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venerdì 2 ottobre 2026

SICILIA FLASH — 2 ottobre 2026


Caro gasolio, la Sicilia presenta il conto:
 15 milioni, ma la protesta continua

La Regione ha ottenuto il parere favorevole dell’ARS ai decreti attuativi per 15 milioni di euro di sostegni contro il caro carburante: 10 milioni alle aziende agricole e 5 milioni alla pesca. Per l’agricoltura il contributo potrà arrivare fino al 70% del maggior costo del gasolio agevolato, entro i limiti previsti; ieri l’assessore regionale ha annunciato l’imminente attivazione della piattaforma per le richieste. Agricoltori e sindaci giudicano le misure un primo passo, chiedendo però anche interventi nazionali. 

Fonti: ANSA – decreti contro il caro carburante⁠ · ANSA – incontro con agricoltori e sindaci⁠


Camion fermi dal 16 ottobre: cinque giorni che possono pesare sulla spesa

Gli autotrasportatori siciliani hanno confermato il fermo dalla mezzanotte del 16 ottobre fino al 20 ottobre, nell’ambito della protesta contro il caro carburante e per la richiesta di incentivi. È una vertenza da seguire con attenzione: in una regione fortemente dipendente dal trasporto su gomma, cinque giorni senza camion possono rapidamente trasformare il prezzo del diesel nel prezzo delle merci. 

Fonte: RaiNews TGR Sicilia – fermo autotrasportatori⁠


Lampedusa lascia le barche in porto

I pescatori di Lampedusa hanno scioperato contro il caro carburante; secondo Cogepa, nelle Pelagie il gasolio costa circa il 30% in più rispetto alla Sicilia. La questione non riguarda soltanto chi va in mare: se pescare diventa antieconomico, l’effetto arriva sulla filiera, sul lavoro e infine sulla tavola. 

Fonte: ANSA Sicilia – protesta dei pescatori⁠


Ex Province, tornano le indennità? Per ora decide solo la Commissione

La Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato a maggioranza un emendamento che introduce indennità per i presidenti dei sei Liberi Consorzi, rimborsi di viaggio per i consiglieri — compresi quelli delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina — e la retribuzione di assenze e permessi. Hanno votato a favore anche esponenti del PD, mentre M5S e Controcorrente hanno votato contro. La norma non è ancora definitiva: dovrà essere approvata dall’Aula. Su un tema così sensibile, prima dei commenti vengono i fatti — e soprattutto i conti. 

Fonte: ANSA – indennità nelle ex Province⁠


Ecomafia, Sicilia seconda in Italia: un podio di cui si farebbe volentieri a meno

Il nuovo rapporto Ecomafia 2026 colloca la Sicilia al secondo posto nazionale, dietro la Campania e davanti alla Puglia, mentre il giro d’affari complessivo dell’ecomafia in Italia viene stimato in 11,5 miliardi di euro. A livello nazionale i reati ambientali diminuiscono, mentre crescono gli illeciti amministrativi. Ambiente e legalità non sono due capitoli diversi: spesso hanno lo stesso indice. 

Fonte: RaiNews – Rapporto Ecomafia 2026⁠


Turismo fuori stagione: la Sicilia rimette sui binari la memoria

Dal 11 ottobre al 20 dicembre sono previste 12 circolazioni di treni storici tra Palermo, Messina, Catania, Siracusa e Caltanissetta, con itinerari verso borghi, siti archeologici e località naturalistiche. È un progetto della Regione con Fondazione FS e FS Treni Turistici Italiani e punta anche alla destagionalizzazione. Una Sicilia che rallenta il treno per accelerare il turismo: paradossalmente, qui il ragionamento fila. 

Fonte: ANSA – programma dei treni storici⁠


Frase del giorno — Sicilia: «Le emergenze costano sempre più della programmazione. Il problema è che la prima fa notizia, la seconda dovrebbe fare governo.»

