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martedì 13 ottobre 2026

La sanità si misura anche da chi non riesce più a curarsi

 


Una mano stretta non sostituisce una terapia. Ricorda che quella terapia è destinata a una persona, con una storia, degli affetti e una vita che vuole riprendersi.


Nel 2024 quasi sei milioni di persone hanno rinunciato a visite o accertamenti. Dietro il dato ci sono attese, paura e famiglie costrette a scegliere.


Quasi sei milioni di persone, nel 2024, hanno rinunciato a una visita o a un accertamento diagnostico. Non perché non ne avessero bisogno, ma perché tra liste d’attesa, costi e difficoltà nel raggiungere i servizi la cura è diventata, per molti, un percorso a ostacoli.


Prima dei numeri vengono le persone. 

Chi aspetta con un dolore che non passa. 

Chi rimanda un esame per mesi. Chi teme una diagnosi e, insieme, teme di non riuscire a sostenerne il costo.


Tra una richiesta di visita e un appuntamento lontano ci sono notti insonni, famiglie sospese, domande alle quali nessuna voce automatica risponde. È in questa distanza che rischia di perdersi la sanità: nello spazio tra una prestazione da contabilizzare e una persona da curare.


Secondo l’Istat, nel 2024 circa 5,8 milioni di persone, il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato a visite o accertamenti diagnostici per ostacoli economici, liste d’attesa o difficoltà nel raggiungere i servizi. Rinunciare a una prestazione non significa avere abbandonato ogni cura. 

Significa, però, che un bisogno di salute ha incontrato una porta chiusa. 


Dietro quella porta possiamo esserci noi.


La madre alla quale diciamo di avere pazienza. Il padre che minimizza per non chiedere denaro ai figli. 

La persona che continua a lavorare con un disturbo, sperando che passi.


La rinuncia può essere silenziosa. 

Questo non la rende meno grave.


La metafora della “fabbrica della salute” descrive un rischio preciso: organizzare tutto intorno a ciò che si riesce a contare, lasciando ai margini ciò che conta per il malato. 

Quante visite, quanti esami, quante dimissioni. 


Molto più difficile misurare se una persona abbia compreso la diagnosi, possa seguire la terapia, abbia qualcuno ad aiutarla tornando a casa.


Una visita conclusa non è necessariamente un bisogno risolto.


Occorre tuttavia essere onesti: amministrare bene il denaro pubblico è un dovere. 

Sprechi e prestazioni inutili sottraggono risorse anche ai più fragili. 

E i protocolli, quando fondati sulle prove, proteggono i pazienti. 

L’intuizione clinica deve confrontarsi con la scienza.


Il problema nasce quando gli strumenti diventano il fine. 


Quando il bilancio detta l’orizzonte della cura e il tempo dell’ascolto viene trattato come una perdita di produttività.


Il medico rischia allora di diventare un esecutore di compiti, responsabile di decisioni complesse ma con margini sempre più stretti per prenderle. 


L’infermiere rischia di dover scegliere a quale bisogno rispondere per primo, sapendo che altri resteranno in attesa. Il paziente avverte la fretta e può scambiarla per indifferenza.


Si incrina così la fiducia proprio dove dovrebbe essere più salda.


Anche sulle risorse bisogna evitare gli slogan. La scheda italiana di Health at a Glance 2025 dell’Ocse riporta 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media di 9,2, e 3 posti letto ospedalieri, contro 4,2. 


Sono confronti che richiedono di considerare l’organizzazione dei diversi sistemi, ma indicano distanze concrete. 


La stessa fonte riporta una densità complessiva di medici superiore alla media: contarli, dunque, non basta a capire quanti siano effettivamente disponibili nei servizi e nei territori che ne hanno bisogno. 


Non basta nemmeno invocare la vocazione.


La vocazione non sostituisce il riposo. 

Non copre un turno scoperto. 

Non rende inesauribile la capacità di sostenere il dolore degli altri.


Chiedere umanità ai professionisti senza creare condizioni umane di lavoro è una contraddizione che finisce al letto del malato.


