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sabato 14 febbraio 2026

L’INVASIONE INVISIBILE , COME LA RUSSIA STA HACKERANDO LA MENTE DELL’EUROPA



di GIOVANNI IACONO *

 Mentre i cannoni tuonano in Ucraina, un’altra guerra, più silenziosa e pervasiva, sta scuotendo le fondamenta delle nostre democrazie: la guerra cognitiva


Non si combatte con i carri armati, ma con i byte. L’obiettivo non è il territorio, ma la nostra capacità di distinguere il vero dal falso.

 Nel 2026, l’Europa è diventata il laboratorio a cielo aperto di una strategia russa che fonde propaganda arcaica, sabotaggi fisici e Intelligenza Artificiale generativa.


L’arsenale del Cremlino varia dai Bot al "LLM Grooming"

La Russia ha evoluto i propri metodi. Se un tempo si limitava a creare profili fake, oggi utilizza l'IA per operazioni di "LLM Grooming": inquinare i modelli di linguaggio affinché le risposte fornite dalle IA siano impercettibilmente orientate verso narrazioni pro-Cremlino.


Deepfake e Audio-Clonazione sono voci  di leader europei manipolate per annunciare crisi inesistenti.


I Sabotaggi ibridi sono Incendi a infrastrutture critiche e interferenze nei segnali GPS, coordinati per creare un senso di impotenza e caos.


Il Targeting emotivo é attivato da Algoritmi che individuano le nostre paure (energia, inflazione, immigrazione) e le alimentano con contenuti iper-polarizzanti.


Linee di difesa sono la resilienza cognitiva

L’Europa non è rimasta a guardare. La difesa oggi passa per la "Cyber-psicologia" e nuove agenzie di difesa psicologica (sul modello svedese)

1. Watermarking digitale é l’obbligo  per le piattaforme di etichettare ogni contenuto generato da IA.

2. Monitoraggio FIMI : Protocolli UE per identificare le interferenze straniere (Foreign Information Manipulation and Interference) in tempo reale.

3. Fact-checking algoritmico: Strumenti che analizzano i pattern di diffusione delle notizie: se una "news" esplode simultaneamente su migliaia di account nuovi, è un attacco, non un trend.


Manuale di autodifesa, come smascherare le fake

Smascherare una matrioska digitale richiede occhio critico e pochi secondi di attenzione:

• Controlla l’URL: Diffida di siti che imitano testate famose (es. ansa.it.co invece di ansa.it).

• Ricerca inversa delle immagini: Usa strumenti come Google Lens o TinEye per vedere se quella foto "shock" appartiene in realtà a un evento di dieci anni fa.

• Analizza il linguaggio: Le fake news russe tradotte con l'IA spesso presentano una sintassi perfetta ma un tono eccessivamente drammatico o privo di sfumature.


La guerra cognitiva vince solo se restiamo passivi. Dubitare non significa essere cinici, ma essere cittadini protetti.


* Generale dei Carabinieri 


giovedì 12 febbraio 2026

𝐑𝐢𝐚𝐩𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐍𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐚𝐜𝐫𝐨 𝐂𝐮𝐨𝐫𝐞: 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐬𝐨𝐫𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀



 𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐮𝐫𝐨𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐮𝐬𝐢𝐥𝐢𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐬𝐩𝐥𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞𝐌𝐨𝐧𝐬𝐃𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐡𝐚𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐞𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐞.


𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐨 𝐓𝐫𝐢𝐧𝐠𝐚𝐥𝐢



𝐀𝐋𝐈𝐓𝐄𝐑𝐌𝐄 – Un momento di profonda spiritualità e commozione ha segnato la riapertura ufficiale al culto della chiesa 𝐍𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐒𝐚𝐜𝐫𝐨 𝐂𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐞𝐬𝐮̀. La cerimonia, svoltasi in un clima di solenne festa, ha avuto inizio nel cortile dell’Istituto Maria Ausiliatrice, dove la comunità ha accolto Sua Eccellenza 𝐌𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫 𝐂𝐞𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐃𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨, Vescovo Ausiliare di Messina.

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀

A fare gli onori di casa sono stati l’Ispettrice delle FMA della Sicilia,𝐒𝐮𝐨𝐫 𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐚 𝐁𝐮𝐜𝐜𝐚𝐟𝐮𝐬𝐜𝐚, 𝐢𝐥 Parroco e Rettore del Santuario 𝐃𝐨𝐧 𝐃𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚 e la Direttrice dell’Istituto, 𝐒𝐮𝐨𝐫 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐏𝐢𝐬𝐜𝐢𝐨𝐭𝐭𝐚. 