MESSINA FLASH — 2 ottobre 2026



 Galati Marina, 1,56 milioni contro l’erosione: adesso parlano i cantieri

Sono stati consegnati i lavori per il ripristino dei pennelli a mare di Galati Marina, danneggiati dagli eventi meteo del 2023 e dal ciclone Harry. Il progetto vale 1,56 milioni di euro e punta a rafforzare la difesa del litorale dalle mareggiate. Sulla costa messinese il mare presenta il conto con puntualità: questa volta la risposta passa finalmente dalla carta al cantiere. 



MoveMe fa 15 mila: Messina riscopre l’autobus

ATM Messina ha annunciato il superamento dei 15.000 abbonamenti MoveMe attivi. È un dato significativo per il trasporto pubblico cittadino e indica una risposta consistente all’incentivazione degli abbonamenti. La mobilità sostenibile, insomma, funziona meglio quando oltre agli slogan ci sono tariffe capaci di convincere il portafoglio. 


Furto al MuMe, scattano i primi provvedimenti sui custodi

Dopo il furto delle opere di Antonello da Messina al Museo regionale, l’ispezione interna ha prodotto contestazioni e primi provvedimenti sul personale: secondo quanto riferisce Tempostretto, per i dipendenti regionali coinvolti si profila la rotazione. Le responsabilità definitive vanno accertate nelle sedi competenti; il dato certo è che la sicurezza di uno dei principali patrimoni culturali siciliani resta sotto esame. Un museo dovrebbe far parlare di sé per ciò che custodisce, non per ciò che riesce a farsi portare via. 


Messina guarda a Bolzano: alleanza tecnologica per l’I-Hub

Il Comune ha avviato un percorso di cooperazione tra il futuro I-Hub messinese e il NOI Techpark di Bolzano, con incontri che hanno coinvolto anche Provincia autonoma e università. L’obiettivo dichiarato è trasferire esperienze e modelli di innovazione verso il progetto messinese. Copiare le buone pratiche non è mancanza di fantasia: spesso è semplicemente amministrazione intelligente. Adesso, però, serviranno risultati misurabili. 


Tirreno in carrozza: tornano i treni storici

Dall’11 ottobre riparte il programma regionale dei treni storici e la provincia di Messina è protagonista: il 18 ottobre Messina–Santo Stefano di Camastra, l’8 novembre Messina–Tusa e il 15 novembre Catania–Taormina. Turismo lento, borghi e ferrovia diventano un unico prodotto: qualche volta andare più piano può essere un ottimo modo per far correre l’economia locale. 


Capo Peloro guarda in alto

Da oggi al 4 ottobre Capo Peloro ospita l’ottava edizione del Festival degli Aquiloni, con delegazioni e iniziative dedicate anche alle famiglie. È cultura del territorio e promozione turistica con un ingrediente particolarmente raro: non richiede cemento. 

Fonte: Tempostretto – Festival degli Aquiloni⁠


Frase del giorno — Messina: «Una città cambia davvero quando i progetti smettono di essere comunicati e cominciano a essere misurati.»

giovedì 1 ottobre 2026

SICILIA FLASH — 1 ottobre 2026

 


Comuni siciliani, il Fondo sale a 365 milioni

La Conferenza Regione-Autonomie locali ha dato il via libera all’aumento a 365 milioni di euro dei trasferimenti ordinari destinati ai Comuni siciliani, contro i 350 milioni dello scorso anno. Secondo ANCI Sicilia, con le variazioni di bilancio in discussione la dotazione potrebbe raggiungere 385 milioni. Per i municipi è ossigeno finanziario; resta da vedere quanto riuscirà a trasformarsi in servizi percepibili dai cittadini. 

Fonte: ANSA – Fondo Autonomie locali⁠


Sicilia, 96 mila giovani partiti in sette anni

Tra il 2019 e il 2026, secondo uno studio CGIL basato su dati ISTAT citato dalla TGR, 96.328 siciliani tra 18 e 35 anni hanno lasciato l’Isola. Le aree interne, in particolare Enna e Caltanissetta, risultano tra quelle maggiormente esposte allo spopolamento. Qui il sarcasmo serve poco: quando un territorio esporta sistematicamente i propri giovani, esporta anche una parte del proprio futuro. 

