Il dato Istat appena pubblicato è difficile da ignorare: a settembre l’inflazione italiana è salita dal 3,3 al 4,2%, massimo degli ultimi tre anni.
Ma il numero generale racconta soltanto metà della storia. Gli energetici crescono complessivamente del 22,3% su base annua; quelli regolamentati del 25,9%. Gli alimentari non lavorati accelerano al 5,5%, mentre i prodotti acquistati più frequentemente arrivano al +5,3%. L’inflazione di fondo, depurata da energia e alimentari freschi, è molto più bassa: 1,7%.
Tradotto dal linguaggio statistico: non tutto sta rincarando allo stesso modo. Energia e alcune componenti alimentari stanno trascinando l’indice.
Ed è qui che la macroeconomia diventa molto micro: quando arriva la bolletta, il PIL interessa; il totale da pagare, curiosamente, interessa di più.
Inflazione 4,2%. Energia +22,3%. Dietro una percentuale nazionale ci sono milioni di bilanci familiari.
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