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lunedì 21 settembre 2026

La medicina rivoluzionaria che non si vende in farmacia: alzarsi dalla sedia



 Mentre internet scopre ogni settimana una nuova sostanza “miracolosa”, la ricerca continua ostinatamente a ricordarci una terapia molto meno esotica: muoversi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala che le persone insufficientemente attive presentano un rischio di morte superiore del 20-30% rispetto a quelle sufficientemente attive. L’attività fisica regolare è associata a minori rischi cardiovascolari, diabete tipo 2, ipertensione e alcuni tumori, oltre a benefici su sonno, salute mentale e capacità cognitive. 

Il tema è talmente attuale che la conferenza europea HEPA 2026, tenutasi dall’8 al 10 settembre a Lubiana con WHO/Europe, ha posto al centro il concetto di “Green pathways to health”: attività fisica, sedentarietà, sonno e accesso agli spazi verdi considerati insieme. 

Non significa che una passeggiata sostituisca farmaci o terapie quando necessari. Significa semplicemente che prevenzione e movimento meritano un posto molto più importante nella vita quotidiana.

Purtroppo camminare ha un grave difetto commerciale: non richiede abbonamento premium, codice sconto dell’influencer né polvere di una radice himalayana raccolta durante la luna piena.


Un Paese sempre più anziano non si cura con un bonus bebè



L’Italia invecchia. E continuiamo a stupirci che i giovani non facciano figli mentre molti faticano perfino a programmare il mese prossimo.

 Al 30 giugno 2026 l’Italia contava 58.943.673 residenti. Il dato provvisorio ISTAT nasconde però una trasformazione demografica molto più profonda del semplice numero totale degli abitanti. 

L’Italia invecchia e le conseguenze non riguardano soltanto le pensioni. Significano meno persone in età lavorativa, maggiore domanda sanitaria e assistenziale e territori — soprattutto piccoli comuni e aree interne — che rischiano di perdere scuole, negozi, servizi e capitale umano.

E poi c’è la condizione economica. Nel Rapporto annuale 2026, ISTAT indica che nel 2025 il 18,6% della popolazione era a rischio di povertà; il 22,4% arrivava a fine mese con grande difficoltà e il 47,7% non era riuscito a risparmiare. 

Forse, allora, il problema della natalità non si risolve chiedendo ai giovani perché non facciano figli come se avessero dimenticato le istruzioni.

Famiglia significa anche casa, lavoro, servizi, asili e possibilità di programmare qualche anno della propria vita senza consultare contemporaneamente banca, nonni e oroscopo.

Domanda ai lettori: quali servizi renderebbero realmente più semplice costruire una famiglia nel vostro territorio?


La preferenza ritorna. Ma scegliere il nome significa davvero scegliere?




 Dopo quasi 35 anni, il dibattito sulla legge elettorale torna a una parola che sembrava archeologia politica: preferenza. Il Senato ha approvato un emendamento della maggioranza che prevede preferenze accompagnate, però, da capilista bloccati; l’opposizione ha contestato proprio questo compromesso, chiedendo in alcuni casi preferenze senza capilista predeterminati. 

È una questione meno tecnica di quanto sembri. Dietro formule come “liste bloccate”, “preferenze” e “capilista” c’è una domanda molto semplice: quanto potere deve avere l’elettore nello scegliere la persona che lo rappresenterà e quanto devono conservarne i partiti?

Il ritorno delle preferenze aumenta lo spazio di scelta individuale, mentre i capilista bloccati mantengono una quota di selezione nelle mani delle forze politiche. Due esigenze diverse, entrambe legittimamente discutibili.

La legge elettorale, del resto, è quel curioso oggetto che la politica italiana tenta periodicamente di rendere “definitivo”. Con risultati talmente definitivi che ne discutiamo di nuovo.

La questione interessante non è stabilire chi abbia vinto la battaglia parlamentare, ma capire quale sistema renda più trasparente il rapporto fra voto, candidato ed eletto.