Fonte: RaiNews TGR Sicilia – Spopolamento⁠


Eolico, la Sicilia produce il 17% del totale nazionale

La Sicilia risulta seconda regione italiana per produzione di energia eolica, con una quota pari al 17% della produzione nazionale, secondo i dati riportati da ANSA. È un risultato importante per una regione che dispone di una risorsa naturale enorme; la vera partita resta trasformare produzione energetica, reti e investimenti in benefici economici durevoli anche per territori e cittadini. 

Fonte: ANSA Sicilia⁠


Etna e aeroporto: il vulcano ricorda quanto è fragile il sistema dei trasporti

Le recenti emissioni di cenere dell’Etna hanno provocato sospensioni e successive riaperture dello spazio aereo di Catania, riportando in primo piano la vulnerabilità dei collegamenti della Sicilia orientale. Ogni crisi di Fontanarossa mostra quanto siano importanti alternative operative, collegamenti ferroviari efficienti e un reale coordinamento con gli altri aeroporti dell’Isola. L’Etna fa il vulcano; la programmazione dei trasporti, invece, spetta agli uomini. 

Fonte: ANSA Sicilia – aggiornamenti Etna e aeroporto⁠


Carburanti, la Sicilia continua a fare i conti alla pompa

Il caro carburanti rimane un problema particolarmente sensibile nell’Isola, dove trasporto su gomma, pesca, agricoltura e distribuzione risentono direttamente degli aumenti. La questione ha già prodotto mobilitazioni e richieste di intervento istituzionale: il rischio concreto è che i maggiori costi logistici si trasferiscano lungo la catena dei prezzi. La benzina entra nel serbatoio, ma il suo prezzo finisce spesso anche nello scontrino della spesa. 

Fonte: RaiNews TGR Sicilia – caro carburanti⁠


Frase del giorno — Sicilia: «Un’isola diventa periferia non perché è circondata dal mare, ma quando opportunità, servizi e giovani prendono il largo.»

MESSINA FLASH — 1 ottobre 2026



 Giampilieri, 17 anni dopo: la memoria non basta, serve prevenzione

Il 1° ottobre 2009 l’alluvione che investì Giampilieri, Scaletta Zanclea e altri centri della zona sud provocò 37 vittime. Oggi il territorio ricorda quella tragedia con celebrazioni a Giampilieri e Scaletta: memoria necessaria, ma anche richiamo molto concreto alla manutenzione del territorio e alla prevenzione del rischio idrogeologico. Perché le commemorazioni durano un giorno; la sicurezza dovrebbe durare tutto l’anno. 


Guardia medica Messina Nord: da stasera cambia casa

Dalle 20 di oggi, 1° ottobre, la Guardia Medica di Messina Nord lascia via Tommaso Cannizzaro 86 e viene trasferita alla Casa di Comunità Mandalari. La Guardia Medica pediatrica è invece stata trasferita alla Casa di Comunità di via del Vespro. Informazione pratica da segnare in agenda: quando serve un medico di notte, scoprire all’ultimo momento che l’ambulatorio ha traslocato non è esattamente terapeutico. 


AMAM, Puccio prende il timone ad interim

Dopo le dimissioni di Davide Maimone, Salvo Puccio, già direttore generale di Messinaservizi, è stato nominato direttore generale ad interim di AMAM attraverso una convenzione. L’azienda assicura così continuità gestionale e amministrativa. Acqua e rifiuti finiscono temporaneamente sotto una regia manageriale comune: ai cittadini interesserà soprattutto che dai rubinetti escano acqua e servizi, più che organigrammi. 


Mediterraneo, Messina torna crocevia di culture

Parte oggi al Rettorato dell’Università degli Studi di Messina la quinta edizione di Matabbìa, in programma fino al 3 ottobre. Studiosi, scrittori, giornalisti e artisti italiani e internazionali discuteranno di convivenze, contaminazioni e conflitti nel Mediterraneo, con incontri aperti anche alla cittadinanza. Una volta tanto Messina prova a essere ponte non soltanto nei progetti infrastrutturali, ma nelle idee. 