La politica deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte: rendere verificabili i criteri delle nomine, motivare le decisioni sulle risorse, rispondere dei risultati. 

Senza prove non si può definire ogni nomina una spartizione. 

Ma pretendere trasparenza e competenza è il minimo che si debba a chi affida la propria vita a un servizio pubblico.


Le priorità sono concrete: 

trattenere il personale con condizioni sostenibili; 

adeguare gli organici ai bisogni; 

eliminare le duplicazioni burocratiche; rafforzare l’assistenza territoriale; 

valutare i dirigenti anche sull’accessibilità e sulla qualità delle cure. 

La tecnologia dovrebbe restituire minuti alla relazione, e quei minuti dovrebbero restare al paziente.


C’è ancora molto da difendere. 

La stessa Ocse documenta per l’Italia una mortalità trattabile inferiore alla media dei Paesi membri. 

Le competenze e i risultati esistono: proprio per questo sarebbe imperdonabile consumarli. 


La domanda decisiva, davanti a ogni riorganizzazione, dovrebbe essere semplice: chi starà meglio grazie a questa scelta? E chi rischia di restare fuori?


Perché il conto della sanità si paga anche lontano dagli uffici. 

Si paga con i risparmi di una famiglia, con un viaggio, con una giornata di lavoro perduta. 

A volte con l’attesa.


Quando siamo noi su quel lettino, vogliamo che qualcuno abbia il tempo di accorgersi di noi.


Ti è mai capitato di uscire da una visita con una prescrizione in mano e la sensazione di non essere stato ascoltato? 

Raccontarlo può rendere visibile ciò che nei bilanci non compare.



SICILIA FLASH Martedì 13 ottobre 2026 INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE La Sicilia dei fatti, oltre gli annunci.

 


SALUTE MENTALE, LA DENUNCIA: 60 MILIONI FERMI MENTRE I PAZIENTI ASPETTANO


Il Movimento regionale per la promozione della salute mentale denuncia una grave insufficienza dei servizi territoriali siciliani e sostiene che circa 60 milioni di euro disponibili presso le aziende sanitarie non sarebbero stati utilizzati. Secondo i dati presentati dall’associazione, nell’Isola operano 53 professionisti della salute mentale ogni 100.000 abitanti, contro una media italiana di 66; il Movimento lamenta inoltre difficoltà nell’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale. Le cifre sulle risorse inutilizzate rappresentano una denuncia da verificare attraverso i bilanci delle ASP, non un accertamento contabile indipendente. La salute mentale non è un capitolo secondario della sanità: riguarda persone, famiglie e comunità che hanno bisogno di cure accessibili e continuative. 


Fonte: ANSA Sicilia – Denuncia del Movimento salute mentale, 12 ottobre⁠.


CRIMINALITÀ IN SICILIA, CALANO LE DENUNCE IN OTTO PROVINCE SU NOVE: MA LE TRUFFE DIGITALI CRESCONO


L’indice della criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore, elaborato su dati del Ministero dell’Interno relativi al 2025, registra una diminuzione dei reati denunciati in otto province siciliane su nove. Le riduzioni più consistenti si osservano a Catania, -10,5%, e Palermo, -9,2%, mentre Siracusa presenta un lieve incremento; Messina si colloca al 92º posto nazionale con 2.650,5 denunce ogni 100.000 abitanti. Il dato è incoraggiante, ma misura i reati denunciati, non necessariamente tutti quelli commessi. A livello nazionale diminuiscono furti e rapine, mentre aumentano truffe e frodi informatiche: la criminalità cambia strumenti, e la prevenzione deve aggiornarsi. 


Fonte: ANSA – Indice della criminalità 2025, pubblicato il 12 ottobre⁠.


