Cerca nel blog

giovedì 26 febbraio 2026

SICILIA, MESSINA E I RAGAZZI DIETRO LE SBARRE: IL FALLIMENTO DEGLI ADULTI

 

a cura di Anna Lombardo

Viaggio amaro tra numeri, paura e rinuncia alla speranza.


C’è un’Italia che si indigna e una che rinuncia. Il rapporto di Associazione Antigone lo dice con la freddezza dei numeri: dal 2022 al 2025 i minorenni detenuti sono cresciuti del 35%, benché i reati giovanili restino inferiori alla media europea. Per anni erano calati; poi nuove fattispecie di reato, più denunce per violenze finalmente emerse, e una politica innamorata del codice penale hanno fatto il resto. La giustizia minorile, un tempo fiore all’occhiello, oggi arranca: meno educazione, più cella. Come se punire fosse più semplice che capire.

In Sicilia la ferita è più visibile. 


Negli istituti dell’isola si contano stabilmente alcune decine di presenze; a Messina, tra l’IPM (Istituto Penale per i Minorenni) e le sezioni dedicate, i numeri oscillano attorno alle venti-trenta unità, con una quota significativa di giovanissimi sotto i diciotto anni. Numeri piccoli, si dirà. Ma ogni numero è un volto. E spesso dietro quel volto c’è povertà educativa, dispersione scolastica, famiglie sfinite o assenti, talvolta minori stranieri non accompagnati parcheggiati in un limbo senza futuro.


Si invoca severità, si applaude il carcere come diga alla paura. Ma il carcere, lo sappiamo, è più palestra di recidiva che officina di rinascita. Una società che teme i suoi adolescenti è una società che ha smesso di generare speranza. E quando gli adulti abdicano all’autorità mite e alla responsabilità educativa, delegando tutto allo Stato, restano solo le sbarre. Non è la giovinezza a essere più feroce: è la nostra rassegnazione ad esserlo diventata.


mercoledì 25 febbraio 2026

SMART & EASY . INGLESE FACILE

 


I Numeri da 1 a 20 


Da 1 a 10


One, Two, Three, Four, Five, Six, Seven, Eight, Nine, Ten


Da 11 a 20


Eleven, Twelve, Thirteen, Fourteen, Fifteen, Sixteen, Seventeen, Eighteen, Nineteen, Twenty

⚠ Attenzione:

  • Thirteen (13)
  • Thirty (30) → NON è uguale!

🧠 Come si dice 17?

👉 Seventeen






IL GARANTISMO A INTERMITTENZA



 Dal “senza se e senza ma” alle “pene esemplari” nel giro di ventiquattr’ore: a Rogoredo la politica corre, il codice penale resta fermo. 


A ventiquattr’ore dalla svolta delle indagini sul tragico, e ancora opaco, episodio di Rogoredo, la stampa di destra e di sinistra ha già provveduto a girare la frittata ciascuna a proprio uso. Riavvolgiamo il nastro.

Rogoredo, 26 gennaio. Un colpo di pistola, una vita che finisce e una certezza che precede le perizie: “Io sto col poliziotto”. La giustizia farà il suo corso, ma intanto la politica fa il suo comizio. Petizioni come coriandoli, omaggi alle divise, accuse ai magistrati. Il garantismo viene convocato in piazza, ma solo per applaudire: brilla se l’imputato porta la divisa, sbiadisce se indossa una felpa. Il resto – prove, testimonianze, circostanze – è dettaglio per addetti ai lavori. Qui si giudica in anticipo: l’indignazione preventiva rende più del silenzio prudente.

Poi arrivano i fatti, che hanno il vizio di rovesciare i tavoli. L’ipotesi di legittima difesa si incrina, spunta una pistola giocattolo, affiorano ombre. L’eroe diventa una mela marcia. Un criminale, per il quale si invocano “pene esemplari”. E proprio qui i garantisti mostrano il loro nervo scoperto: nel codice penale non esistono pene “esemplari”, ma solo pene previste. Vale per tutti, criminali compresi. Sacrosanto pretendere verità e responsabilità. Ma la legge non è un megafono né una clava: è misura, proporzione, accertamento. Non distingue tra felpa e divisa; semmai pretende di più da chi rappresenta un’Istituzione. Il resto è tifo. E il tifo, per fortuna, non è codice penale.

lunedì 23 febbraio 2026

Il verbo “to be” . INGLESE FACILE

 Il verbo “to be”



Il verbo più importante in inglese.


| I | am |

| You | are |

| He/She/It | is |

| We | are |

| They | are |


Esempi:

I am happy.

You are ready.

She is a student.


Forma contratta:

I’m

You’re

He’s / She’s


Completa:

“She ___ my friend.”

👉 is



L'INTERNAZIONALE DELLA CATTIVERIA

 CORSIVO


Quando il cerimoniale sostituisce il cervello, restano solo i tamburi.

 Da Donald Trump a Vladimir Putin, passando per la folta brigata dei capetti d’Occidente, celebriamo l’età dei falliti di successo: uomini ordinari con ego ipertrofico e collera a megafono, che rimbalza nei social e va in tournée nei talk show, dove recitano a soggetto con ammirevole costanza. Il copione è universale: la giustizia è un impiccio, i dazi clave pedagogiche, i migranti figurine da espellere, i dossier moneta di scambio, i “file” un nuovo genere letterario. Si governa per slogan, come se la Costituzione fosse il libretto d’istruzioni dell’Ikea: prolisso, oscuro, sacrificabile.

