Tra armonie di seta e cieli californiani, una band che ha fatto dell'easy listening una forma d'arte discreta.
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venerdì 5 giugno 2026
WEST COAST STORIES: AMERICA, LA DOLCEZZA CHE NON SI DIMENTICA
BAMBINI SOLI NELLE CITTÀ INDIFFERENTI
a cura di Anna Lombardo
Dove finisce la famiglia inizia il vuoto che nessuno vuole guardare.
C'è una categoria di dolore che le città mediterranee praticano in silenzio: il dolore dei bambini invisibili. Non quelli che finiscono sui giornali con storie pittoresche di foreste e pedagogi alternativi. I bambini davvero invisibili abitano certi piani di certi palazzi dove la miseria non ha nulla di romantico — niente capanne né filosofie, solo buio, chiusure, adulti che hanno smesso di essere tali. Messina li conosce. Li conosce Provinciale, li conosce Fondo Fucile, li conoscono i borghi della fascia jonica dove la povertà si è seduta e ha deciso di restare. Li conoscono soprattutto i piccoli comuni dell'hinterland, dove la distanza dal capoluogo si misura non in chilometri ma in servizi assenti e diritti che esistono sulla carta con la concretezza dei castelli in aria.
Dire che i servizi sociali mancano è inesatto, oltre che ingiusto verso chi li abita con dedizione. Sono inadeguati — strutturalmente, cronicamente — a rispondere alla domanda di miseria che si eleva silenziosa da ogni periferia, da ogni comune che arranca sotto un bilancio che non torna. Non torna per una ragione precisa che raramente viene detta: gli amministratori che vogliono essere rieletti hanno imparato che è più conveniente chiudere un occhio sull'evasione fiscale che chiedere ai cittadini di pagare quanto dovuto.
Così oltre la metà della popolazione mette le mani in tasca all'altra, e a farne le spese sono i servizi più fragili — quelli che assistono chi non vota compatto e non ha lobby. Non c'è trippa per i servizi sociali, recita il bilancio. E il bilancio è lo specchio fedele di una scelta politica che si preferisce non nominare. Eppure è da quei servizi — quando sono presìdi e non stipendifici, quando conservano il senso della propria vocazione civile — che dipende la differenza tra un bambino visto e un bambino perduto. Non c'è altra istituzione capace di farlo: non la scuola sopraffatta, non il vicinato disgregato, non la parrocchia che arriva dove arriva. Solo un servizio sociale che entri nelle case, che torni la settimana dopo, che non si accontenti della firma sul modulo, può colmare il vuoto tra una porta chiusa e una tragedia. A Messina come nei comuni della provincia, questo non è utopia: è la condizione minima perché una comunità meriti ancora di chiamarsi tale. I bambini invisibili meriterebbero, almeno, di essere visti.
giovedì 4 giugno 2026
Alì Terme in festa per Maria Ausiliatrice: una comunità unita tra fede, devozione e tradizione
di Carmelo Tringali
Si sono conclusi sabato scorso ad Alì Terme i solenni festeggiamenti in onore di Maria Ausiliatrice, un appuntamento spirituale che ogni anno richiama l'intera comunità e rinnova un profondo legame di fede e devozione mariana.
Il cuore delle celebrazioni è stato preceduto da una partecipata Novena, che ha visto l'altare del Santuario animarsi ogni sera grazie alla presenza di diversi sacerdoti della diocesi, i quali hanno guidato i fedeli in un ricco percorso di riflessione e preghiera:
Il 24 maggio, giorno della solennità liturgica di Maria Ausiliatrice, i riti sono entrati nel vivo nel pomeriggio con la Solenne Celebrazione Eucaristica, officiata da Padre Francesco Venuti, parroco della parrocchia Santa Maria delle Grazie di Messina, che ha saputo toccare il cuore dei numerosi devoti presenti.
Il momento più suggestivo ed emozionante si è vissuto tuttavia il sabato successivo, 30 maggio. Per l'occasione, la Santa Messa è stata celebrata all'aperto, nel grande cortile antistante il Santuario. A presiedere la funzione è stato Don Lino Grillo, Rettore del Seminario Arcivescovile di Messina, giunto ad Alì Terme accompagnato da una rappresentanza di giovani seminaristi.
Al termine della funzione sul sagrato, ha preso il via la solenne processione con il simulacro della Vergine per le vie del paese. Il momento di massima commozione civile e religiosa si è toccato davanti al Municipio: qui il Sindaco, a nome di tutta la cittadinanza, ha pronunciato il tradizionale atto di affidamento della città, omaggiando la Madonna con un simbolico mazzo di rose.
A suggellare l'importanza dell'evento sono state le parole del neo sindaco Alessandro Triolo, il quale, visibilmente emozionato al termine delle celebrazioni, ha definito la figura di Maria Ausiliatrice come un pilastro identitario, un patrimonio dal valore inestimabile sia religioso che culturale per Alì Terme. Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come l'immensa affluenza di fedeli e residenti che si rinnova in occasione della festa rappresenti un vanto e un autentico motivo di orgoglio per l'intera amministrazione e la cittadinanza.
