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venerdì 2 ottobre 2026

MESSINA FLASH — 2 ottobre 2026



 Galati Marina, 1,56 milioni contro l’erosione: adesso parlano i cantieri

Sono stati consegnati i lavori per il ripristino dei pennelli a mare di Galati Marina, danneggiati dagli eventi meteo del 2023 e dal ciclone Harry. Il progetto vale 1,56 milioni di euro e punta a rafforzare la difesa del litorale dalle mareggiate. Sulla costa messinese il mare presenta il conto con puntualità: questa volta la risposta passa finalmente dalla carta al cantiere. 



MoveMe fa 15 mila: Messina riscopre l’autobus

ATM Messina ha annunciato il superamento dei 15.000 abbonamenti MoveMe attivi. È un dato significativo per il trasporto pubblico cittadino e indica una risposta consistente all’incentivazione degli abbonamenti. La mobilità sostenibile, insomma, funziona meglio quando oltre agli slogan ci sono tariffe capaci di convincere il portafoglio. 


Furto al MuMe, scattano i primi provvedimenti sui custodi

Dopo il furto delle opere di Antonello da Messina al Museo regionale, l’ispezione interna ha prodotto contestazioni e primi provvedimenti sul personale: secondo quanto riferisce Tempostretto, per i dipendenti regionali coinvolti si profila la rotazione. Le responsabilità definitive vanno accertate nelle sedi competenti; il dato certo è che la sicurezza di uno dei principali patrimoni culturali siciliani resta sotto esame. Un museo dovrebbe far parlare di sé per ciò che custodisce, non per ciò che riesce a farsi portare via. 


Messina guarda a Bolzano: alleanza tecnologica per l’I-Hub

Il Comune ha avviato un percorso di cooperazione tra il futuro I-Hub messinese e il NOI Techpark di Bolzano, con incontri che hanno coinvolto anche Provincia autonoma e università. L’obiettivo dichiarato è trasferire esperienze e modelli di innovazione verso il progetto messinese. Copiare le buone pratiche non è mancanza di fantasia: spesso è semplicemente amministrazione intelligente. Adesso, però, serviranno risultati misurabili. 


Tirreno in carrozza: tornano i treni storici

Dall’11 ottobre riparte il programma regionale dei treni storici e la provincia di Messina è protagonista: il 18 ottobre Messina–Santo Stefano di Camastra, l’8 novembre Messina–Tusa e il 15 novembre Catania–Taormina. Turismo lento, borghi e ferrovia diventano un unico prodotto: qualche volta andare più piano può essere un ottimo modo per far correre l’economia locale. 


Capo Peloro guarda in alto

Da oggi al 4 ottobre Capo Peloro ospita l’ottava edizione del Festival degli Aquiloni, con delegazioni e iniziative dedicate anche alle famiglie. È cultura del territorio e promozione turistica con un ingrediente particolarmente raro: non richiede cemento. 

Fonte: Tempostretto – Festival degli Aquiloni⁠


Frase del giorno — Messina: «Una città cambia davvero quando i progetti smettono di essere comunicati e cominciano a essere misurati.»

giovedì 1 ottobre 2026

SICILIA FLASH — 1 ottobre 2026

 


Comuni siciliani, il Fondo sale a 365 milioni

La Conferenza Regione-Autonomie locali ha dato il via libera all’aumento a 365 milioni di euro dei trasferimenti ordinari destinati ai Comuni siciliani, contro i 350 milioni dello scorso anno. Secondo ANCI Sicilia, con le variazioni di bilancio in discussione la dotazione potrebbe raggiungere 385 milioni. Per i municipi è ossigeno finanziario; resta da vedere quanto riuscirà a trasformarsi in servizi percepibili dai cittadini. 

Fonte: ANSA – Fondo Autonomie locali⁠


Sicilia, 96 mila giovani partiti in sette anni

Tra il 2019 e il 2026, secondo uno studio CGIL basato su dati ISTAT citato dalla TGR, 96.328 siciliani tra 18 e 35 anni hanno lasciato l’Isola. Le aree interne, in particolare Enna e Caltanissetta, risultano tra quelle maggiormente esposte allo spopolamento. Qui il sarcasmo serve poco: quando un territorio esporta sistematicamente i propri giovani, esporta anche una parte del proprio futuro. 