I nuovi pericoli per l’umanità: distruzione determinata dagli algoritmi dell’IA o dominazione dei Super Titani della tecnologia

 



https://mondonuovonews.com/?p=38124


di Giovanni Frazzica 

Le progressive evoluzioni dell’Intelligenza Artificiale impongono profonde riflessioni su quelle nuove tecnologie che pur non essendo del tutto autonome e indominabili, appaiono sotto un controllo concentrato nelle mani di pochi colossi economici. Compito prioritario della Politica diventa, anche alla luce di recenti clamorosi “incidenti tecnici”, difendere sia la libertà individuale che quella dei popoli di fronte a sistemi sempre più opachi e potenzialmente pericolosi. E tornando sul tema dei cosiddetti incidenti tecnici ed alla conseguente pericolosità dell’IA, occorre valutare attentamente il rischio di cui parlano diversi esperti è l’automiglioramento ricorsivo (Rsi, Recursive self improvement) che consiste nella capacità dell’IA di perfezionarsi autonomamente, con un intervento umano sempre minore. Grande stupore e preoccupazione ha suscitato nei giorni scorsi Jacob Coxon, il ricercatore che ha lasciato Anthropic. Coxon, matematico inglese di 27 anni, si è dimesso accusando i principali laboratori di AI di andare verso sistemi sempre più autonomi senza garanzie sufficienti. Prima di lui, altri ricercatori avevano abbandonato Anthropic, OpenAI, Google DeepMind per divergenze sulla sicurezza. Le loro dimissioni rivelano un conflitto che attraversa l’intero settore. Le motivazioni delle dimissioni di Coxon hanno evocato delle narrazioni che descrivono  l’Intelligenza artificiale come la nuova bomba atomica con Dario Amodei (leader di Antropic) che propone il disarmo bilaterale assecondato da Sam Altman che ricorda Reagan che con Gorbaciov è riuscito a decongestionare la tensione sul nucleare che costituiva un serio pericolo per l’umanità. Da tutto questo nasce l’idea di istituire un’Agenzia internazionale come quella per l’energia nucleare per sorvegliare le attività dell’IA. Tuttavia, non a tutti il paragone col pericolo atomico appare calzante, per cui questo allarme sul rischio tecnologico, finisce con l’essere sottovalutato. A questo punto si profila per l’umanità l’eventualità di un doppio pericolo: un disastro determinato dalla rivolta delle “macchine”, oppure il dominio dei super titani che le possiedono, facendo avverare, riveduta e corretta, la profezia del Grande Fratello di Feorge Orwell. Tutte le forze democratiche occidentali dovrebbero vigilare e intervenire per scongiurare questi pericoli che, al netto di un catastrofismo di maniera, incombono sul destino dell’umanità

domenica 20 settembre 2026

IL FISCO IN ITALIA AMA IL LORDO. IL PICCOLO PROPRIETARIO, UN PO’ MENO

 


Quando affittare una stanza diventa quasi un esercizio di resistenza fiscale


C’era una volta il piccolo proprietario. Aveva una casa, magari tre camere, pagava IMU, manutenzione, bollette, assicurazione, biancheria, pulizie e riparazioni. Poi gli dissero: “Mettila a reddito, il turismo è una risorsa.”


Arrivarono piattaforma, commissioni, IVA sulle commissioni, costi di transazione e ritenuta fiscale. 

Ed ecco la magia.


Nel pagamento Booking che abbiamo esaminato, gli ospiti spendono 1.547,10 euro. Al proprietario ne arrivano 854,16.


Non è un refuso: il 55,2%.


La piattaforma trattiene 278,48 euro di commissioni, altri 23,20 di costi di transazione e 66,36 euro di IVA collegata ai servizi. Il Fisco, nel frattempo, preleva alla fonte 324,90 euro, praticamente il 21% del corrispettivo lordo.


Naturalmente commissioni e IVA non sono tutte “tasse”: sarebbe scorretto sostenerlo. Ma il conto corrente non studia diritto tributario. Conosce soltanto una sottrazione: 1.547 entrano nel sistema, 854 arrivano all’host.


Il capolavoro è tassare il lordo e “ mettere le mani nelle tasche degli italiani “ 


Per le locazioni brevi l’intermediario che interviene nel pagamento applica una ritenuta del 21%. Dal 2024 la cedolare è al 21% per una sola unità immobiliare scelta dal contribuente e sale al 26% per le ulteriori unità; oltre quattro appartamenti destinati a locazione breve opera inoltre la presunzione di attività imprenditoriale. 

Sono regole che l’Agenzia delle Entrate conferma anche nella documentazione fiscale attuale. 


Il particolare interessante è che il proprietario non viene tassato su ciò che effettivamente gli resta dopo avere pagato il sistema distributivo: il prelievo parte dal corrispettivo lordo.


La casa però è sua.


Il climatizzatore pure.


La caldaia che si rompe a Ferragosto, curiosamente, resta sua.


Le lenzuola non vengono lavate dal Ministero dell’Economia e Booking, per quanto efficiente, non viene personalmente a ridipingere la stanza a marzo.


E poi ci sono i gruppi di pressione


Qui conviene smetterla con l’ingenuità. 

