Dalle limitazioni del 2012 alla riapertura del 2024, una lunga sequenza di attese e scadenze mancate.
I documenti consentono di ricostruire i passaggi essenziali e impongono una domanda: chi deve rendere conto del tempo perduto?
Un’autostrada serve ad accorciare le distanze. per anni, all’ingresso di messina, il viadotto ritiro ha finito per misurare un’altra distanza: quella tra i tempi annunciati dalle istituzioni e la vita quotidiana di chi aspettava in coda. pendolari, autotrasportatori, famiglie e turisti hanno attraversato un sistema viario segnato da restrizioni e lavori prolungati. la riapertura del 30 luglio 2024 ha rappresentato un risultato necessario, ma non può cancellare la domanda sulla durata di questa vicenda. (qds.it, qds.it)
Dodici anni di disagi non significano dodici anni di lavori effettivi: la distinzione è essenziale. le limitazioni alla circolazione risalgono al 2012; la consegna dei lavori all’impresa avvenne nell’aprile 2016. confondere questi due momenti indebolisce la ricostruzione, mentre separarli permette di comprendere quanto tempo sia trascorso prima e dopo l’avvio dell’intervento. (qds.it, autostradesiciliane.it)
La cronologia amministrativa emerge da un decreto dello stesso consorzio per le autostrade siciliane: aggiudicazione definitiva a toto costruzioni generali il 19 dicembre 2014, contratto sottoscritto il 17 giugno 2015, consegna dei lavori con verbale del 28 aprile 2016. la ricostruzione pubblicata dal quotidiano di sicilia indica come termine inizialmente previsto il 27 agosto 2018. rispetto alla riapertura del luglio 2024, lo scarto è quindi di quasi sei anni. (autostradesiciliane.it, qds.it)
Non si trattava di una manutenzione ordinaria. l’intervento comprendeva il rinforzo delle pile e delle fondazioni e la sostituzione degli impalcati con strutture miste in acciaio e calcestruzzo. riconoscere questa complessità è doveroso; altrettanto doveroso è chiedere quali difficoltà fossero prevedibili, quali siano emerse durante i lavori e quanto ciascuna abbia inciso sul calendario. la complessità tecnica può spiegare un ritardo, ma deve essere documentata, passaggio per passaggio. (autostradesiciliane.it)
Nel giugno 2022 arrivò una riapertura parziale verso palermo, su una sola corsia. non era ancora la conclusione dell’opera. nello stesso anno, il consorzio indicava all’antitrust luglio come termine dei lavori; il provvedimento dell’autorità rileva invece che, a novembre, il cantiere risultava ancora attivo. è un riscontro documentale della distanza tra una previsione comunicata e il suo mancato avveramento. (letteraemme.it, agcm.it)
Dentro questa storia c’è anche una morte che non può essere relegata a una voce del cronoprogramma. il 12 ottobre 2021 perse la vita Salvatore Ada, operaio di 55 anni. l’ansa riportò la precisazione sindacale secondo cui l’incidente avvenne in un’area di stoccaggio esterna al cantiere, durante un’attività non strettamente connessa alle lavorazioni del viadotto.
Il giorno successivo fu proclamato uno sciopero di otto ore. ricordarlo significa restituire un nome e una persona a una vicenda troppo spesso raccontata soltanto attraverso cemento, scadenze e denaro. (ansa.it)
Le tensioni economiche accompagnarono anche l’ultima fase dell’intervento. nel gennaio 2024 la stampa documentava un contenzioso tra consorzio e impresa, con una richiesta di 17 milioni di euro attribuita a Toto costruzioni. una richiesta, però, non equivale a un credito definitivamente riconosciuto: per stabilire quanto fosse dovuto, quanto contestato e quanto eventualmente corrisposto occorrono gli atti della controversia e le determinazioni conclusive. (ilfattoquotidiano.it)
Il 30 luglio 2024 venne riaperta la nuova carreggiata lato monte. la regione annunciò il funzionamento a regime del sistema dal 9 agosto.
Ancora il 5 agosto, il consorzio comunicava una chiusura temporanea in direzione palermo per il 6 e 7 agosto, necessaria a lavorazioni residue. anche il traguardo finale ebbe dunque più passaggi, che una ricostruzione rigorosa deve distinguere. (totospa.it, regione.sicilia.it, autostradesiciliane.it)
Il costo complessivo annunciato dalla regione fu di 68 milioni di euro: 51 a carico del bilancio del consorzio, 14 finanziati attraverso il fondo per lo sviluppo e la coesione e 3 a carico dello stato per il caro materiali. è il dato ufficiale comunicato alla riapertura, non una certificazione, da solo, della regolarità o dell’efficienza di ogni spesa. (regione.sicilia.it)
Anche il confronto con gli oltre 43 milioni iniziali richiede precisione: il progetto definitivo approvato nel 2014 riportava già un importo complessivo di circa 60 milioni. prima di indicare 25 milioni come maggior costo, e soprattutto come spreco, bisogna confrontare grandezze omogenee: importo contrattuale, quadro economico, varianti, compensazioni e somme effettivamente liquidate.
