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sabato 26 settembre 2026

MESSINA FLASH Città, Ionio e Tirreno , aggiornamento 26 settembre 2026

 


AUTOSTRADE 

A18 E A20, IL MIT METTE IL CAS CON LE SPALLE AL MURO


Il Ministero delle Infrastrutture ha chiesto al Consorzio per le Autostrade Siciliane di avviare entro il 3 ottobre misure di mitigazione del rischio sulle Messina-Catania e Messina-Palermo. Secondo la comunicazione riportata dalla stampa, senza interventi adeguati potrebbe essere necessario valutare persino l’interdizione al traffico; gli adeguamenti strutturali complessivi vengono stimati in circa 5,5 miliardi di euro in dieci anni. La Regione sostiene di avere individuato le risorse per gli interventi immediati. L’autostrada siciliana scopre così una nuova unità di misura: non più soltanto chilometri e pedaggi, ma scadenze ministeriali. 


PARTECIPATE 

CAMBIANO I VERTICI: STERRANTINO ALLA GUIDA DI ATM


Il sindaco Federico Basile ha ufficializzato i nuovi organi delle partecipate comunali dopo le incompatibilità emerse su alcune designazioni precedenti. La presidenza di ATM va all’avvocata Chiara Sterrantino, già vicepresidente del CAS; nel Cda entrano Claudia Brudetto e Salvatore Mangano. Definiti anche i nuovi vertici di Amam, Messinaservizi, Messina Social City, Arisme e Patrimonio Spa. Le nomine sono fatte: adesso, per i cittadini, comincia la parte interessante — misurare i risultati. 


TIRRENO 

SANT’ANGELO DI BROLO, STRADA CHIUSA FINO AL 5 OTTOBRE


La Città Metropolitana ha prorogato la chiusura della S.P.A. 271 Fosso Pino–Annunziata–Sant’Antonio, nel territorio di Sant’Angelo di Brolo, per consentire il proseguimento dei lavori in località Lisicò. Sul versante tirrenico continua dunque il calendario di cantieri e limitazioni: manutenzione indispensabile, purché la parola “temporaneo” conservi il significato che possiede nel dizionario. Fonte ufficiale: Città Metropolitana di Messina, 25 settembre. 


A18 E A20 

OGGI AUTOVELOX DELLA POLIZIA STRADALE


Sabato 26 settembre rientra nelle giornate programmate dalla Polizia Stradale per i controlli della velocità sulle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo, nei tratti considerati più esposti al rischio di incidenti. Il calendario è stato comunicato preventivamente proprio con finalità di prevenzione. Il consiglio è poco originale ma economicamente e clinicamente efficace: alzare il piede. 


MESSINA 

STANOTTE DISINFESTAZIONE DAL CENTRO A GANZIRRI


Dalle 23 di oggi prosegue il quarto ciclo di disinfestazione di Messinaservizi. Gli interventi riguarderanno il centro — tra Duomo, Stazione, Università, Teatro, Boccetta e Orto Botanico — e la zona nord, compresi Ganzirri e Torre Faro. Ai residenti viene raccomandato di chiudere finestre e balconi, ritirare alimenti e indumenti e mettere al riparo gli animali domestici. Questa volta l’invito a tenere le finestre chiuse non è una metafora politica. 


SANTA MARGHERITA 

DOMANI IL CIELO SI RIEMPIE DI AQUILONI


Domenica 27 settembre il litorale di Santa Margherita ospiterà la preview del Festival internazionale degli Aquiloni, che tornerà poi dal 2 al 4 ottobre a Capo Peloro. È una piccola notizia rispetto a ponti e autostrade, ma turismo, territorio e qualità della vita passano anche dalla capacità di restituire il mare ai cittadini e agli eventi. 


Frase del giorno


«A Messina cambiano i consigli d’amministrazione, si riparano le strade e il Ministero guarda le autostrade con attenzione. Sarebbe già un eccellente programma se, alla fine, a cambiare fossero soprattutto i servizi.»

L’INCHIESTA. Sicilia, l’acqua c’è. Il problema è farla arrivare

 



C’è qualcosa di strano  in un’isola che investe nei dissalatori mentre una parte consistente dell’acqua potabile continua a perdersi lungo il viaggio verso i rubinetti. Non è una battuta: è il punto d’incontro fra siccità, infrastrutture vecchie, invasi parzialmente utilizzabili e decenni di manutenzione insufficiente.


Il numero che racconta il problema


L’ultimo dato regionale omogeneo dell’Istat sulle reti comunali, riferito al 2022, dice che in Sicilia venivano immessi 658,5 milioni di metri cubi di acqua e ne venivano erogati per usi autorizzati 318,8 milioni: le perdite complessive erano il 51,6%. 