Fonte: RaiNews TGR Sicilia – Spopolamento⁠


Eolico, la Sicilia produce il 17% del totale nazionale

La Sicilia risulta seconda regione italiana per produzione di energia eolica, con una quota pari al 17% della produzione nazionale, secondo i dati riportati da ANSA. È un risultato importante per una regione che dispone di una risorsa naturale enorme; la vera partita resta trasformare produzione energetica, reti e investimenti in benefici economici durevoli anche per territori e cittadini. 

Fonte: ANSA Sicilia⁠


Etna e aeroporto: il vulcano ricorda quanto è fragile il sistema dei trasporti

Le recenti emissioni di cenere dell’Etna hanno provocato sospensioni e successive riaperture dello spazio aereo di Catania, riportando in primo piano la vulnerabilità dei collegamenti della Sicilia orientale. Ogni crisi di Fontanarossa mostra quanto siano importanti alternative operative, collegamenti ferroviari efficienti e un reale coordinamento con gli altri aeroporti dell’Isola. L’Etna fa il vulcano; la programmazione dei trasporti, invece, spetta agli uomini. 

Fonte: ANSA Sicilia – aggiornamenti Etna e aeroporto⁠


Carburanti, la Sicilia continua a fare i conti alla pompa

Il caro carburanti rimane un problema particolarmente sensibile nell’Isola, dove trasporto su gomma, pesca, agricoltura e distribuzione risentono direttamente degli aumenti. La questione ha già prodotto mobilitazioni e richieste di intervento istituzionale: il rischio concreto è che i maggiori costi logistici si trasferiscano lungo la catena dei prezzi. La benzina entra nel serbatoio, ma il suo prezzo finisce spesso anche nello scontrino della spesa. 

Fonte: RaiNews TGR Sicilia – caro carburanti⁠


Frase del giorno — Sicilia: «Un’isola diventa periferia non perché è circondata dal mare, ma quando opportunità, servizi e giovani prendono il largo.»

MESSINA FLASH — 1 ottobre 2026



 Giampilieri, 17 anni dopo: la memoria non basta, serve prevenzione

Il 1° ottobre 2009 l’alluvione che investì Giampilieri, Scaletta Zanclea e altri centri della zona sud provocò 37 vittime. Oggi il territorio ricorda quella tragedia con celebrazioni a Giampilieri e Scaletta: memoria necessaria, ma anche richiamo molto concreto alla manutenzione del territorio e alla prevenzione del rischio idrogeologico. Perché le commemorazioni durano un giorno; la sicurezza dovrebbe durare tutto l’anno. 


Guardia medica Messina Nord: da stasera cambia casa

Dalle 20 di oggi, 1° ottobre, la Guardia Medica di Messina Nord lascia via Tommaso Cannizzaro 86 e viene trasferita alla Casa di Comunità Mandalari. La Guardia Medica pediatrica è invece stata trasferita alla Casa di Comunità di via del Vespro. Informazione pratica da segnare in agenda: quando serve un medico di notte, scoprire all’ultimo momento che l’ambulatorio ha traslocato non è esattamente terapeutico. 


AMAM, Puccio prende il timone ad interim

Dopo le dimissioni di Davide Maimone, Salvo Puccio, già direttore generale di Messinaservizi, è stato nominato direttore generale ad interim di AMAM attraverso una convenzione. L’azienda assicura così continuità gestionale e amministrativa. Acqua e rifiuti finiscono temporaneamente sotto una regia manageriale comune: ai cittadini interesserà soprattutto che dai rubinetti escano acqua e servizi, più che organigrammi. 


Mediterraneo, Messina torna crocevia di culture

Parte oggi al Rettorato dell’Università degli Studi di Messina la quinta edizione di Matabbìa, in programma fino al 3 ottobre. Studiosi, scrittori, giornalisti e artisti italiani e internazionali discuteranno di convivenze, contaminazioni e conflitti nel Mediterraneo, con incontri aperti anche alla cittadinanza. Una volta tanto Messina prova a essere ponte non soltanto nei progetti infrastrutturali, ma nelle idee. 