La domanda giornalistica resta incisiva: quanto è costata la trasformazione dell’opera e quanto, invece, il suo prolungamento? I documenti fin qui esaminati non consentono di separare queste componenti. (qds.it, autostradesiciliane.it)
Un accertamento concreto esiste sul trattamento riservato agli utenti. con il provvedimento del 20 dicembre 2022, pubblicato nel gennaio successivo, l’antitrust inflisse al consorzio una sanzione di 500 mila euro per pratica commerciale scorretta. al centro vi erano il peggioramento del servizio sulle autostrade a18 e a20 e l’assenza di un sistema adeguato di riduzioni o esenzioni dei pedaggi. il viadotto ritiro compare nell’istruttoria, ma il provvedimento riguarda una situazione più ampia della rete. (agcm.it, agcm.it, rainews.it)
Il 16 giugno 2026, secondo quanto riportato dalla testata regionale della Rai , il tar del lazio ha confermato la sanzione. questo passaggio rafforza la contestazione sul rapporto tra servizio offerto e pedaggio richiesto; non costituisce, però, una sentenza sulle responsabilità personali di ogni politico, dirigente, progettista o appaltatore coinvolto nella storia del viadotto. Attribuirgli quel significato andrebbe oltre il suo oggetto. (rainews.it)
La domanda sulle responsabilità rimane dunque aperta e va formulata con precisione. Quali proroghe furono concesse e per quali ragioni?
Quali sospensioni risultano dai verbali?
Quali varianti derivarono da circostanze imprevedibili e quali, eventualmente, da carenze iniziali?
Furono contestati ritardi imputabili all’impresa? furono applicate penali?
Quali somme furono riconosciute sulle richieste aggiuntive?
Per rispondere servono il contratto, i cronoprogrammi aggiornati, le perizie di variante, i verbali di sospensione e ripresa, le determinazioni sulle riserve e gli eventuali accordi. senza questa documentazione non è dimostrato né che tutti siano esenti da responsabilità né che esista un accordo capace di cancellarle. anche la formula «nessuno paga», per diventare un’affermazione d’inchiesta, ha bisogno di verifiche.
Sul piano politico, invece, chiedere conto non richiede di attendere una condanna. chi amministra e chi esercita la vigilanza deve spiegare ai cittadini perché un termine annunciato non sia stato rispettato, quali misure siano state adottate e quali risultati abbiano prodotto. la rendicontazione dovrebbe accompagnare l’opera durante tutta la sua esecuzione, non comparire soltanto al momento della riapertura.
Il viadotto restituito alla circolazione è un bene per il territorio. proprio per questo la sua storia merita qualcosa di più di una celebrazione e qualcosa di più di un’accusa generica. merita un bilancio pubblico comprensibile, con tempi, costi, decisioni e responsabilità documentate. il conto del cantiere si misura in euro; quello dell’attesa anche nelle ore sottratte alla vita delle persone.
Fonti verificate
● Consorzio per le autostrade siciliane, decreto dirigenziale n. 198/date del 6 aprile 2021: premesse relative a progetto, aggiudicazione, contratto e consegna dei lavori. (autostradesiciliane.it)
● Quotidiano di sicilia, «messina, viadotto ritiro, storia infinita di promesse, ritardi e disagi», 27 settembre 2022; il fatto quotidiano, ricostruzione del contenzioso, 26 gennaio 2024. (qds.it, ilfattoquotidiano.it)
● Ansa, «incidenti lavoro: morto a messina, sciopero 8 ore nel cantiere», 13 ottobre 2021. (ansa.it)
● Regione siciliana, comunicato sulla riapertura del 30 luglio 2024; consorzio per le autostrade siciliane, avviso sulle lavorazioni residue del 5 agosto 2024. (regione.sicilia.it, autostradesiciliane.it)
● Autorità garante della concorrenza e del mercato, provvedimento n. 30441 del 20 dicembre 2022, bollettino n. 2 del 9 gennaio 2023. (agcm.it)
● Rai, tgr sicilia, «il tar conferma la multa da 500mila euro al consorzio autostrade siciliane», 16 giugno 2026. (rainews.it)


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