I festeggiamenti si sono conclusi in tarda serata con il rientro del simulacro in Santuario, salutato dai fuochi d’artificio che hannoilluminato il cielo di Alì Terme, mandando in archivio un'edizione della festa che resterà impressa nella memoria e nel cuore dei fedeli.
mercoledì 3 giugno 2026
LA TRISTEZZA DEL PNRR SICILIANO: COME PERDERE 17 MILIARDI (… E AUMENTARSI LO STIPENDIO)
Sicilia, terra di mare, sole e fondi europei regolarmente gettati nel bidone dell’indifferenziato.
Il PNRR doveva essere il nostro Piano Marshall, l’occasione del secolo. Si sta rivelando, invece, l’ennesimo sonno burocratico a cinque stelle , costosissimo, rumoroso nei convegni, silenziosissimo nei cantieri.
Guardiamo i numeri, perché la matematica non ha il senso dell’umorismo.
Secondo l’osservatorio OpenPNRR di Openpolis e le costanti strigliate della Corte dei Conti, la nostra Isola è beneficiaria teorica di circa 17 miliardi di euro. Impegnati? Moltissimi ,sulla carta siamo campioni mondiali del file Excel.
Spesi e rendicontati? Qui scatta la risata amara: viaggiamo su percentuali da prefisso telefonico, ampiamente sotto il 10% effettivo sulle casse regionali. Persi o destinati a perdersi? Tanti. Tra target mancati, bandi andati deserti, Comuni senza tecnici e progetti scritti così male da far rabbrividire Bruxelles, stiamo restituendo i soldi al mittente con una puntualità svizzera che non riusciamo ad applicare ad altro. I fondi perduti restano, paradossalmente, l’unica “opera pubblica” regionale di sicuro completamento.
Ma perché correre, d’altronde? I giovani fuggono a ritmo di esodo biblico , l’ISTAT certifica un’emorragia demografica inarrestabile ,lasciando un’isola che invecchia in corsie d’ospedale allo sfascio, con la Fondazione GIMBE che ci colloca stabilmente agli ultimi posti nazionali per i Livelli Essenziali di Assistenza. Aggiungiamoci un’immigrazione gestita come perenne emergenza, tassi di occupazione da prefisso telefonico anch’essi, e prospettive future non pervenute.
Di fronte a questa apocalisse socio-economica, cosa ha prodotto la nostra improbabile e silenziosa classe politica, sepolta sotto una burocrazia così asfissiante che per vidimare un foglio serve una delibera intergalattica? Semplice: si è aumentata l’indennità di carica, agganciandola all’inflazione e votandosela in piena autonomia. La barca affonda, ma al ponte di comando l’orchestra suona a tutto volume.
A pagare il conto, come sempre, è la solita minoranza tartassata: secondo il MEF, meno del 50% dei siciliani versa regolarmente le imposte. Sono loro a finanziare l’intero baraccone, mentre i bilanci comunali cadono come birilli tra dissesti e pre-dissesti cronici, puntuali come le sentenze dei magistrati contabili. Quanto alla trasparenza amministrativa, rimane una leggenda metropolitana: i dati aperti sui siti istituzionali sono più rari dei panda.
Avevamo l’occasione d’oro per rifare il look alla Sicilia. Stiamo riuscendo nell’impresa titanica di chiudere l’ombrello mentre piove ricchezza, dimostrando all’Europa intera che l’unica cosa che in questa terra funziona sempre a orologeria è il bonifico a fine mese sul conto dei soliti noti.
INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE
Fonti: OpenPNRR/Openpolis · Corte dei Conti · ISTAT · Fondazione GIMBE · MEF-Dipartimento delle Finanze
domenica 31 maggio 2026
C’EST LA FETE DES MERES La Fête des Mères : au-delà de la célébration, une symbolique universelle
Ce 31 Mai 2026, les mamans ivoiriennes, comme leurs homologues d’ailleurs, sont honorées.
La Fête des Mères offre l'occasion de rendre hommage à celles qui donnent la vie, accompagnent les premiers pas de leurs progénitures, veillent dans l'ombre et construisent, souvent sans reconnaissance particulière, les fondements de nos familles et de nos sociétés. Mais au-delà des fleurs, des cadeaux et des messages d'affection, cette célébration porte une symbolique profonde qui mérite d'être rappelée.
La mère est universellement associée à la vie. Elle représente l'origine, la protection, la transmission et l'amour inconditionnel. Dans la plupart des cultures du monde, la maternité est considérée comme l'un des piliers de la cohésion sociale. La mère est souvent la première éducatrice, celle qui transmet les valeurs, les repères et les principes qui guideront l'enfant, l’adulte de demain, tout au long de son existence.
La symbolique de la Fête des Mères dépasse toutefois la seule maternité biologique. Elle célèbre également les valeurs traditionnellement associées à l'amour maternel : le don de soi, la patience, la résilience, la générosité et la capacité à prendre soin des autres. Ces qualités se retrouvent chez de nombreuses femmes qui, sans avoir donné naissance à un enfant, jouent un rôle maternel auprès de leurs proches, de leur communauté ou des personnes vulnérables qu'elles accompagnent.