Biblioteca comunale: da oggi si torna a cinque giorni

Dopo l’orario ridotto di settembre, dal 1° ottobre Biblioteca Comunale e Archivio Storico ripristinano l’apertura al pubblico su cinque giorni settimanali, comprese due aperture pomeridiane. Una piccola notizia amministrativa che riguarda studenti, ricercatori e cittadini: anche tenere aperta una biblioteca è infrastruttura pubblica. 


Frase del giorno — Messina: «Ricordare il passato è doveroso. Evitare che si ripeta è amministrare.»

mercoledì 30 settembre 2026

Il fisco pesa su chi produce. La speculazione paga il forfait

 


Chi apre un’impresa mette in gioco capitale, lavoro e spesso il patrimonio familiare. Deve pagare stipendi, fornitori, energia, contributi e imposte. Chi realizza plusvalenze finanziarie come privato, fuori dall’attività d’impresa, paga generalmente il 26% sul guadagno: un’aliquota proporzionale che, nei casi ordinari, resta uguale anche quando i profitti diventano milionari. 


Per capire il peso sull’impresa, fermarsi all’IRES del 24% significa raccontare soltanto una parte della storia. Quando l’utile viene interamente distribuito a un socio persona fisica, la combinazione ordinaria di IRES e imposta sui dividendi porta il prelievo al 43,76%, senza esaurire gli altri oneri dell’attività. (senato.it⁠)


Quanto può pesare il carico complessivo? 


Il rapporto Paying Taxes 2020, sui dati del 2018, stimava per l’impresa tipo italiana un 59,1% dei profitti commerciali, comprendendo imposte e contributi e includendo il TFR. 

Quel valore non è un’aliquota attuale applicabile a ogni imprenditore: è un indicatore storico che mostra quanto il costo complessivo possa essere lontano dalla sola imposta sugli utili. Il 26% e il 59,1% misurano grandezze diverse; presentarli correttamente rende la denuncia più difficile da liquidare. 


Ed è proprio il peso complessivo che deve entrare nel dibattito. L’impresa sostiene anche costi amministrativi, scadenze e responsabilità occupazionali: non sono tutti tasse, ma assorbono risorse e tempo di chi produce. Intanto, sulle comuni plusvalenze finanziarie, il prelievo proporzionale non cresce con la capacità economica del beneficiario.


Perché il grande guadagno speculativo deve beneficiare di una tassazione che non diventa più progressiva al crescere dei profitti, mentre al lavoro e alla produzione si chiede di sostenere il Paese?


La risposta dovrebbe tradursi in scelte: ridurre il carico sul lavoro, favorire gli utili reinvestiti, semplificare gli adempimenti e chiedere di più ai grandi guadagni speculativi, distinguendoli dal piccolo risparmio.


Continuare a invocare sacrifici da chi tiene aperte aziende e botteghe, considerando intoccabile il trattamento dei grandi profitti finanziari, è una scelta politica. 


E chi la compie dovrebbe spiegarla a chi ogni mattina alza una saracinesca.

L’INCHIESTA - LA GUERRA PRESENTA IL CONTO. MA NON A TUTTI.

 



LA GUERRA PRESENTA IL CONTO. MA INDOVINA CHI LO PAGA? (Non chi la decide)

Ci dicono che la guerra distrugge ricchezza. È una bugia.

La guerra non distrugge la ricchezza: la trasferisce. Svuota le tasche delle società civili e riempie i bilanci di chi fornisce gli strumenti per combatterla.

Se vogliamo capire le vere dinamiche dietro i conflitti in Ucraina, a Gaza o le tensioni con l'Iran, dobbiamo smettere di cercare "burattinai segreti" o di bere la propaganda ufficiale. 

Per capire lè bene seguire un'unica, infallibile bussola: i soldi e il potere.

Ecco le verità inconfutabili che nessuno vi dice nei talk show.


