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mercoledì 23 settembre 2026

MESSINA FLASH

 

Città, Jonio e Tirreno in pochi minuti

23 settembre 2026

 MESSINA 

 DIECIMILA ALBERI CONTRO LA CITTÀ DI CEMENTO
Il Comune punta a mettere a dimora 10.000 nuovi alberi entro il 2031, proseguendo il progetto ForestaMe. Circa mille sarebbero già stati piantati nel centro urbano. Una promessa verde interessante per una città che di ombra, in certe giornate, avrebbe bisogno quasi quanto dell’acqua. 

 MESSINA 

UNA CONDOTTA SI ROMPE E IL RUBINETTO DIVENTA UN BOLLETTINO DI GUERRA
Dopo il danneggiamento di una condotta durante lavori in via Santa Marta, per oggi sono state annunciate limitazioni nell’erogazione idrica in diverse aree del centro e della zona nord. Nel frattempo la stessa rottura ha provocato un importante allagamento. La modernità urbana, a volte, consiste ancora nell’aprire il rubinetto e sperare. 

GIARDINI NAXOS 

 FIAMME SUL LUNGOMARE, PAURA MA NESSUN FERITO
Un incendio scoppiato in un locale sul lungomare Tysandros ha provocato evacuazioni precauzionali e danni rilevanti agli esercizi vicini. Nel locale erano presenti otto bombole di gas. Vigili del fuoco e forze dell’ordine sono intervenuti; fortunatamente non risultano feriti. 

 SANTA TERESA DI RIVA 

SCUOLA CHIUSA PER INSTALLARE I CONDIZIONATORI
Oggi niente lezioni al plesso M. Trimarchi di Bucalo; domani toccherà al plesso L. Amato di Barracca. Motivo: installazione degli impianti di climatizzazione. Considerate le estati siciliane sempre più lunghe, più che comfort comincia a sembrare edilizia scolastica di base. 

A20 MESSINA-PALERMO 

253 MILIONI. ADESSO SERVONO I CANTIERI
La Regione ha annunciato 253 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione per ammodernamento e sicurezza di A20 e A18, con alcune procedure di gara previste a breve. I Comuni hanno chiesto tempi rapidi. E qui l’ironia è quasi superflua: chi percorre la Messina-Palermo conosce già tutte le battute. 

 MILAZZO 

IL PORTO CRESCE E ARRIVANO NUOVI POSTI
Il Ministero delle Infrastrutture ha autorizzato l’aumento dell’organico del lavoro portuale temporaneo a nove unità, collegandolo alla crescita dei traffici e agli investimenti sullo scalo. Piccoli numeri, ma una direzione interessante: infrastrutture che producono anche occupazione. 

CAPO D’ORLANDO 

CUBATURE, LA PARTITA FINISCE AL TAR
Legambiente Nebrodi ha impugnato davanti al Tar di Catania il regolamento comunale sul trasferimento delle volumetrie edilizie, contestandone alcuni criteri. Sarà il giudice amministrativo a stabilire la fondatezza del ricorso. Quando urbanistica, territorio e metri cubi entrano nella stessa stanza, raramente ne esce una conversazione breve. 

La frase di Messina Flash:
Dallo Stretto ai Nebrodi non mancano le notizie. A volte mancano soltanto i lavori finiti.


La frase della settimana



  I fatti hanno un pregio poco apprezzato nell’epoca dei social perché non chiedono di essere tifati. 

Chiedono soltanto di essere controllati!! 


TURISMO -276 milioni di presenze: l’Italia piace. Adesso non disturbiamola troppo

 


276 milioni di presenze. L’Italia sa attirare turisti da sola. La vera impresa è convincerli a tornare.

L’estate turistica italiana 2026 si è chiusa con 276 milioni di presenze tra giugno e agosto: 5,5 milioni in più rispetto al 2025. Gli arrivi hanno superato 72,4 milioni. 

Ma il dato forse più interessante arriva dai piccoli comuni. Nei primi sette mesi del 2026 gli arrivi nei centri minori sono cresciuti del 5,6% e le presenze del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A luglio, gli incrementi sono stati rispettivamente del 6,6% e del 4,2%. 

È un’opportunità enorme per borghi, coste minori e aree interne: distribuire i flussi significa poter trasformare il turismo da assalto stagionale a economia territoriale più continua.

Ma una fotografia del borgo al tramonto non basta. Servono collegamenti, pulizia, acqua, depurazione, accessibilità, servizi digitali e strutture ricettive efficienti.

