Con ottobre comincia la stagione in cui torna puntualmente un curioso rito nazionale: preoccuparsi dell’influenza quando è già arrivata.
Il Ministero della Salute ha pubblicato le raccomandazioni per la stagione 2026-2027. La vaccinazione antinfluenzale è indicata dai sei mesi di età e raccomandata in particolare alle categorie a maggiore rischio; fra i principali destinatari dell’offerta figurano bambini tra 6 mesi e 6 anni, persone dai 60 anni, donne in gravidanza, operatori sanitari e persone con patologie che aumentano il rischio di complicanze.
Una novità riguarda proprio gli anziani: la circolare abbassa a 60 anni l’età dalla quale vengono raccomandati i vaccini potenziati.
Vaccinarsi non significa avere la certezza matematica di non contrarre l’influenza; l’obiettivo fondamentale, soprattutto nei soggetti fragili, è ridurre probabilità e conseguenze delle forme più severe e delle complicanze.
La medicina preventiva ha un difetto comunicativo terribile: quando funziona bene, non succede nulla. E proprio quel nulla è spesso il risultato che cercavamo.
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