L’industria del sangue. I numeri non mentono

Chi guadagna da una guerra non è necessariamente chi l’ha iniziata, ma è colui che ha tutto l'interesse a non farla finire. I dati del SIPRI parlano chiaro:

 Nel 2024, le 100 maggiori imprese della difesa hanno incassato 679 MILIARDI DI DOLLARI.

 Una crescita reale del +5,9%.

 334 miliardi sono andati ad aziende USA, 151 miliardi a quelle europee. Anche le aziende russe e israeliane brindano a ricavi record.

Lo spunto sensazionale

Ogni missile sparato oggi non è solo una commessa immediata. Significa arsenali da ricostituire, ordini pluriennali, manutenzione e addestramento che legano uno Stato a un'azienda per i prossimi 30 anni. Mentre l'inflazione erode i vostri risparmi, il riarmo garantisce dividendi a doppia cifra.


Il Jackpot Energetico: la crisi degli uni è il profitto degli altri

Guardiamo al report dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) di settembre 2026. Ci sono interruzioni di forniture dal Golfo? Certo. Ma chi ne paga il prezzo?

Mentre le famiglie e le imprese europee vengono strangolate dai costi, nel bacino atlantico gli operatori registrano margini di raffinazione record. Il danno è collettivo, ma il vantaggio è iper-concentrato nelle mani di pochi player logistici e raffinatori.


La geopolitica del cinismo: Ucraina e Medio Oriente

Perché si combatte davvero? Dimenticate i discorsi retorici.

 Ucraina: L'invasione russa è una palese violazione del diritto internazionale (ribadita dall'ONU il 24 settembre). Kyiv combatte per la vita, Mosca per imporre il suo imperialismo. 

Ma dietro le quinte? Le potenze occidentali perseguono cinici interessi di sicurezza e testano sul campo i propri complessi militari-industriali. Confondere la giusta difesa di un popolo con gli affari dei suoi fornitori è da ingenui.

 Medio Oriente: È una brutale partita a scacchi. Israele vuole mano libera e deterrenza totale; il regime di Teheran cerca la pura sopravvivenza; Washington vuole blindare il controllo energetico regionale. E Gaza? I palestinesi sono la pedina sacrificabile sull'altare dei "superiori interessi" delle potenze.


Il dividendo politico: la paura come strumento di controllo

C'è un terzo enorme profitto nella guerra: quello politico.

La paura è la più grande arma di distrazione e controllo di massa.

Un governo in guerra si blinda. Il dissenso viene etichettato come "tradimento" o "favore al nemico". Le decisioni non si discutono, si obbedisce. Un leader politico che ha legato la sua poltrona alla promessa della "vittoria totale" preferirà far massacrare un'altra generazione piuttosto che firmare un compromesso e perdere le elezioni.


 LA FRATTURA FINALE 

Il sistema regge su una divisione dei ruoli tanto perfetta quanto spietata:


Chi ordina la guerra siede in parlamenti e palazzi blindati.

Chi incassa siede nei consigli di amministrazione dell'industria bellica ed energetica.

Chi paga sei TU. Paghi con le tasse, con l'inflazione, con servizi pubblici tagliati per fare spazio alla spesa militare. E chi sta sotto le bombe paga con la casa, il sangue e il futuro.


È tempo di smettere di tifare come allo stadio e iniziare a pretendere risposte verificabili dai nostri governi: Quali sono i reali margini di profitto sulla nostra sicurezza? Chi controlla i prezzi dei contratti militari? Quali sacrifici chiedete a noi cittadini, e quali rendite miliardarie state proteggendo?

Finché la guerra sarà politicamente e finanziariamente più redditizia della pace, la pace non arriverà mai.

Sveglia.

(Se trovi questa analisi lucida, condividila. La consapevolezza è l'unico antidoto alla propaganda).

POLITICA | Legge elettorale: cambiano le regole, resta la battaglia sui numeri


 Cambiare la legge con cui scegliamo chi ci rappresenta non è un dettaglio tecnico. Il punto non è chi vincerà: è quali regole resteranno quando cambierà chi vince.

