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martedì 9 dicembre 2025

BYE BYE AMERICA

 CORSIVO

di Ponzio Aquila



 


BYE BYE AMERICA


 E dunque l’America ci saluta, e noi lì a fare gli offesi come condomini traditi dall’inquilino muscoloso del terzo piano, l’abbiamo sfottuta per la canottiera e le pistole, ma ci piacevano jazz e hamburger. 

Ora l’inquilino se ne va davvero, lascia le chiavi sul tavolo e scopriamo che senza il suo frigo pieno ci resta l’aria fritta dei nostri consessi europei. 

Trump, che della politica ha colto l’essenziale, cioè quanto rende al metro quadro , ci tratta come un fondo immobiliare di periferia e se non rendiamo, fuori dal portafoglio.

E noi scandalizzati, noi sacerdoti dell’alto pensiero, noi che abbiamo costruito l’Unione come una sagra: via i confini per le merci, una moneta per i pedaggi, e per il resto ognuno per sé. 

Ora caschiamo dalle nuvole davanti al palazzinaro che fa i conti col righello. Davvero ci stupiamo che l’Europa dei ventisette interessi privati sia trattata come un condominio litigioso? 

Due le vie: smontare tutto e tornare agli orticelli, con Putin che raccoglie ciò che vuole; oppure, per una volta, diventare grandi davvero. Ma servirebbe coraggio, servirebbe essere patrioti europei e non miserelli sovranisti rionali. Qualità che non si comprano al mercato unico.

lunedì 8 dicembre 2025

LA MENZOGNA E IL CONSENSO : Quando la politica SOSTITUISCE la REALTÀ




Viviamo il paradosso dell informazione ubiquitaria che si trova  ovunque, ma capire la realtà economica , politica e geopolitica è sempre più difficile. 

La politica ha scelto la “narrazione di superficie” con slogan al posto di idee, emozioni al posto di fatti. 

Nel frastuono digitale non conta il ragionamento, ma l’attenzione, catturata da micromessaggi emotivi che oscurano disuguaglianze e crisi globali.


Gli algoritmi costruiscono camere dell’eco, confermano ciò che già pensiamo e seppelliscono il resto. 

Non è censura in senso classico: è distrazione sistematica. 

Le cosiddette Big Tech non sono solo vetrina tecnologica, ma sono mediators  di potere. Scandali come Cambridge Analytica lo hanno  dimostrato; i dati diventano armi, la profilazione dei lettori orienta voti e paure. 

La politica, sostenuta da finanza e piattaforme social , coltiva il consenso fragile basato sull’emozione, non sulla conoscenza.


Spezzare questo meccanismo è possibile. Serve alfabetizzazione digitale, trasparenza algoritmica e partecipazione attiva alla ricerca di fonti plurali. 

La manipolazione è reale, ma non invincibile. La verità richiede scelta, disciplina, curiosità. L’informazione che ci libera è quella che decidiamo di cercare, non quella che ci trova da sola.

sabato 6 dicembre 2025

RIDURRE LO STRESS

 RIDURRE LO STRESS

Lo stress non è solo “nella testa”: è una reazione del corpo a ciò che percepisce come troppo. Quando accumuliamo pressioni, il cervello lancia un allarme. Il cuore batte più veloce, il respiro si fa corto, i muscoli si tendono. Tutto serve a prepararci a reagire, ma se questo stato dura troppo a lungo, finiamo per vivere in allerta costante.

Ridurre lo stress significa allenare il corpo e la mente a rientrare in equilibrio. Non servono ore di meditazione: bastano pause brevi ma consapevoli. 

Una camminata lenta, una respirazione profonda, uno sguardo al cielo cambiano la chimica del cervello, abbassando il cortisolo e favorendo la calma.

Anche il modo in cui parliamo a noi stessi conta. Dire “è un momento impegnativo, ma posso gestirlo” attiva fiducia e lucidità, mentre pensieri come “non ce la faccio” amplificano la tensione.

Lo stress non va demonizzato, perchê è un segnale di adattamento. Ma imparare a spegnere il “pilota d’allarme” è il primo passo per ritrovare una mente più chiara e una vita con meno rumore interiore.

LA DEMOCRAZIA É SEMPRE IN PERICOLO

 CORSIVO

Ponzio Aquila


Un fantasma aleggia sulle leadership politiche: la pusillanimità. Il Partito repubblicano americano ha un problema neonazista; la sinistra democratica progressista ha un problema pro Hamas e Israele ha un problema coi coloni. Ognuno si rifiuta di affrontare il suo problema. Se fra i miei ci sono razzisti violenti, se fra i miei ci sono sostenitori della sharia, se fra i miei ci sono assassini suprematisti, devo trovare il modo di giustificarli per tenere assieme la tribù. 


La nostra destra e la nostra sinistra hanno problemi simili e soluzioni identiche, approdo di una politica tribale per cui negli anni il Parlamento è diventato un’assemblea notarile al servizio del capo, per cui si è garantisti con gli indagati amici e giustizialisti con gli indagati nemici, per cui anche la stampa si è infilata in una delle due trincee, e procede con la prosopopea o il vittimismo di chi si batte dal lato giusto della guerra. La pusillanimità è la medesima, perché è una condizione psicologica incapace di giudizio: la morale si realizza con la vittoria della tribù, fine. Succede quando la democrazia si infiacchisce e cede il passo al capo. Lo diceva bene Ágnes Heller: la democrazia è innaturale e dunque è sempre in pericolo; la tribù radunata attorno al capo è naturale, e lì ci si rifugia nei momenti di confusione e di paura. Nella tribù non bisogna più nemmeno pensare né tantomeno porsi problemi morali: per essere nel giusto basta avere un capo e ubbidirgli.