Il patrimonio italiano ha già fatto buona parte del lavoro: mare, paesaggi, arte, cucina e borghi sono qui da secoli.

Adesso tocca a noi evitare di rovinarli con un cartello “parcheggio non disponibile” e tre cassonetti traboccanti davanti al panorama.

Ministero del Turismo  dati estate 2026⁠; riscontro indipendente sui dati ministeriali, Corriere della Sera, 13 settembre 


WELLNESS | Il nuovo farmaco miracoloso? Si chiama ambiente in cui viviamo



 Prima di comprare l’ennesimo integratore per vivere meglio, forse dovremmo costruire città nelle quali sia possibile vivere meglio.


Una parte della prevenzione non entra in una capsula.

La conferenza europea HEPA Europe 2026, organizzata a Lubiana dall’8 al 10 settembre in collaborazione con World Health Organization/Europa, ha scelto un titolo significativo: Green pathways to health. Al centro, l’interazione nell’arco delle 24 ore fra attività fisica, comportamento sedentario e sonno, insieme alla possibilità di accedere a spazi che favoriscano stili di vita salutari. 

Anche l’Istituto Superiore di Sanità ha rilanciato in settembre la campagna europea PreventNCD, ricordando un concetto spesso dimenticato: le scelte individuali dipendono anche dall’ambiente in cui viviamo. 

È facile raccomandare di camminare. Più difficile è farlo quando mancano marciapiedi, parchi, piste ciclabili o quando ogni spostamento richiede l’automobile.

La prevenzione, quindi, non riguarda soltanto la volontà del singolo. Riguarda anche urbanistica, trasporti e organizzazione delle città.

Naturalmente questo approccio presenta un inconveniente per il marketing del benessere: un parco pubblico non può essere venduto in confezioni da trenta compresse.

WHO Europe  HEPA Europe 2026⁠; ISS-EpiCentro  PreventNCD e mobilità attiva⁠.

Parliamone: il vostro Comune rende davvero facile camminare, pedalare e utilizzare gli spazi verdi?



Inflazione 3,3%: il carrello rallenta, l’energia ha preso la Ferrari

 


Inflazione 3,3%, energia fino a +18,6%. Il contatore non legge i comunicati economici. Purtroppo sa leggere benissimo gli euro.

Ad agosto l’inflazione italiana è salita al 3,3% annuo, dal 2,9% di luglio. Ma il dato generale racconta soltanto metà della storia. 

L’inflazione di fondo, cioè quella calcolata escludendo energetici e alimentari freschi, è infatti scesa all’1,5%. A spingere l’indice sono soprattutto i prezzi energetici: quelli regolamentati hanno segnato +18,6% sull’anno e quelli non regolamentati +17%. 

È una distinzione importante. Dire semplicemente “tutto aumenta del 3,3%” sarebbe falso: l’indice è una media di movimenti molto diversi.

E proprio qui le statistiche incontrano la vita reale. Una famiglia non compra “l’indice NIC”: paga bollette, benzina, pane, affitto e mutuo. La media nazionale è indispensabile per capire l’economia, ma il conto alla cassa rimane ostinatamente personalizzato.

L’inflazione, in fondo, è un animale curioso: quando diminuisce significa che i prezzi crescono più lentamente. Non che abbiano ricevuto l’ordine di tornare indietro. Sarebbe stato troppo comodo.

(ISTAT Prezzi al consumo, agosto 2026⁠; ISTAT  stima preliminare e analisi delle componenti⁠). 


Arrivare a fine mese: lo sport nazionale che non assegna medaglie



 Dietro le grandi discussioni sull’economia esiste un’Italia molto meno televisiva.


Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2026, il 18,6% della popolazione era a rischio di povertà nel 2025; il 22,4% dichiarava grande difficoltà ad arrivare alla fine del mese e il 47,7% non era riuscito a risparmiare. Per il 35,9% delle persone, inoltre, le spese per l’abitazione rappresentavano un onere pesante. 


Non significa che metà degli italiani sia povera: gli indicatori misurano fenomeni diversi e confonderli sarebbe scorretto. Significa però che per una parte consistente delle famiglie lo spazio tra reddito e spese obbligate rimane stretto.


C’è anche un segnale positivo: la quota di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è scesa dal 23,1% del 2024 al 22,6% del 2025 e il reddito familiare medio del 2024 è cresciuto anche in termini reali. 


Insomma, qualcosa migliora. Ma il salvadanaio di molte famiglie continua ad avere una caratteristica tecnologicamente sorprendente: pesa pochissimo.


