Quando l'architettura verticale diventa strumento di riscatto urbano.
Michelangelo Mangiapane non è un teorico da convegno. È un costruttore messinese di lunga esperienza, studioso attento dell'urbanistica moderna — quella che non separa l'estetica dalla funzione sociale, la densità dalla qualità della vita — con la rara virtù di chi legge la città non solo nei progetti, ma nelle sue ferite. Considera il territorio non come una risorsa da estrarre, ma come un organismo da curare. La proposta che ha illustrato ha questa cifra: pragmatica, coraggiosa, e soprattutto gratuita per le casse pubbliche.
Messina ha un problema urbanistico - secondo Mangiapane - che chiunque conosca la città riconosce a occhio nudo: zone degradate, a ridosso dello svincolo di Giostra e altrove, che divorerebbero centinaia di milioni di euro per essere risanate — denaro che il Comune non ha e non avrà. Nel frattempo, tre progetti privati di grattacieli giacciono sulle scrivanie comunali, ciascuno collocato nel cuore della città: via Cannizzaro, via La Farina, largo Avignone. La proposta ne riconosce il merito — le norme antisismiche italiane, come insegna l'esempio giapponese, garantiscono agli edifici alti resistenza superiore — e individua il difetto: concentrare nuovi volumi nel centro già saturo significa aggravare, non risolvere, il problema.
La soluzione è di quelle eleganti perché rovesciano la logica invece di ignorarla: il Consiglio comunale autorizzi i grattacieli, sì, ma nelle zone degradate. Su lotti non inferiori a diecimila metri quadrati, con copertura del solo 10% della superficie — lasciando i restanti novemila a verde, parcheggi, servizi. La cubatura rimane quella prevista, il privato ci guadagna, la città ottiene risanamento senza spendere un euro. Serviranno pareri regionali, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, della Commissione edilizia: la burocrazia farà il suo corso. Ma l'idea ha la solidità delle cose semplici: mettere l'interesse privato al servizio del bene comune. A Messina, dove si è sempre preferito lamentare il degrado piuttosto che trovare chi pagasse per rimuoverlo, non sarebbe poco. Sarebbe, per una volta, moltissimo. ♓
Nessun commento:
Posta un commento
Puoi commentate senza volgarità