La riforma elettorale è tornata alla Camera dei deputati dopo il via libera del Senato del 15 settembre con 113 sì e 71 no. Tra i punti più rilevanti figurano premio di maggioranza con soglia al 42%, preferenze con capilista bloccati, nuove regole per le firme e ampliamento del voto fuorisede anche ad alcune categorie di caregiver. La maggioranza sostiene che il modello favorisca governabilità e scelta degli eletti; le opposizioni contestano soprattutto premio, raccolta delle firme e possibili effetti sulla rappresentanza. 

Qui conviene spegnere per un momento le bandiere: una legge elettorale non è democratica perché piace a chi governa né antidemocratica perché dispiace a chi sta all’opposizione. Va misurata su rappresentatività, governabilità, uguaglianza del voto e possibilità effettiva di partecipazione. Il resto è campagna elettorale anticipata — attività nella quale il Parlamento, bisogna riconoscerlo, non necessita di incentivi pubblici.

Fonti: Camera dei deputati — lavori parlamentari⁠; ANSA, 29 settembre 2026; Sky TG24, 15 settembre 2026. 


Settembre è il nuovo agosto: il turismo italiano allunga l’estate



Settembre non è più il mese in cui il turismo chiude. Forse è il momento che anche i servizi se ne accorgano.

 Il turismo italiano sta cambiando calendario. Secondo il Ministero del Turismo, tra giugno e agosto 2026 sono state registrate oltre 276 milioni di presenze e 72,4 milioni di arrivi, entrambi circa il 2% sopra il 2025. Gli stranieri crescono del 2,3% nelle presenze e anche settembre mantiene un tasso di saturazione delle strutture offerte online del 56,2%. 

Interessante soprattutto il dato dei piccoli comuni: nei primi sette mesi gli arrivi sono aumentati del 5,6% e le presenze del 4,4%. La Sicilia, con una saturazione estiva del 65,6%, figura fra le regioni sopra la media nazionale. 

Un’indagine Confturismo-SWG stimava inoltre 10 milioni di italiani in viaggio a settembre, con mare ancora primo nelle preferenze, davanti a città d’arte e montagna. 

La destagionalizzazione, quindi, comincia a essere qualcosa di più di una parola da convegno. Ma il turista che arriva a ottobre pretende esattamente ciò che pretende ad agosto: trasporti, ristoranti, musei, servizi e strutture aperte. Il clima può allungare la stagione; la serranda abbassata la accorcia immediatamente.

Fonti: Ministero del Turismo — dati estate 2026⁠; Ministero del Turismo — bilancia turistica e dati Banca d'Italia⁠; ANSA/Confturismo-SWG, 29 agosto 2026. 


Il cuore non vuole integratori miracolosi. Preferisce pressione, movimento e niente fumo

 


Il cuore non legge le pubblicità degli integratori. Pressione, movimento, fumo, colesterolo e glicemia invece li conosce benissimo.

La Giornata mondiale del cuore del 29 settembre lascia un messaggio assai meno spettacolare delle promesse che circolano sui social: le malattie cardiovascolari rimangono la prima causa di morte in Italia, nell’Unione europea e nel mondo, ma una quota importante degli eventi prematuri è prevenibile. 

I principali bersagli sono conosciuti: fumo, sedentarietà, alimentazione inadeguata, obesità, ipertensione, dislipidemie e diabete. Il Ministero ricorda che intervenire sugli stili di vita e identificare precocemente le persone a rischio può prevenire una parte consistente della mortalità cardiovascolare prematura. 

E quando avviene un arresto cardiaco il tempo conta: le linee guida nazionali 2026 ribadiscono l’importanza della rianimazione immediata e dell’uso precoce del defibrillatore. 

Insomma, il programma anti-aging più documentato continua ad avere un marketing terribile: camminare, non fumare, mangiare decentemente e controllare pressione, glicemia e lipidi.


INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE SICILIA FLASH Sabato 24 ottobre 2026 La Sicilia dei fatti, oltre gli annunci.

  TERREMOTO, PALERMO CHIUDE SCUOLE E UNIVERSITÀ: VERIFICHE PRIMA DEL RIENTRO Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha disposto precauzionalm...