Il valore istituzionale dell’evento è stato sottolineato dalla presenza delle autorità civili e militari, tra cui:

• Il Vice Comandante della locale stazione dei Carabinieri.
• La responsabile della Polizia Municipale, 𝐑𝐨𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐨
• Il Dott. 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐬𝐢Segretario Comunale, intervenuto in rappresentanza del Commissario.

     La Celebrazione Eucaristica

 

𝐌𝐨𝐧𝐬𝐃𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 ha presieduto la Santa Messa, concelebrata da un gruppo di presbiteri: il parroco 𝐃𝐨𝐧 𝐃𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚, Don 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐁𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐨𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐦𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢il salesiano Don MiguelDurante l'omelia, il Vescovo ha sottolineato l'importanza di restituire alla città un luogo di preghiera così significativo, simbolo di fede e di continuità storica.

 

Un tuffo nella storia

Particolarmente toccante è stato l'intervento di Antonio Cappo, che ha ripercorso la cronistoria del piccolo tempio. La chiesetta fu eretta nel 1875 per volontà dell’avvocato Giovanni Marini, che volle così onorare la memoria del fratello Antonino, stimato sacerdote messinese. Ancora oggi, le "amate ceneri" di Don Antonino riposano all’interno della cappella, rendendo il restauro non solo un recupero architettonico, ma un atto di devozione verso le radici della comunità stessa.

"Questa riapertura non è solo il ripristino di mura antiche, ma la rinascita di un punto di riferimento spirituale per tutto il paese e per l'Istituto."

 




ALAA FARAJ : PERCHÉ ERO RAGAZZO


di FRANCO ARCOVITO 



                Perché ero ragazzo

  di 

             Alaa Faraj

Perché ero ragazzo, pubblicato nel 2025 da Sellerio Editore, è l’autobiografia di Alaa Faraj, ex calciatore libico al centro di un caso giudiziario che ha suscitato un ampio dibattito pubblico in Italia.

Nel 2015, a soli 19 anni, Faraj fuggì dalla guerra in Libia su un barcone diretto verso l’Italia. All’arrivo fu arrestato con l’accusa di essere uno scafista e successivamente condannato a 30 anni di carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per la morte di alcuni migranti durante la traversata.

Durante i dieci anni trascorsi in prigione, ha sempre sostenuto di essere stato un semplice passeggero, costretto dagli eventi e non responsabile della guida dell’imbarcazione. Il suo caso è diventato simbolo delle criticità della legislazione italiana sull’immigrazione ed è stato sostenuto da attivisti e testate come L’Espresso e Il Post, che hanno messo in luce le possibili ingiustizie nei confronti di migranti accusati di essere “capitani” sotto minaccia.

In carcere, Faraj ha scritto a mano le sue memorie, intrecciando arabo, italiano e siciliano per raccontare la sua infanzia, il sogno di diventare ingegnere e calciatore professionista, e il senso di smarrimento vissuto in detenzione.

Il 23 dicembre 2025, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, riducendo la pena e riaccendendo la speranza in un futuro diverso.

Il libro si configura così come una testimonianza personale e insieme politica, che intreccia memoria, identità e giustizia, trasformando una vicenda giudiziaria controversa in un racconto di umanità e resilienza.

SEGUI IL LINK : 

 https://youtu.be/sCoHk2G8Tzs?si=a48bDxU9-K7g3t_z

Palantir e la nuova rapina del secolo; quando l'algoritmo ci ruba il diritto all'imprevedibilità

 



Avete presente quella sensazione di vuoto quando inviate un curriculum perfetto e ricevete in cambio solo un silenzio assordante?

O quando un algoritmo vi suggerisce un rimedio per un dolore che non avete ancora confessato a nessuno, ma che avete cercato nel cuore della notte? Non è magia, e purtroppo non è nemmeno solo marketing aggressivo. 

È la nuova architettura del potere.


Per anni ci siamo raccontati che il nemico fosse la violazione della privacy. 

Abbiamo combattuto guerre sui cookie, credendo che il problema fosse "essere guardati". 

Ci sbagliavamo. 

