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mercoledì 30 settembre 2026

Il fisco pesa su chi produce. La speculazione paga il forfait

 


Chi apre un’impresa mette in gioco capitale, lavoro e spesso il patrimonio familiare. Deve pagare stipendi, fornitori, energia, contributi e imposte. Chi realizza plusvalenze finanziarie come privato, fuori dall’attività d’impresa, paga generalmente il 26% sul guadagno: un’aliquota proporzionale che, nei casi ordinari, resta uguale anche quando i profitti diventano milionari. 


Per capire il peso sull’impresa, fermarsi all’IRES del 24% significa raccontare soltanto una parte della storia. Quando l’utile viene interamente distribuito a un socio persona fisica, la combinazione ordinaria di IRES e imposta sui dividendi porta il prelievo al 43,76%, senza esaurire gli altri oneri dell’attività. (senato.it⁠)


Quanto può pesare il carico complessivo? 


Il rapporto Paying Taxes 2020, sui dati del 2018, stimava per l’impresa tipo italiana un 59,1% dei profitti commerciali, comprendendo imposte e contributi e includendo il TFR. 

Quel valore non è un’aliquota attuale applicabile a ogni imprenditore: è un indicatore storico che mostra quanto il costo complessivo possa essere lontano dalla sola imposta sugli utili. Il 26% e il 59,1% misurano grandezze diverse; presentarli correttamente rende la denuncia più difficile da liquidare. 


Ed è proprio il peso complessivo che deve entrare nel dibattito. L’impresa sostiene anche costi amministrativi, scadenze e responsabilità occupazionali: non sono tutti tasse, ma assorbono risorse e tempo di chi produce. Intanto, sulle comuni plusvalenze finanziarie, il prelievo proporzionale non cresce con la capacità economica del beneficiario.


Perché il grande guadagno speculativo deve beneficiare di una tassazione che non diventa più progressiva al crescere dei profitti, mentre al lavoro e alla produzione si chiede di sostenere il Paese?


La risposta dovrebbe tradursi in scelte: ridurre il carico sul lavoro, favorire gli utili reinvestiti, semplificare gli adempimenti e chiedere di più ai grandi guadagni speculativi, distinguendoli dal piccolo risparmio.


Continuare a invocare sacrifici da chi tiene aperte aziende e botteghe, considerando intoccabile il trattamento dei grandi profitti finanziari, è una scelta politica. 


E chi la compie dovrebbe spiegarla a chi ogni mattina alza una saracinesca.

L’INCHIESTA - LA GUERRA PRESENTA IL CONTO. MA NON A TUTTI.

 



LA GUERRA PRESENTA IL CONTO. MA INDOVINA CHI LO PAGA? (Non chi la decide)

Ci dicono che la guerra distrugge ricchezza. È una bugia.

La guerra non distrugge la ricchezza: la trasferisce. Svuota le tasche delle società civili e riempie i bilanci di chi fornisce gli strumenti per combatterla.

Se vogliamo capire le vere dinamiche dietro i conflitti in Ucraina, a Gaza o le tensioni con l'Iran, dobbiamo smettere di cercare "burattinai segreti" o di bere la propaganda ufficiale. 

Per capire lè bene seguire un'unica, infallibile bussola: i soldi e il potere.

Ecco le verità inconfutabili che nessuno vi dice nei talk show.


L’industria del sangue. I numeri non mentono

Chi guadagna da una guerra non è necessariamente chi l’ha iniziata, ma è colui che ha tutto l'interesse a non farla finire. I dati del SIPRI parlano chiaro:

 Nel 2024, le 100 maggiori imprese della difesa hanno incassato 679 MILIARDI DI DOLLARI.

 Una crescita reale del +5,9%.

 334 miliardi sono andati ad aziende USA, 151 miliardi a quelle europee. Anche le aziende russe e israeliane brindano a ricavi record.

Lo spunto sensazionale

Ogni missile sparato oggi non è solo una commessa immediata. Significa arsenali da ricostituire, ordini pluriennali, manutenzione e addestramento che legano uno Stato a un'azienda per i prossimi 30 anni. Mentre l'inflazione erode i vostri risparmi, il riarmo garantisce dividendi a doppia cifra.


Il Jackpot Energetico: la crisi degli uni è il profitto degli altri

Guardiamo al report dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) di settembre 2026. Ci sono interruzioni di forniture dal Golfo? Certo. Ma chi ne paga il prezzo?