Il lobbying delle multinazionali digitali esiste ed è perfettamente documentato.


Booking.com risulta, per esempio, nel registro ufficiale del Bundestag tedesco: dichiara per il 2025 250.001-260.000 euro di spese per rappresentanza di interessi e indica tra i propri settori d’intervento anche fiscalità e finanza pubblica, turismo, abitazione, PMI, commercio elettronico e concorrenza. 


A livello europeo, i dati provenienti dalle dichiarazioni del Registro UE mostrano per Booking.com e Airbnb spese dichiarate nell’ordine di 1,25 milioni di euro annui ciascuna per attività di rappresentanza degli interessi, oltre a numerosi incontri dichiarati con Commissione ed europarlamentari. 


Quindi no: parlare di gruppi di pressione non significa evocare oscuri complotti in una cantina di Bruxelles. Il lobbying è una componente riconosciuta e regolamentata del processo politico europeo.


Quello che i registri non dimostrano, da soli, è che una determinata aliquota italiana sia stata “scritta da Booking” o che una singola norma sia il risultato diretto di quella pressione. Sostenere questo senza documenti specifici indebolirebbe, anziché rafforzare, la critica.

 

IL CITTADINO PAGA E GOLIA INCASSA 


Rimane però un problema politico ed economico enorme.


Il piccolo proprietario non dispone di uffici di public affairs, consulenti istituzionali, fiscalisti internazionali e accesso permanente ai tavoli europei. Dispone di un appartamento, di qualche risparmio e, nei giorni fortunati, di un idraulico che risponde al telefono.


La grande piattaforma, invece, ha dimensioni tali che la stessa Commissione europea ha classificato Booking.com come “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act, riconoscendone il ruolo di importante porta d’accesso fra imprese e consumatori. 


Ed è qui che nasce la domanda seria.


Possiamo continuare ad accumulare ritenute, comunicazioni, CIN, certificazioni, adempimenti, aliquote e presunzioni sul piccolo proprietario e poi stupirci se il mercato turistico diventa sempre più dipendente da pochi giganteschi intermediari?


Combattere l’evasione è necessario. Trasformare ogni cittadino che affitta una stanza in un sospetto fiscale permanente è un’altra cosa.


Perché la concorrenza non si uccide soltanto vietando a qualcuno di lavorare.


A volte basta rendergli il lavoro costoso, burocratico e poco conveniente.


E mentre Davide compila moduli, versa ritenute e cambia la lavatrice della camera 2, Golia ha già prenotato il prossimo incontro con il legislatore.

venerdì 18 settembre 2026

LA NUOVA RIVOLUZIONE DEL BENESSERE COSTA ZERO. SI CHIAMA CAMMINARE

 


Abbiamo smartwatch da 500 euro che ci ricordano una cosa che l’essere umano conosceva già qualche millennio fa:

bisogna muoversi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti almeno 150-300 minuti alla settimana di attività aerobica moderata, oppure 75-150 minuti di attività intensa. A questo andrebbero aggiunti esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte a settimana. (Organizzazione Mondiale della Sanità⁠)

Non serve necessariamente trasformarsi in un maratoneta con leggings fluorescenti.

Camminare, andare in bicicletta, fare le scale, lavorare in giardino e ridurre le ore trascorse immobili davanti a uno schermo contribuiscono al movimento quotidiano. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che l’attività fisica regolare è associata a benefici cardiovascolari, metabolici, muscolo-scheletrici e psicologici.

Naturalmente attività e intensità devono essere adattate all’età e alle condizioni cliniche individuali.

La cosa curiosa è che abbiamo trasformato il benessere in un mercato complicatissimo fatto di detox, superfood, app, integratori miracolosi e guru che scoprono ogni martedì una nuova tossina.

Poi arriva la scienza e, con scarsissimo talento commerciale, continua a ripetere:

muoviti, dormi bene, non fumare e mangia decentemente.

Terribilmente poco glamour.

Ma funziona.


IL BOLLO PASSA, LE BUCHE RESTANO

 

Roma cancella il bollo per milioni di veicoli e promette di compensare le Regioni. Intanto sulle A18 e A20 servono miliardi. L’allarme sollevato da Pippo Lombardo nasce da una prescrizione del Mit. 


C’è una curiosa coincidenza. Il governo Meloni ha deciso che dal 2027 il bollo sparirà per le auto fino a 80 kW e per i motoveicoli, con l’esenzione limitata a un veicolo per cittadino. Quasi nello stesso momento il ministero delle Infrastrutture avverte il Cas: sulla A18 Messina-Catania e sulla A20 Messina-Palermo occorrono interventi urgenti, altrimenti bisognerà valutare l’interdizione al traffico. Il bollo, va precisato, non serve a riempire le buche. È una tassa sul possesso del veicolo, non un’imposta di scopo destinata alle strade. In Sicilia, però, dal 2016 la tassa automobilistica è regionale. Il suo gettito entra dunque nelle finanze dell’Isola.