Il quadro più recente non invita a festeggiare. Nei capoluoghi del Mezzogiorno nel 2024 si disperdeva mediamente il 49,1% dell’acqua immessa. E nel 2025 il 57,6% delle famiglie siciliane dichiarava di non fidarsi a bere l’acqua del rubinetto. Nel 2024, inoltre, il 99,2% delle aziende agricole siciliane censite dall’Istat segnalava difficoltà legate all’irrigazione. 


Il paradosso è quindi piuttosto robusto: spendiamo per trovare nuova acqua mentre una quota enorme di quella già captata continua a non trasformarsi in acqua effettivamente erogata.


Le dighe: piene sulla carta, un po’ meno nella realtà


Ad aprile 2026 il quadro degli invasi mostrava un altro problema strutturale. A fronte di una capacità potenziale prossima al miliardo di metri cubi, le dighe contenevano 536,11 milioni di metri cubi; secondo i dati riportati dall’Autorità di bacino e analizzati da ANSA, circa 160 milioni di metri cubi di capacità erano occupati da sedimenti. 


Le piogge hanno poi migliorato significativamente le riserve e a maggio l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici ha giudicato le risorse sufficienti per garantire gli usi potabili, irrigui e industriali per tutto il 2026. 


Ma l’estate ha ricordato quanto sia fragile l’equilibrio: tra giugno e luglio gli invasi hanno perso 40,71 milioni di metri cubi, fra consumi ed evaporazione; tra luglio e agosto il volume è diminuito ancora del 12% e sei dighe risultavano pressoché vuote. 


Quindi: acqua disponibile sì. Sistema definitivamente guarito, decisamente no.


Intanto arrivano i milioni


La Regione Siciliana sta finanziando interventi strutturali. Nel giugno 2026 sono stati approvati 19 progetti per oltre 47 milioni di euro: circa 40 milioni destinati al potenziamento e alla messa in sicurezza delle reti e poco più di 7 milioni specificamente all’efficientamento e alla riduzione delle perdite. Le risorse provengono dal PR FESR Sicilia 2021-2027. 


A questi si aggiungono oltre 40 milioni FSC già destinati alle reti di Agrigento, Siracusa e Messina e, più in generale, oltre 230 milioni di fondi europei sbloccati nel 2025 dopo l’approvazione dei nove Piani d’ambito. 


Non siamo dunque davanti all’assenza di finanziamenti. Siamo davanti alla domanda più interessante per una futura verifica dell’Inchiesta: quanto velocemente questi milioni diventeranno cantieri conclusi e quanti metri cubi di dispersione riusciranno effettivamente a eliminare?


L’emergenza continua anche negli atti del 2026


Il 16 settembre l’Autorità di bacino ha rilasciato a Siciliacque un’Autorizzazione idraulica unica per lavori urgenti di manutenzione straordinaria sugli acquedotti Ancipa e Blufi, comprese diramazioni, manufatti e impianti. L’intervento SA_25 rientra ancora formalmente nelle misure di protezione civile per mitigare il deficit idrico. Un analogo provvedimento, SA_28, era stato emesso l’11 settembre. 


Non dimostra inefficienze individuali né responsabilità personali. Dimostra però documentalmente che, mentre la disponibilità idrica del 2026 è migliorata, la fragilità infrastrutturale continua a richiedere interventi classificati come urgenti.


Ed è questa la distinzione che conta.


La siccità dipende anche dal clima. Una condotta che perde, una diga interrata dai sedimenti o una rete che attende manutenzione sono invece problemi infrastrutturali. Confondere le due cose è molto comodo: al clima non si può chiedere conto in commissione parlamentare.


Cosa sappiamo


Sappiamo che l’ultimo dato regionale Istat disponibile quantifica le perdite siciliane al 51,6%; che nel 2026 la disponibilità d’acqua è migliorata rispetto alla crisi precedente; che gli invasi soffrono ancora di sedimentazione e forti oscillazioni stagionali; che Regione, fondi europei e FSC stanno finanziando decine di milioni di euro di interventi sulle reti; e che ancora nel settembre 2026 vengono autorizzate manutenzioni straordinarie urgenti sugli acquedotti regionali. 


Cosa resta da chiarire


La domanda decisiva non è quanti milioni siano stati stanziati, ma quanti siano stati effettivamente spesi, quanti cantieri siano conclusi e quale riduzione misurabile delle perdite abbiano prodotto. Servirebbe un cruscotto pubblico, rete per rete e intervento per intervento, con costo iniziale, aggiudicazione, avanzamento, data prevista di conclusione e metri cubi recuperati. Solo allora sarà possibile distinguere la politica dell’acqua dalla contabilità degli annunci.