La vera questione oggi non è l’osservazione, ma la previsione

Ed è esattamente qui che entra in gioco Palantir.

Palantir non è un’app che avete sul telefono. È il cervello invisibile che lavora dietro le quinte per governi e multinazionali. 


La sua forza non sta nel possedere i dati, ma nel saperli unire. Immaginate i vostri dati sanitari, le transazioni bancarie, gli spostamenti GPS e le relazioni social non più come isole separate, ma fusi in un unico, gigantesco profilo coerente.


La democrazia, con la sua burocrazia lenta e frammentata, è sempre stata involontariamente una tutela, in quanto la dispersione dei dati impediva il controllo totale. 

Palantir elimina questo problema in nome dell'efficienza. 

Ma l'efficienza, quando applicata agli esseri umani, diventa pericolosa. 


Quando un software decide se siamo "affidabili" per un mutuo, "idonei" per un lavoro o "rischiosi" per la polizia, smettiamo di essere persone. 

Diventiamo un punteggio. Un indice di probabilità.


Il vero dramma è psicologico perché iniziamo ad autocensurarci. Se sappiamo che ogni gesto può essere interpretato contro di noi, smettiamo di osare. 

Ci normalizziamo per non diventare un'anomalia statistica. 

Ecco perché questa è la rapina del secolo. 


Non entrano in banca col passamontagna; ci stanno sottraendo il diritto di essere imprevedibili, di cambiare rotta, di sbagliare. 


Ci stanno rubando la possibilità di un futuro che non sia già stato scritto da un calcolo matematico.

mercoledì 11 febbraio 2026

LOU REED IL POETA ELETTRICO DI NEW YORK

 



Lou Reed (1942–2013) è stato il poeta elettrico di New York, cantore di angoli bui e luci al neon. Mente dei The Velvet Underground, trasformò marginalità e ambiguità in letteratura rock, con l’aria di chi prende un taxi alle tre del mattino e paga in versi. Da solista alternò scandalo e misura: Berlin, Transformer, Rock ’n’ Roll Animal. Voce parlata, sguardo obliquo, scrittura asciutta: non cercava applausi, ma una verità un po’ stonata e per questo più elegante. Con l’ombra gentile di Andy Warhol alle spalle, fece del rock un romanzo urbano. Più che una star, uno scrittore con la chitarra — e poche illusioni.


Sweet Jane” 

è una parabola sul compromesso: tra lavoro e danza, tra desiderio e stanchezza, tra mito romantico e routine metropolitana. Reed non giudica; espone. E nell’esporre, ci ricorda che il quotidiano è il vero teatro tragico della modernità. È rock urbano che si fa teatro, è poesia da marciapiede che diventa epica. Ironico, distante, magnetico: Reed non canta per piacerti, canta perché sa che Sweet Jane ti appartiene già. E tu, volente o nolente, sei lì ad applaudirlo come si fa con i classici che non invecchiano.

Traduzione italiana

Jack è al cinema di martedì
Ma non tutti sanno davvero che potrebbe esserci qualcosa di meglio
E Mary è a casa a lavorare a maglia
Sta seduta e piange
Perché Jacky non è lì
E ora, alcuni a loro piace uscire a ballare
E altri devono lavorare e basta
E c’è sempre qualcuno
Che non vorrebbe costruire qualcosa insieme
Tesoro Jane, dolce Jane
Oh, dolce Jane
Jack dice: “Ehi, tesoro, prendiamocela con calma”
E Mary dice: “Sono pronta, vieni e prendimi”
E lui dice: “Va bene”
Lei dice: “Ma quando?”
Lui dice: “Ogni volta”
Lei dice: “Forse”
Lui dice: “Oh, dolce Jane”
Alcuni amano uscire a ballare
E altri devono lavorare
E c’è sempre qualcuno
Che non vorrebbe costruire qualcosa insieme
Dolce Jane…
Chiunque abbia mai avuto un cuore
Non si voltasse mai dall’altra parte e lo spezzasse
Chiunque abbia mai avuto un sogno
Non lo distruggerebbe mai
Chiunque abbia mai giocato una parte
Non si tirerebbe mai indietro
Chiunque abbia mai avuto un cuore
Non si voltasse mai e lo spezzasse
Dolce Jane…
Alcune persone amano uscire a ballare
E altre devono lavorare
E c’è sempre qualcuno
Che non vorrebbe costruire qualcosa insieme
Oh, dolce Jane…

ATM: MESSINA, IL CONTO DEL CRAC

 


OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ

a cura di Roberto Barbera*

Sessantacinque milioni di passivo finiti sul bilancio comunale. Quasi 300 euro per ogni cittadino dopo il dissesto. Oggi i conti migliorano, ma la trasparenza no. 