Mentre le famiglie e le imprese europee vengono strangolate dai costi, nel bacino atlantico gli operatori registrano margini di raffinazione record. Il danno è collettivo, ma il vantaggio è iper-concentrato nelle mani di pochi player logistici e raffinatori.


La geopolitica del cinismo: Ucraina e Medio Oriente

Perché si combatte davvero? Dimenticate i discorsi retorici.

 Ucraina: L'invasione russa è una palese violazione del diritto internazionale (ribadita dall'ONU il 24 settembre). Kyiv combatte per la vita, Mosca per imporre il suo imperialismo. 

Ma dietro le quinte? Le potenze occidentali perseguono cinici interessi di sicurezza e testano sul campo i propri complessi militari-industriali. Confondere la giusta difesa di un popolo con gli affari dei suoi fornitori è da ingenui.

 Medio Oriente: È una brutale partita a scacchi. Israele vuole mano libera e deterrenza totale; il regime di Teheran cerca la pura sopravvivenza; Washington vuole blindare il controllo energetico regionale. E Gaza? I palestinesi sono la pedina sacrificabile sull'altare dei "superiori interessi" delle potenze.


Il dividendo politico: la paura come strumento di controllo

C'è un terzo enorme profitto nella guerra: quello politico.

La paura è la più grande arma di distrazione e controllo di massa.

Un governo in guerra si blinda. Il dissenso viene etichettato come "tradimento" o "favore al nemico". Le decisioni non si discutono, si obbedisce. Un leader politico che ha legato la sua poltrona alla promessa della "vittoria totale" preferirà far massacrare un'altra generazione piuttosto che firmare un compromesso e perdere le elezioni.


 LA FRATTURA FINALE 

Il sistema regge su una divisione dei ruoli tanto perfetta quanto spietata:


Chi ordina la guerra siede in parlamenti e palazzi blindati.

Chi incassa siede nei consigli di amministrazione dell'industria bellica ed energetica.

Chi paga sei TU. Paghi con le tasse, con l'inflazione, con servizi pubblici tagliati per fare spazio alla spesa militare. E chi sta sotto le bombe paga con la casa, il sangue e il futuro.


È tempo di smettere di tifare come allo stadio e iniziare a pretendere risposte verificabili dai nostri governi: Quali sono i reali margini di profitto sulla nostra sicurezza? Chi controlla i prezzi dei contratti militari? Quali sacrifici chiedete a noi cittadini, e quali rendite miliardarie state proteggendo?

Finché la guerra sarà politicamente e finanziariamente più redditizia della pace, la pace non arriverà mai.

Sveglia.

(Se trovi questa analisi lucida, condividila. La consapevolezza è l'unico antidoto alla propaganda).

POLITICA | Legge elettorale: cambiano le regole, resta la battaglia sui numeri


 Cambiare la legge con cui scegliamo chi ci rappresenta non è un dettaglio tecnico. Il punto non è chi vincerà: è quali regole resteranno quando cambierà chi vince.

La riforma elettorale è tornata alla Camera dei deputati dopo il via libera del Senato del 15 settembre con 113 sì e 71 no. Tra i punti più rilevanti figurano premio di maggioranza con soglia al 42%, preferenze con capilista bloccati, nuove regole per le firme e ampliamento del voto fuorisede anche ad alcune categorie di caregiver. La maggioranza sostiene che il modello favorisca governabilità e scelta degli eletti; le opposizioni contestano soprattutto premio, raccolta delle firme e possibili effetti sulla rappresentanza. 

Qui conviene spegnere per un momento le bandiere: una legge elettorale non è democratica perché piace a chi governa né antidemocratica perché dispiace a chi sta all’opposizione. Va misurata su rappresentatività, governabilità, uguaglianza del voto e possibilità effettiva di partecipazione. Il resto è campagna elettorale anticipata — attività nella quale il Parlamento, bisogna riconoscerlo, non necessita di incentivi pubblici.

Fonti: Camera dei deputati — lavori parlamentari⁠; ANSA, 29 settembre 2026; Sky TG24, 15 settembre 2026. 


Settembre è il nuovo agosto: il turismo italiano allunga l’estate



Settembre non è più il mese in cui il turismo chiude. Forse è il momento che anche i servizi se ne accorgano.