Fonti documentali


Istat ,  Le statistiche sull’acqua 2023-2025⁠; Istat — Ambiente urbano 2024⁠; Regione Siciliana ,  19 interventi per 47 milioni⁠; Regione Siciliana, pianificazione della risorsa idrica 2026⁠; Regione Siciliana ,  atto del 16 settembre sugli acquedotti Ancipa e Blufi⁠; ANSA, dati dell’Autorità di bacino sugli invasi, 12 e 31 agosto 2026. 


Frase dell’Inchiesta


«In Sicilia l’acqua è preziosa due volte: quando manca e quando, dopo averla trovata, bisogna riuscire a non perderla per strada.»

venerdì 25 settembre 2026

SICILIA FLASH L’Isola oggi, senza perdere tempo

 


ETNA — CENERE IN CIELO, AEROPORTO APERTO MA CON IL CONTAGOCCE


Dopo le restrizioni provocate dall’emissione di cenere dell’Etna, l’aeroporto di Catania è rimasto operativo e il limite agli arrivi è stato riportato da cinque a dieci atterraggi l’ora, misura prevista fino alle 12 di oggi. Ieri sera risultavano ritardi, un volo dirottato e uno cancellato. Il vulcano, come sempre, non consulta il tabellone partenze prima di mettersi al lavoro. 


CARBURANTI — IL GASOLIO ACCENDE LA PROTESTA PRIMA ANCORA DEI MOTORI


CNA chiede alla Regione e all’ARS 100 milioni di euro per sostenere le imprese colpite dall’aumento di energia e carburanti. Il Comitato dei trasportatori siciliani prospetta invece un fermo dei mezzi nei piazzali a ottobre se non arriveranno risposte, mentre la Regione ha annunciato contributi fino a 50 mila euro su uno stanziamento da 15 milioni. Le misure sono in fase di attuazione: il vero test sarà quanto rapidamente arriveranno alle imprese. 


REGIONE — CAMBIO IN GIUNTA: INGALA LASCIA, ARRIVA GARIGLIANO


Elisa Ingala si è dimessa da assessore regionale alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali, motivando la scelta con l’impossibilità di conciliare pienamente l’incarico con gli impegni professionali. Renato Schifani ha designato Francesca Garigliano, che dovrà giurare all’ARS; fino ad allora il presidente mantiene l’interim. È un cambio politico-amministrativo, non un giudizio sull’operato dell’assessorato. 


COMISO — IL CARGO PROVA A DECOLLARE: INVESTIMENTO FINO A 62 MILIONI


La Regione ha fatto il punto sul progetto cargo dell’aeroporto di Comiso. Sono previsti ampliamento del terminal, miglioramento e allungamento della pista, area logistica e interventi sulla viabilità esterna; l’investimento complessivo indicato arriva a 62 milioni di euro, fra fondi pubblici e compartecipazione di SAC. Adesso, come sempre con le infrastrutture, viene la parte meno fotogenica: trasformare il progetto in lavori conclusi. 


CULTURA — WEEKEND A PORTE APERTE NEI MUSEI SICILIANI


Sabato 26 e domenica 27 settembre tornano le Giornate europee del patrimonio: musei, parchi archeologici e siti regionali proporranno aperture straordinarie, itinerari e iniziative dedicate al tema “Patrimonio in cammino”. Una buona occasione per ricordare che il patrimonio siciliano non dovrebbe essere visitabile soltanto nelle fotografie promozionali. 


METEO — TEMPORALI OGGI, POI IL WEEKEND MIGLIORA


La perturbazione in transito porta oggi piogge e temporali soprattutto sulla Sicilia centro-orientale, con venti forti e temperature in calo. Sabato resterà qualche instabilità, mentre domenica è previsto un ritorno a condizioni generalmente soleggiate. 


Frase del giorno:

In Sicilia tra vulcani, carburanti, aeroporti e assessorati non manca mai il movimento. Il problema, semmai, è riuscire a trasformarlo in progresso.

MESSINA FLASH Città, Ionio e Tirreno in pochi minuti

 


SCUOLA — AL BASILE UNA SOLA CORSA PER TORNARE A CASA: IL BUS DIVENTA LOTTERIA


All’uscita dell’Istituto Basile, fissata alle 14:45, gli studenti dispongono al momento di una sola corsa, la 22bis delle 14:52. La V Municipalità ha chiesto ad ATM e al Comune un potenziamento urgente, segnalando che il problema si ripete da anni. Quando per entrare a scuola servono i libri e per uscirne serve fortuna, qualcosa nella logistica va evidentemente rivisto. 


