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venerdì 30 gennaio 2026
NISCEMI, LA FRANA NON È PIOVUTA DAL CIELO
BRUCE SPRINGSTEEN
Bruce Springsteen è il cantore laico dell’America profonda, osservata dal basso e raccontata con una lingua limpida, empatica, mai consolatoria. Nei suoi testi la canzone popolare diventa strumento critico: lavoro, disuguaglianze, sogni infranti, dignità ostinata. La sua scrittura, narrativa e cinematografica, ha uno spessore sociologico e politico nel senso più alto del termine: non ideologia, ma responsabilità dello sguardo. Da qui la condanna netta dell’America che alza muri, delle politiche migratorie di Donald Trump e della brutalità dell’ICE, che tradiscono il mito fondativo della nuova frontiera. Springsteen ascolta i margini e restituisce voce a chi non ne ha, trasformando le vite ordinarie in epopea civile. Anche nell’ultimo racconto urbano, Streets of Minneapolis, il Boss interroga un Paese ferito: città tese, coscienze inquiete, una speranza che resiste come atto morale.
giovedì 29 gennaio 2026
mercoledì 28 gennaio 2026
LA CAPANNA, LA COSTITUZIONE E IL BAR SPORT DELLA COMPASSIONE
di ANNA LOMBARDO
Nel bosco non cresce la libertà ma l’abbandono, venduto come virtù. I bambini pagano, gli urlatori incassano.
Rapine in aumento in Sicilia? Il piano dei carabinieri contro la microcriminalità quotidiana.
di GIOVANNI IACONO ^
Le rapine mostrano un calo a livello nazionale, ma la Sicilia resta tra le regioni più colpite soprattutto da quelle rivolte alle banche. In tale contesto, i carabinieri hanno intensificato i controlli e predisposto piani mirati contro la microcriminalità quotidiana, con operazioni nei quartieri sensibili e blitz antimafia. La Sicilia si posiziona al secondo posto fra le regioni italiane per numero di rapine in banca, con Palermo e Messina tra le province più colpite.
In controtendenza, secondo il Viminale, è la microcriminalità di strada che risulta essere in leggero aumento, come furti, scippi e rapina minori (+1,7% i reati denunciati nel 2025), che è spesso collegata a clan che gestiscono racket e spaccio. Nel 2025 i carabinieri di Palermo hanno compiuto un blitz antimafia che ha portato all'arresto di 181 persone tra boss, estorsori e affiliati di diversi mandamenti. L'operazione ha consentito smantellare clan come quelli di Gambino e Inzerillo. Oltre ai clan storici, emergono gruppi stranieri, come la mafia nigeriana Black Axe, che sfruttano traffici di droga e tratta di esseri umani.
In questo panorama, i carabinieri hanno intensificato i controlli e le operazioni antimafia, puntando a ridurre la microcriminalità quotidiana, tuttavia la presenza di quartieri ad alta criticità e l'emergere di nuove organizzazioni criminali rendono la sfida ancora più complessa.
^ Generale Carabinieri
LA TEMPESTA Ê STATA IL DETONATORE . IL DISASTRO NASCE ANCHE “ A MONTE”
L’evento meteorologico estremo dei giorni scorsi, indicato dai media come ciclone “Harry”, ha messo in evidenza una criticità strutturale della costa ionica messinese che va ben oltre la violenza del moto ondoso.
La vulnerabilità emersa non è riconducibile esclusivamente all’intensità della mareggiata, perché i danni registrati a infrastrutture viarie e abitazioni sono anche la conseguenza di un deficit sedimentario cronico, legato alla gestione dei corsi d’acqua negli ultimi decenni.
La stabilità delle spiagge ioniche dipende dall’apporto di materiali solidi (sabbie e ghiaie) trasportati verso il mare dai torrenti e dalle fiumare. Le spiagge fanno parte di una cella litoranea, un sistema in equilibrio dinamico tra apporti fluviali, trasporto lungo costa (correnti litoranee) e rimaneggiamento operato dalle onde.