TRAPANI, I PESCATORI SI FERMANO: «GASOLIO A 70 CENTESIMI O NON SI SOPRAVVIVE»


La marineria di Trapani ha avviato una protesta contro il costo del carburante, sospendendo le attività e consegnando simbolicamente i documenti di bordo alla Capitaneria di porto. Gli operatori chiedono un prezzo agevolato del gasolio compreso fra 60 e 70 centesimi al litro e denunciano un forte peggioramento della redditività del settore negli ultimi dieci anni. Le stime sulle perdite economiche provengono dalle organizzazioni dei pescatori e richiedono una valutazione distinta dai dati ufficiali. La questione è concreta: quando uscire in mare costa più di quanto rende il pescato, non è soltanto un’impresa a soffrire, ma un’intera filiera economica. 


Fonte: ANSA Sicilia – Protesta della marineria trapanese, 12 ottobre⁠.


AUGUSTA, DODICI ORE DI PROTESTA CONTRO IL CARO CARBURANTE: TRATTORI DAVANTI ALLA RAFFINERIA


Gli agricoltori del Siracusano hanno manifestato ieri per dodici ore davanti alla raffineria Sonatrach di Augusta, contestando l’aumento dei costi energetici e del gasolio agricolo. Circa cinquanta agricoltori, raggiunti da lavoratori dell’indotto industriale, hanno presidiato l’area con trattori e mezzi agricoli, provocando rallentamenti all’ingresso dei camion nello stabilimento. La mobilitazione si inserisce in una fase di crescente difficoltà per le attività produttive fortemente dipendenti dai carburanti. Il costo dell’energia non è un problema astratto: entra nei bilanci delle aziende agricole e può riflettersi sui prezzi pagati dai consumatori. 


Fonte: ANSA Sicilia – Manifestazione ad Augusta, 12 ottobre⁠.


ETNA, AUMENTA IL TREMORE VULCANICO: ALLERTA GIALLA PER L’AVIAZIONE


L’Osservatorio Etneo dell’INGV ha rilevato il 12 ottobre un intenso degassamento dal cratere Nord-Est dell’Etna, accompagnato da un aumento del tremore vulcanico oltre i valori medi. Le sorgenti del tremore sono state localizzate in prossimità del cratere Voragine, a circa 2.800 metri di quota. L’avviso aeronautico risultava giallo, secondo livello su quattro, mentre l’aeroporto di Catania continuava a operare regolarmente nell’ultimo aggiornamento disponibile. Il vulcano resta sotto osservazione: il monitoraggio scientifico serve proprio a distinguere un’evoluzione dell’attività da un’emergenza effettiva. 


Fonte: ANSA – Monitoraggio INGV dell'Etna, 12 ottobre⁠.


MARSALA, VENTI FERITI DOPO LE TROMBE MARINE: ORA SERVONO CURE E SOSTEGNO PSICOLOGICO


L’ASP di Trapani ha confermato che venti persone hanno ricevuto assistenza nei pronto soccorso di Marsala e Mazara del Vallo dopo le trombe marine del 9 ottobre. Due pazienti sono stati trasferiti in strutture ospedaliere palermitane; per uno di loro, secondo l’aggiornamento del 12 ottobre, la prognosi rimaneva riservata. Il Comune di Marsala ha inoltre annunciato l’attivazione di un servizio di sostegno psicologico per gli studenti della scuola Alcide De Gasperi, gravemente danneggiata durante l’evento meteorologico. Dopo una calamità, la ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici: riguarda anche la sicurezza emotiva dei bambini e delle famiglie. 


Fonte: ANSA Sicilia – Bilancio sanitario e assistenza agli studenti, 12 ottobre⁠.


MAFIA, DUECENTO GIOVANI HANNO GIÀ SCELTO UN’ALTRA STRADA: LA PREVENZIONE COMINCIA DALL’INFANZIA


Sono circa 200 i minorenni e giovani coinvolti nel progetto Liberi di scegliere, nato dall’esperienza del magistrato Roberto Di Bella per offrire percorsi alternativi ai ragazzi cresciuti in contesti familiari segnati dalla criminalità organizzata. Il dato è stato presentato durante un incontro con gli studenti a Biancavilla, alla presenza della presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo. Secondo una stima illustrata nell’occasione, la nuova normativa nazionale potrebbe estendere le opportunità di protezione a circa 400 minorenni. Un messaggio importante: contrastare le mafie significa perseguire i reati, ma anche impedire che l’appartenenza criminale diventi un destino ereditario. 


