grandi del mondo. Nell’intervista a La Repubblica del 4 gennaio, Sainz Borgo osserva con ironia: “Se la mia città di carta era un incubo, quella reale è un incubo con fuochi d’artificio.” La prosa dell’autrice resta affilata e poetica insieme, capace di trasformare la cronaca della violenza in narrazione intensa. Tra un appartamento sequestrato e un pozzo di petrolio depredato, la lezione emerge chiara: la vita – in Venezuela come nella letteratura – è un teatro dell’assurdo, e solo la narrazione delle persone resta autentica e potente, con un sorriso amaro che taglia più di una spada. Da leggere. Assurdamente, dolorosamente e sorprendentemente contemporaneo.

Purtroppo molti stanno scoprendo gli Stati Uniti soltanto adesso, ci mancava Trump per completare il quadro ed il disastro mondiale è quasi pronto!
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