MESSINA: L’EMERGENZA CHE NON FA RUMORE

 RADAR SANITÀ

MESSINA. L'EMERGENZA CHE NON FA RUMORE


AG Rizzo




Nel Sud la fuga dei medici di base fa meno rumore, ma non per questo è meno vera. In Sicilia, tra il 2019 e il 2023, i medici di famiglia sono diminuiti del 12,3%; al 1° gennaio 2024 ogni medico seguiva 1.161 assistiti contro i 1.374 nazionali, e solo un quarto superava il tetto dei 1.500. Un affanno che pare minore, ma a Messina diventa un ossimoro dal sapore di resa.

Il sistema tiene solo perché la pressione territoriale è più lieve, mentre l’età che avanza, lo scarso ricambio e il mestiere divenuto poco attrattivo gravano come una nube sulla costa ionica. I giovani medici si allontanano da un porto che non è più sicuro e la coperta sanitaria si farà corta, lasciando molti senza un medico raggiungibile: una condanna silenziosa.

Ironia amara: non siamo al collasso proprio perché il limite dei 1.500 non è ancora la regola. Ma senza una vera pianificazione, burocrazia, disaffezione e carico emotivo condurranno allo stesso esito: un medico che raccoglie fascicoli più che storie, un assistito che trova attese più che risposte.

LA LENTEZZA SALVA VITE ( QUANDO LA SI APPLICA DAVVERO)

 OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ 

 LA LENTEZZA SALVA VITE (QUANDO LA Si APPLICA DAVVERO) 


Roberto Barbera *

A Messina abbiamo perfezionato l’arte del rimedio simbolico: si pianta il cartello “30” come un buon proposito e ci si sente virtuosi. Peccato che i numeri non si commuovano. Nel 2022 in Italia oltre 165.000 incidenti hanno causato più di 3.000 morti e centinaia di migliaia di feriti; una quota significativa nasce dall’eccesso di velocità.

E il conto lo paghiamo tutti: nel 2023 il costo sociale degli incidenti ha sfiorato i 18 miliardi tra cure, riabilitazione e produttività perduta.

Per questo la retorica non basta: nelle città europee dove il limite dei 30 km/h è stato applicato davvero, non “appeso”, gli incidenti e le vittime sono calati mediamente del 20–40%. E basta ridurre la velocità media di appena 1 km/h perché gli studi europei stimino migliaia di vite risparmiate. La Zona 30 non è una poesia municipale, ma una misura concreta. Se però resta un cartello decorativo, sarà soltanto un elegante sipario sul solito vecchio teatro d’incidenti.

•⁠  ⁠Traffic manager

HORCYNUS ORCA: IL MARE TI INSEGNA A VIVERE

 FATA MORGANA 


 HORCYNUS ORCA: IL MARE TI INSEGNA A VIVERE 


E. L. M. Irali *


Se pensate che leggere sia un passatempo tranquillo, Stefano D’Arrigo vi dimostrerà il contrario. Horcynus Orca non è un libro: è un urlo epico dal cuore della Sicilia, un mare che non culla ma sbatte contro le rocce dell’anima. La lingua di D’Arrigo, densa, musicale, a volte così intricatissima da farvi inciampare sulle parole, vi costringerà a restare svegli e attenti, mentre personaggi indimenticabili affrontano guerra, destino e follia quotidiana con un coraggio che fa ridere e tremare insieme. Giovani lettori, se volete capire come la vita possa essere crudele e meravigliosa nello stesso respiro, questo libro è un maestro severo e affascinante. Non aspettate di diventare adulti: leggetelo adesso e sentirete il mare dentro di voi.



•⁠  ⁠Amante dei libri

MESSINA: IL DISAGIO MINORILE Ê EMERGENZA


 MONDI FRAGILI 

di   Anna Lombardo

A Messina il disagio minorile pesa come un macigno: droghe, alcol, gioco d’azzardo e dispersione scolastica generano ogni anno ingenti costi sociali e sanitari. Tra gli 11 mila adolescenti della città, migliaia hanno sperimentato sostanze illegali o il gioco d’azzardo, con ricadute dirette su famiglie, scuole e tribunali.

La richiesta di un Consiglio Comunale Straordinario è opportuna per aprire un confronto serio. In questo quadro potrebbe trovare spazio la proposta di Nino Cartabellotta: un’imposta di scopo mirata ai profitti delle aziende che lucrano sulle fragilità — dalle società del gioco d’azzardo ai soggetti che traggono vantaggio dal consumo patologico. L’idea è semplice e radicale: chi genera danni sociali contribuisca direttamente ai costi sanitari e ai programmi di prevenzione. Il gettito aggiuntivo sarebbe vincolato per legge alla cura delle dipendenze, al sostegno psicologico, ai servizi territoriali e alle campagne educative. I consiglieri, pur non avendo potere fiscale, possono fare da ponte attraverso l’ANCI, trasformando una proposta tecnica in un’azione politica concreta.

Investire in prevenzione conviene: ogni euro può generarne quattro di risparmio.

 Eppure le risposte tardano. Così la città continua a pagare il conto, mentre i giovani scivolano ai margini e gli adulti  discutono senza decidere

ZOLFO, PROMESSE E MACERIE

  di AG RIZZO  Opere fantasma, fondi evaporati e sanità tagliata: cronaca di un futuro sottratto alla Costa Ionica. C’è un esercizio di maso...