 Il turismo italiano sta cambiando calendario. Secondo il Ministero del Turismo, tra giugno e agosto 2026 sono state registrate oltre 276 milioni di presenze e 72,4 milioni di arrivi, entrambi circa il 2% sopra il 2025. Gli stranieri crescono del 2,3% nelle presenze e anche settembre mantiene un tasso di saturazione delle strutture offerte online del 56,2%. 

Interessante soprattutto il dato dei piccoli comuni: nei primi sette mesi gli arrivi sono aumentati del 5,6% e le presenze del 4,4%. La Sicilia, con una saturazione estiva del 65,6%, figura fra le regioni sopra la media nazionale. 

Un’indagine Confturismo-SWG stimava inoltre 10 milioni di italiani in viaggio a settembre, con mare ancora primo nelle preferenze, davanti a città d’arte e montagna. 

La destagionalizzazione, quindi, comincia a essere qualcosa di più di una parola da convegno. Ma il turista che arriva a ottobre pretende esattamente ciò che pretende ad agosto: trasporti, ristoranti, musei, servizi e strutture aperte. Il clima può allungare la stagione; la serranda abbassata la accorcia immediatamente.

Fonti: Ministero del Turismo — dati estate 2026⁠; Ministero del Turismo — bilancia turistica e dati Banca d'Italia⁠; ANSA/Confturismo-SWG, 29 agosto 2026. 


Il cuore non vuole integratori miracolosi. Preferisce pressione, movimento e niente fumo

 


Il cuore non legge le pubblicità degli integratori. Pressione, movimento, fumo, colesterolo e glicemia invece li conosce benissimo.

La Giornata mondiale del cuore del 29 settembre lascia un messaggio assai meno spettacolare delle promesse che circolano sui social: le malattie cardiovascolari rimangono la prima causa di morte in Italia, nell’Unione europea e nel mondo, ma una quota importante degli eventi prematuri è prevenibile. 

I principali bersagli sono conosciuti: fumo, sedentarietà, alimentazione inadeguata, obesità, ipertensione, dislipidemie e diabete. Il Ministero ricorda che intervenire sugli stili di vita e identificare precocemente le persone a rischio può prevenire una parte consistente della mortalità cardiovascolare prematura. 

E quando avviene un arresto cardiaco il tempo conta: le linee guida nazionali 2026 ribadiscono l’importanza della rianimazione immediata e dell’uso precoce del defibrillatore. 

Insomma, il programma anti-aging più documentato continua ad avere un marketing terribile: camminare, non fumare, mangiare decentemente e controllare pressione, glicemia e lipidi.


ECONOMIA | Industria, prezzi +10,9%: sotto il tappeto c’è ancora l’energia



Prezzi industriali +10,9%. Tolta l’energia, +3,3%. A volte basta togliere una parola per capire quasi tutto il problema.

 Il dato pubblicato ieri dall’Istat merita attenzione: ad agosto i prezzi alla produzione industriale sono aumentati del 10,9% in un anno e del 2,4% rispetto a luglio. Sul mercato interno l’aumento annuo arriva al 13,5%. 

Ma togliendo l’energia il quadro cambia radicalmente: +3,3%. La fornitura di elettricità e gas registra invece +26,3% e i prodotti petroliferi raffinati +72,6% sul mercato interno. Anche costruire strade e ferrovie costa il 5,7% in più rispetto a un anno prima. 

L’Ufficio parlamentare di bilancio ha ricordato il 29 settembre un problema ancora più strutturale: tra il 1996 e il 2025 la crescita media italiana è rimasta inferiore a quella europea e nei prossimi anni il potenziale produttivo dovrà essere sostenuto soprattutto da investimenti innovativi. 

Il conto dell’energia, dunque, non arriva soltanto nella cassetta della posta: entra nei costi dell’impresa e prima o poi prova a sedersi anche sullo scontrino.

Fonti: Istat — Prezzi alla produzione, agosto 2026⁠; UPB — Audizione su PIL, investimenti e competitività, 29 settembre⁠; Istat — dati economici aggiornati⁠.


Salute mentale: l’Italia delle cure cambia drasticamente con il CAP



Stessa tessera sanitaria, servizi molto diversi. Anche nella salute mentale il CAP può pesare più di quanto dovrebbe.