Se Roma lo cancella, la domanda è inevitabile: chi mette i soldi che vengono meno? Il governo valuta in circa 2,3 miliardi il costo nazionale della misura e prevede la copertura statale. Per la Sicilia il punto decisivo sarà semplice: quanto verrà compensato e con quale certezza negli anni. La domanda pesa ancora di più guardando alle autostrade. La Regione ha reperito 32,5 milioni per gli interventi urgenti sulle A18 e A20, ma il Mit quantifica in circa 5,5 miliardi in dieci anni il fabbisogno per l’adeguamento strutturale e funzionale della rete. Tra 32 milioni e 5 miliardi non c’è una differenza contabile. C’è una politica da costruire.

L'on. Pippo Lombardo ha portato il caso all’Ars chiedendo chiarezza sui rapporti finanziari fra Cas e Regione. È propaganda? Può esserlo il modo in cui un problema viene raccontato, non il documento che lo certifica. L’allarme non l’ha scritto Lombardo: l’ha scritto il ministero. E le carte, almeno fino a prova contraria, non fanno campagna elettorale. Se Roma compenserà integralmente il mancato gettito, cambierà la provenienza del denaro, non il problema. Se la compensazione sarà insufficiente, i margini regionali si restringeranno. Servono risorse pluriennali certe, priorità, scadenze e lavori verificabili. Meloni può togliere il bollo, Schifani ottenere il ristoro e Lombardo convocare una commissione. Ma c’è una tassa che nessun decreto abolisce: quella che paghiamo quando la manutenzione arriva tardi. ♓

HENDRIX, IL FUOCO CHE IL TEMPO NON SPEGNE



 Da “Foxy Lady” consumata sul piatto di un giradischi al fuoco vivo del Miami Pop Festival: memoria di un suono che, quasi sessant’anni dopo, brucia ancora.


Storia. Per chi è nato dopo il 18 settembre 1970, Jimi Hendrix è una leggenda conosciuta attraverso dischi e filmati. Io, invece, lo ricordo in vita, all’apice del suo splendore. Quando nel 1967 arrivò “Foxy Lady”, finii per immolarla letteralmente sul piatto del mio giradischi, tante furono le volte che vi lasciai cadere la puntina. Hendrix era giunto a Londra l’anno prima, scoperto da Chas Chandler, e con Noel Redding e Mitch Mitchell aveva formato la Jimi Hendrix Experience. In pochi mesi trasformò la chitarra elettrica da semplice strumento in una sorgente inesauribile di suoni. “Foxy Lady”, inclusa nel folgorante Are You Experienced, fu una delle prime avvisaglie della rivoluzione.


Discografia. La parabola discografica vissuta da Hendrix fu brevissima: Are You Experienced e Axis: Bold as Love nel 1967, Electric Ladyland nel 1968 e Band of Gypsys nel 1970. Poi la morte, a soli ventisette anni. Ma Hendrix aveva registrato moltissimo e la sua discografia postuma è diventata quasi sterminata: da The Cry of Love e Rainbow Bridge fino ai più recenti recuperi di nastri inediti. Un flusso che non si è praticamente mai interrotto e che ha permesso alle generazioni successive di conoscerlo quasi come un artista ancora presente. Non sempre le pubblicazioni postume hanno avuto uguale valore, ma nel loro insieme testimoniano una creatività febbrile che la morte lasciò drammaticamente incompiuta.

Esegesi. Nel video del Miami Pop Festival del 1968, “Foxey Lady” permette di capire ciò che il disco poteva soltanto suggerire. Hendrix fa vibrare la nota iniziale, la sporca di feedback e armonici e poi libera quel riff che sembra avanzare fisicamente verso chi ascolta. Redding tiene il basso ancorato alla terra, Mitchell frantuma il tempo con la sua batteria, mentre voce e Stratocaster diventano una cosa sola. È musica sensuale, carnale, fatta di bending, distorsioni, pause e improvvise accelerazioni. Oggi sappiamo che Hendrix rivoluzionò il linguaggio della chitarra elettrica; allora non avevamo bisogno di saperlo. Bastava ascoltare. Qualcosa di mai sentito prima stava accadendo. E noi c’eravamo.


https://www.youtube.com/watch?v=_PVjcIO4MT4

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