La sottocultura Maga — ormai export più redditizio del bourbon — ha fondato un’Internazionale della Cattiveria: club esclusivo che cerca nemici con l’ansia con cui un adolescente cerca campo. Quando Trump accusa la Corte Suprema di servire “forze straniere” perché non gradisce i suoi dazi, non polemizza: piccona. Quando Carlo Nordio definisce il Csm un organo “paramafioso”, non è un eccesso: è un’idea di mondo. La separazione dei poteri diventa un inciampo sulla passerella del comando. La separazione delle carriere non muta un mediocre in galantuomo; il sorteggio non rende virtuoso l’opportunista. Gli estremismi producono macerie. Il pianeta è iperconnesso e tribalizzato: Washington litiga con Bruxelles, Gaza brucia, i dazi volano, e nei salotti si bisbiglia ciò che in pubblico “non si può dire”. Politica come chat privata col microfono aperto.

Quanto durerà l’arroganza dei Nuovi Re? Finché scambieremo il volume per autorevolezza, l’ira per energia, il cerimoniale per sostanza. La Storia, che non ama i bulli, presenta sempre il conto. E li vedremo agitarsi come un moderno Riccardo III, pronti a barattare il regno per un cavallo — o per un algoritmo più benevolo. In fondo, non è il potere che corrompe: è l’idea di meritarselo che rende ridicoli.

AMMINISTRATIVE , NUMERI E VERITÀ


 Dopo la sfiducia al sindaco di Alì Terme , il confronto politico dovrebbe ri-partire dal consuntivo di gestione. 

Prima delle promesse, i dati: cosa è stato trovato e cosa viene lasciato.


Il metodo, volendo, qualcuno lo ha già spiegato. 

Il sindaco dimissionario di Messina, Federico Basile, ha convocato una conferenza stampa non per indulgere alla nostalgia, ma per illustrare i numeri della propria amministrazione: entrate, spese, risultati, criticità. 

Questo é un dato oggettivo che , per onestà intellettuale, va sottolineato , pur non condividendo tante altre “manifestazioni sopra le righe “ ,  da campagna elettorale . 


Prima di uscire di scena ha fatto parlare le cifre. 

Metodo inaugurato dal suo mentore, Cateno De Luca, che ha perfino auspicato che questa prassi diventi obbligo di legge: rendicontare pubblicamente prima di chiedere nuova fiducia. 

Se così parlò Zarathustra, perché i suoi epigoni aliesi dovrebbero restare afoni?


Ad Alì Terme, invece, il dibattito elettorale si è aperto con una sfiducia del sindaco Tommaso Micalizzi, ma senza quel passaggio preliminare che sarebbe stato utile alla città e allo stesso primo cittadino: un consuntivo di gestione comparato con la situazione trovata all’inizio del mandato. 


Numeri accanto a numeri. 

Per capire se si è fatto meglio o peggio. 

E, nel caso, spiegare le ragioni di eventuali peggioramenti. 

È il minimo sindacale richiesto a chi amministra. 

“Amministratore”, del resto, non è chi occupa uno scranno, ma chi gestisce e poi rende conto.


La questione non è rituale, è sostanziale. 


In un territorio dove la demografia arretra, i giovani emigrano e l’età media cresce, i bilanci non sono tabelle esoteriche ma strumenti di sopravvivenza civile. 


In un Paese che fatica a superare lo zero virgola nonostante le massicce iniezioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è lecito chiedersi cosa resterà quando l’effetto straordinario si esaurirà. 

Se i conti ordinari non sono solidi, la stagione straordinaria rischia di lasciare in eredità più fragilità: emigrazione giovanile accentuata, pressione sanitaria crescente su una comunità anziana, servizi ridotti proprio dove servirebbero di più.


Non è polemica, è grammatica istituzionale. 


Il confronto tra ciò che si è trovato e ciò che si lascia non è un atto d’accusa, ma un atto di rispetto verso i cittadini. 

Altrove si è fatto, pubblicamente, davanti ai giornalisti e ai numeri. 


Perché ad Alì Terme no? 

La politica può sopravvivere alle sconfitte; 

la credibilità amministrativa no. 


E i numeri ,silenziosi, ostinati, privi di retorica , restano l’unico linguaggio che una comunità adulta dovrebbe pretendere.

domenica 22 febbraio 2026

English Smart & Easy INGLESE FACILE



 

PRESENTARSI 

Presentarsi è facile

My name is Marco.

I am Marco. (forma più semplice)

I’m Marco. (forma contratta, molto usata)


Chiedere il nome

What’s your name?


Mini dialogo:

Hi! I’m Anna.

Hi Anna, I’m Luca. Nice to meet you



sabato 21 febbraio 2026

English Smart & Easy INGLESE FACILE

 Imparare l’inglese non deve essere complicato, noioso o pieno di regole impossibili da ricordare. Bastano pochi minuti al giorno, spiegazioni chiare e tanta pratica intelligente.

Nasce così Smart & Easy, la nuova rubrica pensata per chi vuole migliorare il proprio inglese in modo semplice, veloce ed efficace. Mini-lezioni quotidiane, esempi concreti, esercizi immediati: tutto quello che serve, senza perdere tempo.

Tre minuti al giorno. Zero stress. Risultati veri.

Benvenuti in Smart & Easy.


 I saluti (Greetings)




Dire “Ciao”

  • Hi! → Informale
  • Hello! → Neutro
  • Good morning! → Fino alle 12
  • Good afternoon! → 12–18
  • Good evening! → Dopo le 18

Per salutare quando vai via

  • Bye!
  • See you!
  • See you tomorrow!

 Mini esercizio:

Come diresti “Ci vediamo domani mattina”?

 See you tomorrow morning!





DESTRA INVINCIBILE PER DECRETO

  Il centrodestra governa, sbaglia e vince comunque il dibattito: un talento oscuro che sfida ogni logica democratica. C'è un mistero ch...