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martedì 3 marzo 2026

L'ARTE DI PAGARE TRE VOLTE PER SEMBRARE INNOCENTI



CORSIVO 

 

Cronaca semiseria di un ministro che, per sfuggire al sospetto, si autoflagella con ricevuta fiscale mentre il mondo brucia.


Accade che, mentre il globo scricchiola sotto la più torva crisi geopolitica del secolo – quella che nei salotti 
televisivi si pronuncia con voce grave e mento proteso – la Repubblica Italiana concentri le sue migliori energie in un rovello di alta filosofia istituzionale: il volo di Stato che ha ricondotto a Roma il ministro Guido Crosetto.
 Il ministro si trovava a Dubai, Emirati Arabi Uniti. Se vi fosse giunto per ragioni di Stato con famiglia al seguito o per ragioni familiari con affari di stato annessi, resta questione degna di un seminario sul nulla amministrativo. Abbiamo provato a ricostruire la dinamica, ma dopo una quarantina di secondi di indagine la noia cia ha letteralmente sfinito. Sta di fatto che gli spazi aerei si sono chiusi come saracinesche in tempo di tumulti e da Dubai non è decollato più nulla. 

Il ministro e i suoi congiunti inchiodati al suolo. Poiché incombeva – giova ribadirlo – la più grave crisi geopolitica del secolo, è parso opportuno riavere il titolare della Difesa al suo posto, cioè a Roma, dove le crisi si amministrano con maggior decoro. 
Egli è dunque rientrato con un velivolo dell’Esercito. Da solo. Senza famiglia. 
Non stava bene rimpatriare i parenti e lasciare indietro gli altri italiani. 
Meglio, allora, lasciare indietro tutti: parenti e sconosciuti, in nome di un’eguaglianza repubblicana declinata nella forma più austera. Tutti uguali, tutti ugualmente bloccati.

Ma la cautela non conosce mezze misure. Per evitare polemiche populiste, il ministro ha adottato una cautela altrettanto populista, anzi triplicata. Si è pagato il volo. Non solo: ha comunicato di averlo pagato tre volte la tariffa ordinaria, come in una moderna indulgenza laica. Così il ministro della Difesa, nel pieno della più grave crisi geopolitica del secolo, vola su un aereo militare ma in assetto da contribuente penitente.
 Carta di credito contro ala tricolore, ricevuta contro sospetto. 
E se persino un ministro reputato serio, per sottrarsi all’accusa di privilegio, si consegna alla liturgia dell’autoflagellazione contabile, come i grillini con gli scontrini, allora la resa può dirsi proclamata.
 Non tanto agli ayatollah, che almeno dispongono di una teologia coerente, quanto al tribunale permanente del sospetto, dove l’unica assoluzione possibile passa per il pagamento triplo e la pubblica confessione con allegata fattura.


 

OCCHETTO, LA BOLOGNINA E I SUOI PRIMI 90 ANNI

di GIISEPPE LOMBARDO 


 Occhetto comprese prima di altri che il mondo su cui si era edificata l’identità del Partito Comunista Italiano stava finendo. 

Con la svolta della Bolognina, che portò alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, non cercò un maquillage politico, ma tentò una rifondazione culturale nel segno del socialismo europeo: provò a traghettare la sinistra italiana dentro la modernità, sottraendola alla nostalgia e all’irrilevanza.

La storia gli consegnò il ruolo ingrato di chi smonta una casa senza poter abitare quella nuova. La sconfitta del 1994 contro Silvio Berlusconi fissò nell’immaginario l’idea di un leader fragile, quando in realtà era stato un dirigente consapevole della profondità della frattura storica che attraversava il Paese. Venne trattato come un arnese della Prima Repubblica quando fu tra i primi ad anticiparne la fine.

A sinistra, nell'immaginario collettivo, Enrico Berlinguer resta il simbolo etico di una sinistra che resisteva; Occhetto, sottovalutato e offeso, è stato l’interprete di una sinistra che cambiava. E il cambiamento, spesso, non genera consenso ma solitudine.

 

Oggi compie 90 anni. Qui lo si ricorda sempre con affetto.

lunedì 2 marzo 2026

SMART & EASY . Mini ripasso INGLESE FACILE

 

Prova a tradurre:


  1. Ciao, mi chiamo Paolo.
  2. Lei è una studentessa.
  3. Ho 18 anni.
  4. Ci vediamo domani.
  5. Un’arancia.




Soluzioni:



  1. Hi, my name is Paolo.
  2. She is a student.
  3. I am 18 years old.
  4. See you tomorrow.
  5. An orange.


La startup della fusione che sfida i giganti: “L’Europa può battere Stati Uniti e Cina” di Filippo Santelli

 





Economia 

La startup della fusione che sfida i giganti: “L’Europa può battere Stati Uniti e Cina”


https://www.repubblica.it/economia/2026/03/01/news/proxima_fusion_startup_sfida_i_giganti_ue_puo_vincere-425187942/

domenica 1 marzo 2026

L'INTERNAZIONALE DEI PICCONATORI


CORSIVO

 La geopolitica si rifà con raid aerei, bombardamenti a tappeto e omicidi politici — naturalmente - “mirati”.



Il mondo è tornato nelle mani dei picconatori dell’ordine, nostalgici dell’Ottocento, quando i confini si incidevano coi cannoni e la diplomazia parlava per ultimatum. Costoro invocano sovranità come fosse una sciabola, scambiano la complessità per mollezza e chiamano “realismo” la demolizione sistematica di ogni argine. Si abbatte, si proclama, si twitta: il resto — popoli, mercati, equilibri — è detrito scenografico. L’idea è semplice e brutale: se l’ordine intralcia, lo si spacca.

In prima fila sfilano gli apprendisti restauratori: Vladimir Putin con la sua geopolitica da zar riemerso, Donald Trump che confonde la strategia con l’effetto speciale, una nidiata di ducetti europei in posa marziale, gli smidollati alla Javier Milei che brandiscono la motosega come fosse una spada. Intanto i cosiddetti “paesi canaglia” — dalla Libia all'Iran, dall'Afghanistan alla Siria passando per la Corea del Nord — vengono arruolati a scuole di pensiero, improvvisati maestri di una geopolitica muscolare che fa dell’azzardo una dottrina.

Il loro catechismo è lineare: aree d’influenza, trattati usa-e-getta, forza come grammatica universale. Ma la Storia non è un poligono di tiro: è una diga incrinata. Picconare è facile; governare l’acqua che irrompe, assai meno. E mentre i demolitori brindano al ritorno dei confini armati, il pianeta trattiene il fiato: dalle crepe non filtra grandezza, ma caos — e il caos non ha maestri, solo apprendisti destinati a esserne travolti.



LA TRISTEZZA DEL PNRR SICILIANO: COME PERDERE 17 MILIARDI (… E AUMENTARSI LO STIPENDIO)

  Sicilia, terra di mare, sole e fondi europei regolarmente gettati nel bidone dell’indifferenziato. Il PNRR doveva essere il nostro Piano M...