Il nuovo nome è pronto, il programma ancora no.
Dunque pare che il nome non vada più bene. "Campo largo" suonava vago, dicono, poco identitario. E allora Schlein e Conte, in un lampo di ispirazione degno di miglior causa, hanno scovato l'etichetta perfetta: Alleanza per la Costituzione. Un nome bellissimo. Peccato sia anche l'unica cosa concreta prodotta finora. Perché diciamocelo: essere per la Costituzione non è un programma, è un prerequisito. Come dire "sono per il codice della strada" e presentarsi come statista della viabilità. Ma qui siamo in Italia, patria dove l'ovvio, se pronunciato con la voce giusta e una mano sul petto, diventa visione.
E la coerenza, quella? Sull'Ucraina, dentro l'Alleanza c'è chi giura che la Carta imponga il sostegno a Kiev e chi giura il contrario, sempre in nome dello stesso articolo. Bella scoperta, la Costituzione elastica: si tira da una parte o dall'altra a seconda di chi tiene il capo della corda quel giorno.
Sulla giustizia, invece, il miracolo. Lì, sorprendentemente, tutti gli emisferi del Parlamento si allineano come pianeti in un'eclissi rara: destra, sinistra, centro, e pure quel pulviscolo di gruppi misti che nessuno sa più a chi rispondano. Presunzione d'innocenza, dignità della pena, garantismo a corrente alternata — argomenti che, guarda caso, toccano parecchio da vicino chi la legge la fa e chi in Parlamento ci siede comodo. E allora, per magia, spariscono le divisioni ideologiche, sparisce pure l'Alleanza contro l'altra Alleanza: tutti fratelli, tutti garantisti, tutti d'un tratto teneri come chiocce sull'uovo. Basta che l'uovo sia il proprio, si intende. Perché sul destino altrui, si sa, la severità torna comoda; ma quando il fascicolo si avvicina a casa propria, ecco che la Costituzione — quella stessa, identica, mai cambiata di una virgola — si trasforma in un abbraccio caldo, quasi materno. Un vero mistero della fede repubblicana: la Carta è severa per gli avversari e clemente per gli amici, e nessuno, dico nessuno, ci trova nulla di strano.
Morale: il nome cambia, la sostanza resta quella di prima. Che è, appunto, il nulla — solo scritto in maiuscolo e con la Carta costituzionale come carta intestata.
Nessun commento:
Posta un commento
Puoi commentate senza volgarità