CORSIVO
Il profeta del disastro che il disastro lo ha fabbricato.
Quei pochi eletti che hanno avuto la fortuna di leggere "L'uomo senza qualità" di Robert Musil — e sono una setta ristretta, riconoscibile come i superstiti di un naufragio tra i bagnanti — avvertiranno un fremito di sinistra familiarità osservando Gisnfranco Miccichè smontare il centrodestra siciliano «con la tranquillità di chi non ha più nulla da perdere». Come Ulrich, il protagonista dell'immenso romanzo dello scrittore austriaco, capisce tutto e proprio per questo non fa nulla, trattenuto da quella lucidità totale che diventa la forma più raffinata di paralisi. E contempla oggi le macerie con l'aria meravigliata di chi le ha trovate lì per caso, all'alba, tornando da una passeggiata.
«La corruzione dilaga», «nei partiti non comanda più nessuno», «la Sicilia non ha possibilità di salvezza»: tre sentenze pronunciate con l'autorevolezza di chi non c'entra nulla. Il dettaglio che sorvola con la grazia di uno stormo di fenicotteri è che quella Forza Italia con quattrocento sedi, quel sistema dove persino «il furto aveva le sue regole» — erano roba sua. Li ha costruiti, gestiti e consegnati alla storia lui. Ora li autopsia con il distacco del patologo che non ricorda di essere stato anche il chirurgo. Come Ulrich nel suo «anno sabbatico dall'esistenza», mentre l'Impero franava per gentile concessione della sua inazione.
Resta il piacere del ritratto altrui: l'on. Gallo Afflitto — cresciuto all'ombra di Dell'Utri e Alfano, quattro anni di legislatura con zero interrogazioni, zero mozioni, zero ordini del giorno, eloquio così parco da far sospettare che preferisse i pizzini all'aula — che «a stento parla in italiano»; Savarino, Tamajo, Galvagno e Amata come figure di un presepe senza stella cometa; la Giorgia Meloni nel «deserto dei tartari», storia di attesa e fortezza senza nemico. Ma la perla è la sfiducia costruttiva: soluzione nobile che non ha mai proposto quando poteva, ovvero quando stava dall'altra parte del tavolo. Come Ulrich con la sua «azione parallela» — il pensiero sostituisce il gesto, la diagnosi esonera dalla terapia, la lucidità diventa l'alibi dell'impotenza. La Sicilia aspetta ancora. E lui torna a sedersi.
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