En Afrique, et particulièrement en Côte d'Ivoire, la figure maternelle occupe une place centrale dans la famille et la communauté. Bien au-delà de son rôle biologique, la mère est conseillère, médiatrice, gardienne des traditions et moteur du développement familial. Dans de nombreuses communautés, elle est le socle sur lequel repose l'équilibre du foyer.
Elle est la garante de la réussite sociale de ses enfants, en ce qu’une bonne mère est une épouse modèle : soumise à l’époux, muette, endurante face à toutes épreuves, obéissante et généreuse à l’égard de la belle famille. Les enfants d’une épouse modèle, sont bénis, et doués pour relever les défis et « réussir leur vie ».
Pourtant, discrète, dans l’ombre de l’époux, elle fait de la nuit, la meilleure conseillère dans la famille ou la communauté.
Reine -Mère, génitrice du chef ou du roi, elle partage l’exercice du pouvoir politique, spirituel et social dans certaines communautés, Elle gouverne aux côtés des hommes, conseille le roi, tranche les litiges, et agit comme la gardienne suprême des traditions et des lignages.
Cette journée invite donc à reconnaître les sacrifices souvent invisibles consentis par les femmes. Entre responsabilités familiales, activités professionnelles et engagement communautaire, elles assument quotidiennement de multiples rôles dont l'importance est parfois sous-estimée. La Fête des Mères devient alors un moment privilégié pour exprimer gratitude et reconnaissance envers leur contribution essentielle au bien-être collectif.
Cette célébration est aussi une occasion d'avoir une pensée particulière pour celles qui n'ont pas connu la maternité, volontairement ou non. Leur valeur ne se mesure pas à leur capacité à enfanter mais à leur contribution humaine, sociale, professionnelle et affective. Une femme ne se définit pas uniquement par la maternité ; elle se définit également par ses talents, ses engagements, ses aspirations et son impact sur la société.
Mères biologiques, mères nourrices, mères de cœur, mère de charité, commerçantes, personnel de maison, ingénieures, intellectuelles, cultivatrices, cheffes d’entreprises, femmes politiques, championnes sportives, déterminées à concilier tradition, modernité, et technologies de pointe…Nous sommes des Femmes 2.0
C’est pourquoi, célébrer les mères aujourd’hui ne saurait se limiter à une seule journée dans l'année. La véritable portée de cette fête réside dans notre capacité à traduire cette reconnaissance en actions concrètes. Valoriser les mères signifie garantir leur accès à l'éducation, à la santé, à un travail décent, à la protection sociale et à la participation aux décisions qui concernent leur avenir et celui de leurs familles.
Dans un monde où de nombreuses femmes continuent de faire face à des discriminations, à des violences et à des inégalités persistantes, la Fête des Mères constitue également un rappel de la nécessité de poursuivre les efforts en faveur de leurs droits. Honorer les mères, c'est défendre la dignité de toutes les femmes.
À travers le monde, les mères demeurent des symboles de force et d'espérance. Elles incarnent la capacité à surmonter les épreuves, transmettre l'amour et préparer les générations futures à construire des sociétés plus justes et plus solidaires.
En cette Fête des Mères, rendons hommage à toutes les femmes : les mères, les éducatrices, les protectrices, les bâtisseuses de paix et les modèles du quotidien. Leur engagement silencieux contribue chaque jour à façonner un avenir meilleur pour nos familles, nos communautés et nos nations.
A cet effet, mettons encore plus de force dans l’éducation des filles, car une fille instruite devient une femme en capacité de faire des choix éclairés, de participer à la vie économique, de préserver sa santé, d’investir dans l’éducation de ses enfants et de contribuer durablement au développement de son pays.
Mettre fin aux interruptions de scolarité des filles, favoriser des formations qualifiantes pour les femmes, permettra d’améliorer la représentation des femmes en politique, réduire les inégalités économiques, modérer le poids des traditions et normes sociales qui pèsent encore sur l’application réelle des lois d’autonomisation des femmes et d’élimination de pratiques discriminatoires.
Bonne fête, pour une meilleure prise en compte des droits des Mamans de tout bord.
Fatou FADIKA COULIBALY,
Pour OSAF
Association d’Assistance et de Soutien aux Femmes et aux familles en Côte d’Ivoire
sabato 30 maggio 2026
TRASPARENZA, IL PRIMO BANCO DI PROVA
Alla nuova amministrazione di Alì Terme l’augurio di un lavoro proficuo. Ma la fiducia dei cittadini passa anche dalla pubblicazione degli atti e dalla trasparenza delle scelte.
CARO CATENO, Lettera aperta a Cateno De Luca
DOPO IL VOTO, ONOREVOLE, SERVE UNA VISIONE
I FIGLI DI NESSUNO
a cura di Anna Lombardo A Messina il problema non è chi lascia la scuola. È chi ci resta senza imparare nulla. Nelle aree vulnerabili di Mes...
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Monti & Sapori ZUCCA IN AGRODOLCE Le feste stanno arrivando, inevitabili come una vecchia zia che bussasse alla porta. E come ogni an...