RISANAMENTO — DEMOLIRE LE BARACCHE COSTA 7,3 MILIONI. MA IL 60% SE NE VA NEI RIFIUTI


Dal 2022 le demolizioni e bonifiche delle baraccopoli messinesi sono costate circa 7,3 milioni di euro. Oltre 4,4 milioni, più del 60%, sono serviti per trasporto e conferimento dei materiali; il 70% di questa voce riguarda impianti fuori dalla Sicilia, anche per amianto e terre contaminate. Insomma, abbattere la baracca è solo una parte del lavoro: poi comincia il viaggio del rifiuto. 


VIABILITÀ — QUATTRO MASSE: TORNANO I MEZZI PESANTI, MA A 30 ALL’ORA


È stato riaperto ai veicoli oltre 3,5 tonnellate il tratto della SP45 a Massa San Nicola, chiuso dopo un cedimento del piano viabile. I lavori di consolidamento sono stati eseguiti, ma restano interventi da completare e un limite di 30 km/h. Una riapertura prudente: la strada dice “prego”, ma senza fretta. 


SCIENZA — STASERA IL RETTORATO DIVENTA UN LABORATORIO APERTO


Dalle 18 a mezzanotte l’Università di Messina ospita Mednight, la Notte Mediterranea delle Ricercatrici, in contemporanea con altre sei città europee. In programma attività su biodiversità marina, geofisica, microplastiche, nutrizione, salute, energia e nuove tecnologie. Per una sera la ricerca esce dai laboratori: evento salutare in un’epoca in cui, sui social, spesso escono soprattutto le opinioni. 


TIRRENO — RIFIUTI ILLECITI, 23 INDAGATI E TRE AZIENDE SOTTO SEQUESTRO


Un’indagine coordinata dalla DDA di Messina riguarda presunti sversamenti sistematici in otto siti non autorizzati della fascia tirrenica. Sono 23 le persone gravemente indiziate; il gip ha disposto il sequestro di tre imprese e di disponibilità per circa 115 mila euro. Si tratta di contestazioni in fase investigativa, non di responsabilità definitivamente accertate. 


Frase del giorno:

Messina non chiede miracoli: autobus quando servono, strade percorribili e rifiuti nel posto giusto sarebbero già un programma amministrativo piuttosto ambizioso.

Turismo italiano: vendere luoghi o farli vivere?



L’Italia possiede il paesaggio. La vera sfida è riuscire a organizzarlo senza rovinarlo.

 Ad Assisi si conclude oggi il World Tourism Event 2026, dedicato ai siti patrimonio mondiale dell’umanità. Gli organizzatori descrivono una fase favorevole per il turismo italiano; contemporaneamente il governo ha firmato un decreto per promuovere il turismo enologico, puntando sul rapporto fra vino, territorio e attrattività locale. 

La direzione è interessante soprattutto per territori minori, borghi e aree interne: il turista contemporaneo non compra soltanto un letto, ma paesaggio, cibo, storia, mobilità, accoglienza ed esperienza. Il rischio è l’antica specialità nazionale: inventare magnifici itinerari sulla brochure e dimenticare strada, treno e servizi igienici nella realtà.

Patrimonio e lifestyle possono produrre economia diffusa, ma soltanto quando il territorio smette di essere scenografia e diventa prodotto organizzato.

nel vostro territorio cosa manca davvero per trasformare una bellezza conosciuta in turismo sostenibile, lavoro e permanenza dei giovani?


Camminare non è una medicina miracolosa. Ed è proprio questa la buona notizia



La prevenzione più sofisticata potrebbe cominciare con un gesto terribilmente poco glamour: alzarsi dalla sedia.

 Il movimento continua ad accumulare evidenze scientifiche molto meno spettacolari — e molto più solide — delle promesse che affollano i social. Uno studio coordinato dall’International Agency for Research on Cancer su oltre 33.000 adulti della UK Biobank ha identificato 220 proteine associate ai livelli di attività fisica moderata-intensa; i profili proteici associati a maggiore attività risultavano collegati a minori rischi di cancro e diabete tipo 2. È uno studio epidemiologico: suggerisce meccanismi biologici e associazioni, non dimostra che modificare quelle proteine produca automaticamente lo stesso effetto. 

Proprio ieri è stato inoltre annunciato il primo studio nazionale dedicato specificamente all’esercizio nei pazienti con tumori ematologici, un settore nel quale le evidenze sono ancora meno robuste rispetto ai tumori solidi. 

Niente pillola magica, dunque. Scarpe comode, attività adattata alle condizioni individuali e continuità: decisamente meno vendibile su Instagram, molto più interessante per la salute.

quanto spazio reale diamo al movimento quotidiano prima di cercare soluzioni più costose e complicate?


INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE SICILIA FLASH Sabato 24 ottobre 2026 La Sicilia dei fatti, oltre gli annunci.

  TERREMOTO, PALERMO CHIUDE SCUOLE E UNIVERSITÀ: VERIFICHE PRIMA DEL RIENTRO Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha disposto precauzionalm...