Un testo scritto oltre cinquant'anni fa che continua a interrogare il presente. Un ritratto severo e provocatorio del fascismo e di alcuni tratti della società italiana, affidato alla lucidità corrosiva di Ennio Flaiano.
Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il Fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista.
Non ama la natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito. Odia gli animali, non ha senso dell’arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui. Non ama l’amore, ma il possesso. Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere. Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des. È superstizioso, vuole essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri. Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre.
Dal volume
Diario degli errori, appendice, Bompiani, 1976 (edizione postuma). �
* Ennio Flaiano (1910-1972) fu uno dei più brillanti intellettuali italiani del Novecento. Nato a Pescara, si affermò come scrittore, giornalista, umorista e sceneggiatore. Nel 1947 vinse il primo Premio Strega con il romanzo Tempo di uccidere, l'unico da lui pubblicato. Collaborò con Federico Fellini alla sceneggiatura di film come La dolce vita e 8½, contribuendo a rinnovare il linguaggio del cinema italiano. Celebre per gli aforismi taglienti e l'ironia disincantata, osservò con lucidità i vizi della società e della politica. La sua prosa, elegante e corrosiva, resta un modello di intelligenza critica e di stile.
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