Sulle macerie del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia non si limitò a ricostruire, ma osò immaginare.
In un mondo geopolitico brutalmente spaccato tra il gelo del collettivismo sovietico e la spietatezza del liberismo anglosassone, il nostro Paese scelse una rotta coraggiosa e autonoma.
Era la "Terza Via" italiana, non un timido compromesso al ribasso, ma un'architettura geniale e profondamente umana in cui lo Stato si faceva vero e proprio Stato imprenditore.
Attraverso giganti come l'IRI e l'ENI di Enrico Mattei, l'intervento pubblico non soffocava la libera iniziativa, ma la guidava strategicamente.
Il rifiuto del liberismo puro e del collettivismo di Stato creò un modello misto dove l'obiettivo era creare dignità sociale, non solo profitto.
Questa visione abbracciò le aree depresse della Nazione , in primis il Mezzogiorno , rifiutando la logica umiliante dell'assistenzialismo.
Al contrario, si calò l'iniziativa pubblica direttamente nelle leggi di mercato, costruendo poli industriali, infrastrutture e posti di lavoro veri. In un decennio, un Paese contadino si trasformò nella settima potenza industriale del mondo.
Eppure, questo capolavoro economico è stato metodicamente smantellato.
La narrazione ufficiale parla solo di inefficienza e debito, ma l'analisi storica sussurra una verità più amara.
La "via italiana" dava troppo fastidio.
È stata disintegrata da forze esterne e opache , poteri e club della finanza speculativa internazionale e cordate geopolitiche che non tolleravano un'Italia forte, sovrana e indipendente sul piano energetico.
A questo assedio ha fatto sponda una classe politica italiana tragicamente succube.
Con le frettolose privatizzazioni degli anni '90, decise spesso a porte chiuse, abbiamo svenduto il nostro patrimonio pubblico sull'altare dei mercati finanziari, barattando la nostra indipendenza.
Oggi, camminando tra le nostre periferie industriali svuotate e osservando i giovani costretti a emigrare, proviamo un profondo senso di lutto per un futuro che ci è stato scippato.
La nostra Terza Via non era un'utopia, ma era la prova tangibile che l'economia può avere un'anima.
Castronovo, V. (2006). Storia economica d'Italia. Dall'Ottocento ai giorni nostri. Einaudi. (Per l'analisi rigorosa del miracolo economico e dell'IRI).
Galli, G. (2005). Enrico Mattei: petrolio e complotto italiano. Baldini Castoldi Dalai. (Sulle resistenze internazionali e le "forze occulte" contro l'autonomia italiana).
Mazzucato, M. (2014). Lo Stato innovatore. Laterza. (Per il framework teorico moderno sul successo del modello di "Stato Imprenditore").
Nessun commento:
Posta un commento
Puoi commentate senza volgarità