 Dai posti letto alla continuità assistenziale, la fotografia dei servizi italiani di salute mentale continua a mostrare forti differenze territoriali. Una recente analisi basata su indicatori istituzionali colloca ai vertici Provincia autonoma di Bolzano e Liguria, seguite da Friuli-Venezia Giulia e Trento; nelle ultime posizioni compaiono Sardegna e Molise. 

Non significa che un cittadino del Nord stia automaticamente meglio di uno del Sud: gli indicatori misurano organizzazione e capacità dei servizi, non il destino individuale dei pazienti. Ma quando accesso, personale e continuità terapeutica dipendono troppo dalla geografia, il Servizio sanitario rischia di diventare nazionale nell’intestazione e regionale nell’esperienza quotidiana.

La salute mentale ha inoltre una particolarità: se il sistema interviene tardi, il costo umano e sociale non scompare. Semplicemente si trasferisce sulle famiglie.

Fonti: ANSA Salute, 28 settembre 2026; Ministero della Salute, Piano di azioni nazionale per la salute mentale; dati del Sistema informativo per la salute mentale richiamati nell’analisi. 


SICILIA FLASH — 30 settembre 2026

 


Etna, Fontanarossa ancora ostaggio della cenere

L’attività dell’Etna continua a condizionare pesantemente il traffico aereo: la nube eruttiva ha raggiunto circa 4 chilometri e ha determinato nuove sospensioni dell’operatività dello scalo di Catania. La situazione viene aggiornata in funzione dell’evoluzione vulcanica e dei venti; chi deve partire deve quindi verificare il proprio volo con la compagnia prima di raggiungere l’aeroporto. Il vulcano non consulta il tabellone delle partenze, ma la Sicilia deve ormai organizzarsi come se lo facesse. 

Fonte: ANSA Sicilia⁠


Comiso e Palermo, il “piano B” diventa sempre più necessario

La Regione afferma di lavorare con gestori e vettori per ridurre i disagi provocati dalle ripetute crisi di Fontanarossa e punta anche sul potenziamento di Comiso come scalo alternativo. Nei giorni di blocco Catania, Palermo e Comiso hanno già assorbito una parte consistente del traffico deviato. Più che un’emergenza episodica, la continuità aeroportuale della Sicilia orientale sta diventando una questione strutturale. 

Fonti: La Sicilia⁠ · RaiNews TGR Sicilia⁠


Scuole siciliane: psicologi, edilizia e perfino condizionatori

Nel confronto con i dirigenti scolastici a Catania, il governo regionale ha indicato tra gli interventi sportelli di supporto psicologico agli studenti, aumento delle risorse di funzionamento, edilizia scolastica, efficientamento energetico e climatizzazione degli istituti. Ora viene la parte meno fotogenica ma decisiva: trasformare gli impegni in cantieri, servizi e stanziamenti effettivamente utilizzabili. 

Fonte: ANSA Sicilia⁠


Termovalorizzatori, a Bellolampo si alza la temperatura prima ancora dei forni

Associazioni ambientaliste contestano l’iter autorizzativo del termovalorizzatore previsto a Bellolampo, sostenendo che le integrazioni progettuali richiedano ulteriori verifiche e consultazioni. I due impianti previsti a Palermo e Catania sono attualmente nel percorso del PAUR, che comprende la valutazione d’impatto ambientale. Qui niente slogan: prima di bruciare rifiuti conviene almeno leggere tutte le carte. 

Fonti: La Sicilia⁠ · ANSA Sicilia⁠


Carburanti, il pieno siciliano pesa sempre di più

La protesta per il caro carburanti continua a interessare autotrasporto, agricoltura, pesca, artigianato e piccole imprese. CNA ha chiesto alla Regione e all’ARS un intervento da 100 milioni di euro, mentre i trasportatori denunciano prezzi del gasolio divenuti difficilmente sostenibili. Quando aumenta il costo del camion, alla fine il conto tende a viaggiare fino allo scaffale del supermercato. 

Fonte: ANSA Sicilia⁠


Frase del giorno — Sicilia: «Nell’Isola delle emergenze permanenti, la vera rivoluzione sarebbe una cosa terribilmente sovversiva: programmare prima.»

INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE SICILIA FLASH Sabato 24 ottobre 2026 La Sicilia dei fatti, oltre gli annunci.

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