Fonte: ANSA Sicilia – Progetto Liberi di scegliere, 12 ottobre⁠.


FRASE DEL GIORNO — SICILIA


«La ricchezza di una Regione non si misura soltanto dal PIL, ma dalla capacità di proteggere i suoi cittadini, curare chi soffre, offrire un futuro ai giovani e consentire a chi lavora di vivere dignitosamente. Il resto sono numeri che rischiano di rimanere sulla carta.»

MESSINA FLASH Martedì 13 ottobre 2026 INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE Le notizie che contano. I fatti prima delle parole.

 


A18 E A20, NUOVA DIFFIDA DEL MINISTERO: LA SICUREZZA NON PUÒ PIÙ ASPETTARE!


Il Ministero delle Infrastrutture ha inviato una nuova diffida al Consorzio Autostrade Siciliane dopo i sopralluoghi effettuati dal 5 al 9 ottobre. Secondo la relazione tecnica richiamata dal Ministero, le autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo non garantiscono attualmente adeguati standard di sicurezza senza ulteriori misure restrittive; al gestore è stato chiesto di comunicare entro il 12 ottobre gli interventi adottati, valutando, se necessario, anche chiusure al traffico. Non risulta da questa comunicazione una chiusura generalizzata già disposta. Per gli automobilisti è una notizia seria: il pedaggio si paga subito, la sicurezza deve essere garantita sempre. 


OSPEDALE PIEMONTE, OGGI LA RIAPERTURA: IL PRONTO SOCCORSO TORNA OPERATIVO


Dalle 8 di questa mattina è prevista la riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale Piemonte di Messina, dopo la temporanea sospensione necessaria per gli interventi di adeguamento impiantistico. La Direzione dell’IRCCS Bonino Pulejo ha comunicato l’esito positivo dei collaudi tecnico-funzionali conclusi il 9 ottobre. La riattivazione dovrebbe alleggerire il carico assistenziale sostenuto nelle ultime settimane dal Policlinico e dal Papardo. La notizia positiva è il ripristino del servizio; il risultato da verificare sarà la sua piena operatività quotidiana. 


PAPARDO, PRIMA ABLAZIONE IN SICILIA CON IL SISTEMA AFFERA: LA CARDIOLOGIA INNOVA


L’ospedale Papardo ha annunciato di avere eseguito il primo intervento in Sicilia di ablazione della fibrillazione atriale con il sistema Affera, una piattaforma che integra mappaggio elettroanatomico e trattamento dell’aritmia. La procedura è stata realizzata dall’équipe di Elettrofisiologia con il coordinamento clinico della Cardiologia diretta dal professor Giuseppe Andò. Si tratta di un progresso tecnologico che amplia le possibilità terapeutiche del centro, senza significare automaticamente che la nuova procedura sia indicata per tutti i pazienti. Quando la sanità pubblica investe in competenze e innovazione, la notizia merita attenzione almeno quanto le sue criticità. 


GI0STRA, DUE MILIONI PER IL PARCO MAGNOLIA: DALLE BARACCHE A UN NUOVO SPAZIO VERDE


La struttura commissariale per il risanamento ha programmato per il 21 ottobre la consegna dei lavori del nuovo Parco Magnolia, nell’area dell’ex baraccopoli di Giostra. L’intervento, dal costo di circa 2 milioni di euro, comprende la bonifica di 5.300 metri quadrati di terreno, il recupero degli spazi verdi e la valorizzazione del monumentale ficus magnoloides e dei resti di Villa De Gregorio. Il cantiere non è ancora partito e la bonifica resta un passaggio essenziale, vista la presenza di sostanze inquinanti nel sottosuolo. Una città può cancellare le baracche con le ruspe, ma per ricostruire qualità urbana servono anche alberi, servizi e luoghi di incontro. 


Fonte: Tempostretto – Parco Magnolia, 12 ottobre⁠.


