CORSIVO
Meloni scopre il garantismo, ma solo per gli amici degli amici
Quattordici anni, e la presunzione d'innocenza si getta dalla finestra senza paracadute: da oggi il ragazzino che sbaglia è colpevole finché non prova il contrario, come voleva il codice Rocco, firma Mussolini. Salvo essere, vanto di Nordio, ancora più severo dell'originale. Applausi, eccellenza. Ceaare Beccaria si rivolta nella tomba, e con lui due secoli di giurisprudenza che avevano faticosamente imparato a distinguere un ragazzino di borgata da un delinquente fatto e finito. Peccato: Nordio pareva un garantista, e invece era solo di passaggio.
Giorgia Meloni non riforma niente, perché riformare costa, e Lei, poveretta, di soldi veri non ne ha. Così niente prevenzione, solo manette; investimenti zero, allarmi a rotazione. Telegiornali e giornali radio ridotti a bollettini di questura: fracasso utile a distogliere lo sguardo da dove converrebbe, invece, guardare bene. Niente agenti in più nei quartieri difficili, niente assistenti sociali per i ragazzi di frontiera, niente insegnanti dove ne servirebbero il doppio, niente servizio civile per chi la fortuna l'ha vista appena di striscio. In compenso decreti sicurezza a raffica, uno incalza l'altro prima che si spenga l'eco del precedente. Cetto La Qualunque prometteva "chiù pilu pi tutti"; Meloni corregge il tiro: "chiù galera pi tutti". Quattro anni di governo, seicento anni di carcere in più. Il bilancio: non più sicurezza, ma più insicurezza, e celle sempre più piene. Brava, bene, bis.
Già, perché la stessa premier che vuole i minorenni "sempre imputabili salvo prova contraria" nega ai magistrati di frugare nel telefonino di un maggiorente assai ben introdotto: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, amico suo, socio a sua insaputa, pare, di un prestanome in odor di camorra. Per i ragazzini di Barbiana la colpa si presume; per l'amico di famiglia si presume l'intoccabilità. Il garantismo, da queste parti, non è un principio: è un lasciapassare, tanto più largo quanto più stretta l'amicizia. Governare, in fondo, è scegliere chi mandare in cella e chi tenere al riparo: e su questo, va detto, Meloni non ha sbagliato un colpo.
Chi comanda sa come proteggere gli amici e non gli interessa l' ordine pubblico o la giustizia. Questo ci sta insegnando meloni e la cosa grave è che per colpa sua, adesso in molti la seguono. Povera Italia!
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