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sabato 3 gennaio 2026

Telegraph : MELONI , world leader 1


 OBLÒ




WORLD LEADER N. 1

   


Un sondaggio non è una verità, ma resta una spia accesa. E conviene osservarla, prima di liquidarla.



I lettori del Telegraph, quotidiano conservatore britannico, hanno indicato Giorgia Meloni come “World leader n.1”. Nel panel degli esperti dello stesso giornale la premier italiana scende di una posizione, fermandosi al secondo posto. Non è una consacrazione, né una classifica scientifica, né un giudizio neutro. Ma il segnale resta.

Meloni non è più soltanto la presidente del Consiglio di un paese europeo medio, con una politica interna spesso rumorosa e fragile. È diventata, piaccia o no, una figura riconoscibile nello spazio globale: una leader osservata, ascoltata, valutata fuori dai confini italiani. Anche sul dossier più delicato, quello ucraino, ha avanzato una proposta concreta: una garanzia di sicurezza ispirata all’articolo 5 della Nato, senza adesione formale di Kiev. Al momento è l’unico schema strutturato che circoli davvero nel confronto occidentale. Può non piacere, ma ignorarlo è difficile.

Questo non significa che abbia ragione, né che vada celebrata. Significa che ha costruito una postura esterna leggibile: atlantica senza ambiguità, europea senza pulsioni sabotatrici, conservatrice ma non isolazionista. Una postura comprensibile e, in certi ambienti, apprezzata. Non a caso, è molto simile a quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.


Qui entra in campo la sinistra italiana, che continua a raccontare Meloni con categorie rassicuranti per chi le usa ma sempre meno aderenti alla realtà: fascista, anti-diritti, corpo estraneo all’Occidente, “modello Orbán”. Una caricatura utile a parlarsi addosso, meno a capire. Perché se l’avversario non lo riconosci per ciò che è, non lo combatterai mai davvero. Continuerai a discutere del passato mentre lui gioca ,nel bene e nel male , una partita globale.

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