CORSIVO
di Ponzio Aquila
BYE BYE AMERICA
E dunque l’America ci saluta, e noi lì a fare gli offesi come condomini traditi dall’inquilino muscoloso del terzo piano, l’abbiamo sfottuta per la canottiera e le pistole, ma ci piacevano jazz e hamburger.
Ora l’inquilino se ne va davvero, lascia le chiavi sul tavolo e scopriamo che senza il suo frigo pieno ci resta l’aria fritta dei nostri consessi europei.
Trump, che della politica ha colto l’essenziale, cioè quanto rende al metro quadro , ci tratta come un fondo immobiliare di periferia e se non rendiamo, fuori dal portafoglio.
E noi scandalizzati, noi sacerdoti dell’alto pensiero, noi che abbiamo costruito l’Unione come una sagra: via i confini per le merci, una moneta per i pedaggi, e per il resto ognuno per sé.
Ora caschiamo dalle nuvole davanti al palazzinaro che fa i conti col righello. Davvero ci stupiamo che l’Europa dei ventisette interessi privati sia trattata come un condominio litigioso?
Due le vie: smontare tutto e tornare agli orticelli, con Putin che raccoglie ciò che vuole; oppure, per una volta, diventare grandi davvero. Ma servirebbe coraggio, servirebbe essere patrioti europei e non miserelli sovranisti rionali. Qualità che non si comprano al mercato unico.