TRASPORTO PUBBLICO, TORNA IL DIRETTORE GENERALE: ADESSO SERVONO RISULTATI


Claudio Iozzi ha ripreso ufficialmente il 12 ottobre la direzione generale dell’azienda municipale dei trasporti messinese, incarico che aveva lasciato nel febbraio 2025. Tra le priorità indicate figurano l’attuazione del contratto di servizio, gli investimenti nella flotta elettrica, le infrastrutture di ricarica e il completamento degli interventi per il ripristino della linea tranviaria. Il ritorno è stato accolto favorevolmente dall’amministrazione comunale e dai vertici aziendali. I cittadini, però, misureranno l’efficacia della nuova gestione con indicatori molto concreti: frequenza delle corse, puntualità, collegamenti e qualità del servizio. 


LICEO SEGUENZA, IL COMUNE RISPONDE SUI LAVORI: AULE OPERATIVE, MA IL CANTIERE CONTINUA


Dopo le richieste di chiarimento sui ritardi, il sindaco metropolitano Federico Basile ha effettuato un sopralluogo al liceo Seguenza. Secondo la Città Metropolitana, la scuola dispone attualmente di 36 aule per 35 classi e ha ripreso l’orario ordinario; il completamento dei lavori interni è previsto entro la seconda decade di novembre, mentre per una palestra si prospetta la riapertura entro dieci giorni. Rimane irrisolto il nodo dell’adeguamento sismico esterno, subordinato allo spostamento di una condotta del gas. Una scuola può essere operativa anche durante un cantiere, ma studenti e famiglie hanno diritto a conoscere tempi certi per la conclusione definitiva. 


BARCELLONA, OPERAZIONE DINASTIA 2: DODICI INDAGATI NEL NUOVO FILONE ANTIMAFIA


La Direzione distrettuale antimafia di Messina ha sviluppato un nuovo filone dell’inchiesta Dinastia sui presunti traffici di stupefacenti nell’area di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono dodici gli indagati coinvolti negli accertamenti, fondati anche sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia; le contestazioni comprendono, a vario titolo, associazione finalizzata al traffico di droga, reati in materia di armi e associazione mafiosa. Le accuse dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie e resta ferma la presunzione d’innocenza. Il contrasto alle organizzazioni criminali rimane una condizione essenziale per proteggere economia, libertà e sicurezza delle comunità locali. 


FRASE DEL GIORNO — MESSINA


«La sicurezza non dovrebbe diventare una priorità soltanto dopo una diffida ministeriale, così come la manutenzione non dovrebbe cominciare dopo un’alluvione. Una città moderna è quella che anticipa i problemi, non quella che impara a conviverci.»

Dietro ogni intervento chirurgico rimandato c’è una persona che ha paura. E una famiglia che aspetta.

 



Da chirurgo, questo titolo mi addolora. 

Penso a chi si affida a noi nel momento più fragile della propria vita. 

E ai giovani medici che vorrebbero scegliere la sala operatoria, ma si domandano quale vita li aspetti.


Secondo i dati della Società Italiana di Chirurgia riportati dalla stampa, nel 2026 sono rimasti non assegnati 193 posti di specializzazione in chirurgia generale su 646: circa il 30%. 

Il rischio prospettato di maggiori difficoltà di accesso per un intervento su dieci nei prossimi cinque anni è una previsione, non un destino inevitabile.


Possiamo ancora cambiare strada. 

Servono formazione sul campo, équipe adeguate, riposi rispettati, retribuzioni proporzionate alle responsabilità. 

E un sistema che tuteli chi subisce un danno e sappia accertare le responsabilità senza confondere automaticamente una complicanza con una colpa.


La dedizione ha bisogno di condizioni che permettano di lavorare bene. 

Chiedere a un medico di resistere sempre, comunque, non può diventare un modello organizzativo.


Prendersi cura di chi cura significa proteggere chi domani entrerà in sala operatoria. 

Potremmo essere noi.


A chi lavora negli ospedali e a chi aspetta un intervento: quale cambiamento considerate più urgente?

AG Rizzo 



INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE SICILIA FLASH Sabato 24 ottobre 2026 La Sicilia dei fatti, oltre gli annunci.

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