Biblioteca comunale: da oggi si torna a cinque giorni

Dopo l’orario ridotto di settembre, dal 1° ottobre Biblioteca Comunale e Archivio Storico ripristinano l’apertura al pubblico su cinque giorni settimanali, comprese due aperture pomeridiane. Una piccola notizia amministrativa che riguarda studenti, ricercatori e cittadini: anche tenere aperta una biblioteca è infrastruttura pubblica. 


Frase del giorno — Messina: «Ricordare il passato è doveroso. Evitare che si ripeta è amministrare.»

mercoledì 30 settembre 2026

Il fisco pesa su chi produce. La speculazione paga il forfait

 


Chi apre un’impresa mette in gioco capitale, lavoro e spesso il patrimonio familiare. Deve pagare stipendi, fornitori, energia, contributi e imposte. Chi realizza plusvalenze finanziarie come privato, fuori dall’attività d’impresa, paga generalmente il 26% sul guadagno: un’aliquota proporzionale che, nei casi ordinari, resta uguale anche quando i profitti diventano milionari. 


Per capire il peso sull’impresa, fermarsi all’IRES del 24% significa raccontare soltanto una parte della storia. Quando l’utile viene interamente distribuito a un socio persona fisica, la combinazione ordinaria di IRES e imposta sui dividendi porta il prelievo al 43,76%, senza esaurire gli altri oneri dell’attività. (senato.it⁠)


Quanto può pesare il carico complessivo? 


Il rapporto Paying Taxes 2020, sui dati del 2018, stimava per l’impresa tipo italiana un 59,1% dei profitti commerciali, comprendendo imposte e contributi e includendo il TFR. 

Quel valore non è un’aliquota attuale applicabile a ogni imprenditore: è un indicatore storico che mostra quanto il costo complessivo possa essere lontano dalla sola imposta sugli utili. Il 26% e il 59,1% misurano grandezze diverse; presentarli correttamente rende la denuncia più difficile da liquidare. 


Ed è proprio il peso complessivo che deve entrare nel dibattito. L’impresa sostiene anche costi amministrativi, scadenze e responsabilità occupazionali: non sono tutti tasse, ma assorbono risorse e tempo di chi produce. Intanto, sulle comuni plusvalenze finanziarie, il prelievo proporzionale non cresce con la capacità economica del beneficiario.


Perché il grande guadagno speculativo deve beneficiare di una tassazione che non diventa più progressiva al crescere dei profitti, mentre al lavoro e alla produzione si chiede di sostenere il Paese?


La risposta dovrebbe tradursi in scelte: ridurre il carico sul lavoro, favorire gli utili reinvestiti, semplificare gli adempimenti e chiedere di più ai grandi guadagni speculativi, distinguendoli dal piccolo risparmio.


Continuare a invocare sacrifici da chi tiene aperte aziende e botteghe, considerando intoccabile il trattamento dei grandi profitti finanziari, è una scelta politica. 


E chi la compie dovrebbe spiegarla a chi ogni mattina alza una saracinesca.

L’INCHIESTA - LA GUERRA PRESENTA IL CONTO. MA NON A TUTTI.

 



LA GUERRA PRESENTA IL CONTO. MA INDOVINA CHI LO PAGA? (Non chi la decide)

Ci dicono che la guerra distrugge ricchezza. È una bugia.

La guerra non distrugge la ricchezza: la trasferisce. Svuota le tasche delle società civili e riempie i bilanci di chi fornisce gli strumenti per combatterla.

Se vogliamo capire le vere dinamiche dietro i conflitti in Ucraina, a Gaza o le tensioni con l'Iran, dobbiamo smettere di cercare "burattinai segreti" o di bere la propaganda ufficiale. 

Per capire lè bene seguire un'unica, infallibile bussola: i soldi e il potere.

Ecco le verità inconfutabili che nessuno vi dice nei talk show.