Negli anni Negli anni immediatamente precedenti alla trasformazione societaria, l’ATM di Messina è sprofondata in un dissesto che ha segnato una delle pagine più gravi del trasporto pubblico locale. La vecchia azienda speciale accumulò circa 65 milioni di euro di passivo, poi trasferiti sul bilancio del suo unico azionista, il Comune di Messina. Quel buco è stato di fatto spalmato sulla collettività: considerando una popolazione di circa 220 mila residenti, il costo teorico del crac sfiora i 300 euro a cittadino, neonati compresi. Non un numero astratto, ma il prezzo concreto di una stagione amministrativa fallimentare.

Il punto decisivo è comprendere la natura della nuova ATM Messina S.p.A.: una società in house, interamente controllata dal Comune. Nomine, indirizzi strategici e approvazione dei bilanci dipendono dall’ente proprietario, e le eventuali perdite si riflettono direttamente sui conti comunali. Proprio per questo la legge impone obblighi stringenti di pubblicità e aggiornamento dei dati. Il D.Lgs. 33/2013 sulla trasparenza amministrativa e il D.Lgs. 175/2016 (Testo unico sulle società partecipate) stabiliscono l’obbligo di pubblicare tempestivamente bilanci, relazioni sulla gestione e compensi degli organi sociali. L’assenza di documenti aggiornati nella sezione “Amministrazione Trasparente” configura quindi una violazione di tali disposizioni e indebolisce il controllo democratico dei cittadini.

Il bilancio 2023 ha segnato una discontinuità rispetto al passato: utile dichiarato di oltre 1,5 milioni di euro, flotta salita a 164 autobus, nuove assunzioni e rafforzamento operativo. Numeri che indicano un’inversione di tendenza dopo anni di perdite e commissariamenti, ma che devono essere letti alla luce di una nuova fase societaria ancora giovane.

Sul fronte degli investimenti, la società ha beneficiato di rilevanti risorse pubbliche, anche attraverso fondi legati al PNRR e ai programmi per la mobilità sostenibile, per circa 79 milioni di euro destinati soprattutto al rinnovo della flotta, oggi prossima ai 200 mezzi, con una quota crescente di autobus elettrici. Il trend appare positivo e segnala una nuova fase. Ma la vera prova sarà consolidare nel tempo questi risultati, dimostrando che l’equilibrio non è episodico bensì strutturale. Dopo un crac costato decine di milioni, i messinesi non possono permettersi di tornare indietro.

*Transport Planner. Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico._

11 febbraio, la cura che manca: tra compassione e fragilità del SSN


 L’11 febbraio 2026 si celebra la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, istituita da San Giovanni Paolo II nel 1992 e legata alla festa della Madonna di Lourdes.


Il tema scelto da Papa Leone XIV 

 “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro” – è un invito potente: non voltarsi dall’altra parte, ma farsi prossimi con gesti concreti, soprattutto verso chi soffre in solitudine o povertà.


Parole che risuonano forti in un Paese dove il Servizio sanitario nazionale fatica.            Reparti sotto organico, liste d’attesa infinite, pronto soccorso al limite, professionisti stremati.

 La carenza di risorse economiche e di personale non è solo un dato tecnico; è il volto di anziani che attendono mesi per una visita, di famiglie che rinunciano alle cure, di medici e infermieri costretti a scegliere a chi dedicare tempo.


La Giornata non è solo celebrazione, ma richiamo alla responsabilità collettiva.

 La compassione evangelica diventa così anche impegno civile: investire nella sanità pubblica, riorganizzare servizi, sostenere chi cura. 

Perché prendersi carico del dolore dell’altro significa, oggi più che mai, non lasciare sola la sanità che si prende cura di tutti.


I FIGLI DI NESSUNO

a cura di Anna Lombardo A Messina il problema non è chi lascia la scuola. È chi ci resta senza imparare nulla. Nelle aree vulnerabili di Mes...