Interventi come passerelle sommergibili, guadi in calcestruzzo, opere trasversali e sistemazioni rigide degli alvei hanno alterato l’idrodinamica fluviale.
Queste strutture possono comportarsi come soglie o briglie, riducendo la capacità del corso d’acqua di trasportare il carico solido grossolano verso valle.
Di conseguenza, una parte dei sedimenti si accumula a monte delle opere, interrompendo la continuità del trasporto solido verso la foce.
A ciò si sommano altri fattori spesso presenti nei bacini costieri mediterranei come rettificazioni d’alveo, arginature rigide, escavazioni di inerti e opere di difesa idraulica che nel tempo hanno ridotto l’efficienza del sistema fluviale nel fornire sedimenti al litorale.
Questo processo limita il ripascimento naturale delle spiagge. La spiaggia non è solo uno spazio ricreativo, ma un elemento fondamentale di difesa costiera perché agisce come zona dissipativa, assorbendo e distribuendo l’energia delle onde prima che raggiungano infrastrutture e abitati.
Quando il bilancio sedimentario diventa negativo, la linea di riva arretra (erosione costiera) e la fascia di spiaggia emersa si restringe o scompare. In tali condizioni, durante eventi estremi, le onde non trovano più un’ampia zona su cui frangersi e perdere energia, e trasferiscono una quota molto maggiore della loro forza direttamente sulle opere antropiche.
L’entità dei danni osservati non rappresenta quindi soltanto l’effetto di un evento meteorologico eccezionale, ma anche la risposta fisica di un sistema costiero il cui equilibrio sedimentario è stato alterato nel tempo.
Senza il ripristino della continuità del trasporto solido fluviale e una gestione integrata bacino–costa, ogni futura mareggiata troverà un litorale progressivamente più esposto.
La domanda sulle responsabilità non è retorica.
Riguarda le scelte di pianificazione territoriale, di gestione dei corsi d’acqua e la mancanza di una visione unitaria tra difesa idraulica e difesa costiera.
martedì 27 gennaio 2026
Ue–India, il patto che sfida i dazi e parla al futuro dell’economia globale
Ci sono strette di mano che sembrano protocollari e altre che suonano come un piccolo segnale di fumo lanciato al resto del pianeta.
Quella tra Unione europea e India appartiene decisamente alla seconda categoria.
Nel giorno in cui a Nuova Delhi si celebra il vertice bilaterale, il messaggio è semplice e insieme ambizioso: in un mondo che alza muri con la stessa facilità con cui twitta, qualcuno prova ancora a costruire ponti , sì, anche commerciali.
Parliamo di un’intesa definita la più ampia di sempre tra le due parti, e non è solo retorica da comunicato stampa. Oggi Ue e India si scambiano già beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro l’anno, sostenendo circa 800 mila posti di lavoro europei. Non bruscolini, nemmeno per economie abituate ai grandi numeri. L’obiettivo ora è raddoppiare le esportazioni europee verso il gigante asiatico entro il 2032, grazie al taglio dei dazi su quasi tutto: il 96,6% delle vendite Ue. Tradotto per i non addetti ai lavori: meno tasse alle frontiere, più margini per le imprese, circa 4 miliardi di euro risparmiati ogni anno. Una cifra che, detta così, fa sembrare quasi simpatico perfino un foglio Excel.
Sul fondo c’è anche la geopolitica, che non passa mai di moda. Quando Ursula von der Leyen parla di cooperazione in tempi instabili, molti sentono un’eco che arriva da Washington e dalle stagioni dei dazi usati come clave. L’Europa, tra una crisi e l’altra, prova a dire che l’interdipendenza può essere una scelta, non solo una debolezza. L’India, dal canto suo, consolida il ruolo di potenza che non vuole stare a bordo campo.
Non è un accordo perfetto , ma è uno di quei rari casi in cui “più scambi” non suona come uno slogan vuoto. Suona, piuttosto, come un tentativo adulto di restare connessi mentre il resto del mondo litiga sul Wi-Fi.
lunedì 26 gennaio 2026
ZOLFO, PROMESSE E MACERIE
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