L’industria del sangue. I numeri non mentono

Chi guadagna da una guerra non è necessariamente chi l’ha iniziata, ma è colui che ha tutto l'interesse a non farla finire. I dati del SIPRI parlano chiaro:

 Nel 2024, le 100 maggiori imprese della difesa hanno incassato 679 MILIARDI DI DOLLARI.

 Una crescita reale del +5,9%.

 334 miliardi sono andati ad aziende USA, 151 miliardi a quelle europee. Anche le aziende russe e israeliane brindano a ricavi record.

Lo spunto sensazionale

Ogni missile sparato oggi non è solo una commessa immediata. Significa arsenali da ricostituire, ordini pluriennali, manutenzione e addestramento che legano uno Stato a un'azienda per i prossimi 30 anni. Mentre l'inflazione erode i vostri risparmi, il riarmo garantisce dividendi a doppia cifra.


Il Jackpot Energetico: la crisi degli uni è il profitto degli altri

Guardiamo al report dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) di settembre 2026. Ci sono interruzioni di forniture dal Golfo? Certo. Ma chi ne paga il prezzo?

Mentre le famiglie e le imprese europee vengono strangolate dai costi, nel bacino atlantico gli operatori registrano margini di raffinazione record. Il danno è collettivo, ma il vantaggio è iper-concentrato nelle mani di pochi player logistici e raffinatori.


La geopolitica del cinismo: Ucraina e Medio Oriente

Perché si combatte davvero? Dimenticate i discorsi retorici.

 Ucraina: L'invasione russa è una palese violazione del diritto internazionale (ribadita dall'ONU il 24 settembre). Kyiv combatte per la vita, Mosca per imporre il suo imperialismo. 

Ma dietro le quinte? Le potenze occidentali perseguono cinici interessi di sicurezza e testano sul campo i propri complessi militari-industriali. Confondere la giusta difesa di un popolo con gli affari dei suoi fornitori è da ingenui.

 Medio Oriente: È una brutale partita a scacchi. Israele vuole mano libera e deterrenza totale; il regime di Teheran cerca la pura sopravvivenza; Washington vuole blindare il controllo energetico regionale. E Gaza? I palestinesi sono la pedina sacrificabile sull'altare dei "superiori interessi" delle potenze.


Il dividendo politico: la paura come strumento di controllo

C'è un terzo enorme profitto nella guerra: quello politico.

La paura è la più grande arma di distrazione e controllo di massa.

Un governo in guerra si blinda. Il dissenso viene etichettato come "tradimento" o "favore al nemico". Le decisioni non si discutono, si obbedisce. Un leader politico che ha legato la sua poltrona alla promessa della "vittoria totale" preferirà far massacrare un'altra generazione piuttosto che firmare un compromesso e perdere le elezioni.


 LA FRATTURA FINALE 

Il sistema regge su una divisione dei ruoli tanto perfetta quanto spietata:


Chi ordina la guerra siede in parlamenti e palazzi blindati.

Chi incassa siede nei consigli di amministrazione dell'industria bellica ed energetica.

Chi paga sei TU. Paghi con le tasse, con l'inflazione, con servizi pubblici tagliati per fare spazio alla spesa militare. E chi sta sotto le bombe paga con la casa, il sangue e il futuro.


È tempo di smettere di tifare come allo stadio e iniziare a pretendere risposte verificabili dai nostri governi: Quali sono i reali margini di profitto sulla nostra sicurezza? Chi controlla i prezzi dei contratti militari? Quali sacrifici chiedete a noi cittadini, e quali rendite miliardarie state proteggendo?

Finché la guerra sarà politicamente e finanziariamente più redditizia della pace, la pace non arriverà mai.

Sveglia.

(Se trovi questa analisi lucida, condividila. La consapevolezza è l'unico antidoto alla propaganda).

ACCISE MOBILI E PRESE IN GIRO . PERCHÉ PAGHIAMO IL DIESEL A PESO D’ORO (e Hormuz non c'entra niente)

  Ti sei mai fermato a guardare il display del distributore di carburante con quella rassegnazione mista a rabbia sorda,  mentre i numeri gi...