Fonti: ISTAT — Rapporto annuale 2026⁠; ISTAT — Condizioni di vita e reddito delle famiglie⁠.

Quasi un italiano su due non è riuscito a risparmiare nel 2025. Il salvadanaio ringrazia: almeno non rischia l’ernia.

Parliamone: quale voce pesa oggi maggiormente sul vostro bilancio familiare: casa, energia, alimentari, trasporti o altro?


Deficit al 3,1%: quando uno “zero virgola” diventa molto politico



Deficit 3,1%. Mancava uno 0,1. Nei conti dello Stato anche i decimali hanno una carriera politica.

 Il verdetto sui conti pubblici è arrivato il 22 settembre: il deficit italiano del 2025 è stato confermato al 3,1% del PIL, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma non abbastanza per scendere sotto il valore di riferimento europeo del 3%. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto che l’uscita anticipata dalla procedura europea per deficit eccessivo non avverrà quest’anno, indicando il 2027 come possibile nuovo traguardo. 

C’è però un’altra cifra che merita attenzione: il rapporto debito/PIL 2025 è stato rivisto al 136,7%, contro il 134,2% del 2024. 

La discussione politica è inevitabile. C’è chi considera eccessivo affidare tanto peso a pochi decimali e chi ricorda che le regole fiscali servono proprio a rendere prevedibili i comportamenti di Paesi fortemente indebitati. Il punto documentabile è più semplice: quel decimale restringe, almeno per ora, il percorso verso l’uscita dalla procedura.

L’ironia è che nella vita quotidiana 0,1 sembra quasi niente. Nei conti pubblici può diventare protagonista della settimana.

Fonti: Commissione UE/ANSA, 22 settembre ; dati ISTAT riportati il 22 settembre .


martedì 22 settembre 2026

NON CHI C'È IN CLASSE, MA CHI NON C'È PIÙ

 

di Anna Lombardo 

A Messina il vero allarme non sono i banchi affollati di stranieri, ma quelli vuoti di italiani che evadono l'obbligo.



Il dibattito nazionale sul tetto agli alunni stranieri per classe, rilanciato da Palazzo Chigi dopo il meeting di Rimini, arriva nella provincia di Messina con un timing sbagliato. Qui il problema non è chi affolla le aule, ma chi ne è già uscito. I dati del monitoraggio dell'Ufficio Scolastico Regionale mostrano che Messina ha l'indice di dispersione scolastica più basso della Sicilia alle medie, 1,09 contro il 3,49 di Agrigento, ma alle superiori sale al 6,53: quasi ventimila casi segnalati in tutta l'Isola, su oltre duecentomila iscritti. È lì, tra i quattordici e i diciannove anni, nei paesi della provincia non meno che nel capoluogo, che si aprono i vuoti veri.


Quanto ai numeri che alimentano la polemica sul "tetto", vanno ridimensionati: nel Mezzogiorno e nelle Isole gli alunni con cittadinanza non italiana pesano circa il 4-5% degli iscritti, contro una media nazionale sopra l'11%. Messina conta oggi poco più di 75mila alunni; gli stranieri, già nel 2021/22, non arrivavano a quattromila unità distribuite sui quattro ordini di scuola. Un tetto per classe, in questo contesto, interverrebbe su un fenomeno statisticamente marginale, lasciando del tutto intatto quello reale: l'obbligo scolastico che si sfilaccia senza controllo, tra osservatori provinciali che seguono a fatica territori vasti, e piccoli comuni dove l'assenza da scuola, semplicemente, non la segnala più nessuno.

Il paradosso, sul territorio, è visibile a chi lo vuole guardare. 


Le famiglie straniere iscrivono i figli, chiedono percorsi di seconda lingua, cercano proprio quell'inclusione nella realtà italiana che la scuola pubblica promette; sono spesso, al contrario, le famiglie italiane più fragili, prive di alternative economiche o culturali, a lasciare che i ragazzi evadano, verso lavori in nero, verso l'altrove, verso il nulla. Un tetto amministrativo non tocca questo scarto, non lo misura, non lo racconta. La scuola resta, come ricorda il Presidente della Repubblica, l'istituzione di tutti: proprio per questo dovrebbe misurarsi anzitutto con chi manca, prima che con chi, semplicemente, c'è. 

INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE SICILIA FLASH Sabato 24 ottobre 2026 La Sicilia dei fatti, oltre gli annunci.

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