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venerdì 19 dicembre 2025

CITTADINANZA ATTIVA , Rapporto civico sulla salute

 


In Italia la vera emergenza sanitaria non riguarda tanto la qualità delle cure, quanto la possibilità concreta di accedervi. Nonostante inizino a vedersi i primi effetti delle riforme in atto – dal contenimento dei tempi di attesa al rafforzamento dell’assistenza territoriale, dall’aggiornamento dei Lea all’estensione degli screening e del calendario vaccinale – persistono criticità profonde. Liste d’attesa ancora troppo lunghe, carenza di personale e forti disuguaglianze territoriali continuano infatti a compromettere l’effettivo esercizio del diritto alla salute.

Puoi leggere il rapporto seguendo il link: 

https://www.cittadinanzattiva.it/rapporti-osservatori-e-indagini/369-rapporto-civico-sulla-salute-2025/download.html

Alì Terme, si chiude l’amministrazione Micalizzi. insediato il commissario straordinario Giovanni Cocco

 Alì Terme



di Carmelo Tringali


ALÌ TERME – Si chiude ufficialmente la crisi politica che ha investito il Comune di Alì Terme. Dopo l’approvazione della mozione di sfiducia che ha determinato la fine anticipata dell’amministrazione guidata dal sindaco Tommaso Micalizzi, la Regione Siciliana ha nominato il dottor Giovanni Cocco commissario straordinario dell’ente.


Il passaggio decisivo si è consumato il 22 novembre, al termine di una seduta di Consiglio comunale particolarmente tesa. La mozione di sfiducia, sostenuta da quattro consiglieri dell’ex maggioranza – i cosiddetti dissidenti – e dal capogruppo dell’opposizione, ha sancito lo scioglimento immediato degli organi elettivi. Alla base della rottura, le frizioni interne alla coalizione di governo e le contestazioni sulle scelte amministrative dell’ex primo cittadino, politicamente vicino a Cateno De Luca.


Per traghettare il Comune verso la prossima fase elettorale, l’Assessorato regionale delle Autonomie locali ha scelto una figura di comprovata esperienza tecnica. Giovanni Cocco, funzionario direttivo del Dipartimento regionale delle Autonomie locali, vanta numerosi incarichi commissariali in Sicilia, tra cui quelli recentemente svolti a Pachino e al Libero Consorzio comunale di Siracusa. È considerato un esperto nella gestione dei bilanci e delle procedure amministrative complesse.


La gestione straordinaria accompagnerà Alì Terme fino alla prossima tornata elettorale utile, prevista per la primavera del 2026. Un periodo che rappresenterà un banco di prova non solo per l’azione del commissario, ma anche per le forze politiche locali, chiamate a riorganizzarsi e a costruire nuove alleanze. L’obiettivo sarà presentarsi al voto con una proposta credibile in grado di garantire stabilità amministrativa e risposte concrete ai cittadini dopo una fase segnata da forti tensioni politiche.


giovedì 18 dicembre 2025

INFLUENZA STAGIONALE 2025. Guida alla prevenzione e terapie per persone a rischio

 RADAR SANITÀ 

di AG RIZZO *




L'influenza non è un semplice raffreddore, ma è un'infezione  virale che, per anziani, donne in gravidanza e soggetti fragili, può evolvere in polmoniti o complicanze cardiache. 

La prevenzione resta l'arma d’elezione.


La vaccinazione antinfluenzale é fondamentale

Negli anziani, riduce drasticamente ricoveri e mortalità; nelle gestanti, protegge la madre e trasmette anticorpi al neonato. 

Per i giovani, vaccinarsi è un atto di responsabilità per non veicolare il virus verso i più deboli. 

Non dimenticate l'igiene delle mani e il ricambio d'aria nei locali.


Cosa fare (e cosa evitare)

In caso di contagio, la parola d'ordine è idratazione e riposo.


Terapia: si può usare  il paracetamolo per febbre e dolori (è la scelta d'elezione anche in gravidanza). Gli antivirali vanno assunti solo su indicazione medica entro 48 ore.


Errori gravi da evitare : Mai assumere antibiotici di propria iniziativa; sono inutili contro i virus e creano la cosiddetta antibiotico resistenza batterica. 

Evitate sforzi fisici e il "fai da te" con i cortisonici.


Quando chiamare il medico : 

Contattate il medico se compaiono: difficoltà respiratoria, confusione mentale, dolore toracico o febbre alta dopo un apparente miglioramento.


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lunedì 15 dicembre 2025

Messina svuotata. l’inverno demografico che l’Italia ignora

 


Messina e la sua provincia sono l’emblema di una crisi demografica e sociale che le statistiche ufficiali non possono più nascondere. 

Negli ultimi anni la popolazione è diminuita costantemente, con un saldo naturale negativo che vede i decessi superare di gran lunga le nascite, ed un’età media della popolazione che si avvicina ai 47 anni.


Questa desertificazione demografica si intreccia con un mercato del lavoro incapace di trattenere i giovani perché l’occupazione giovanile resta drammaticamente bassa in Sicilia   con tassi di disoccupazione tra i 18 e i 29 anni che superano il 37%, più del triplo rispetto alla media europea ed estremamente superiore a quella nazionale.


In provincia di Messina, storicamente fanalino di coda per occupazione, la difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro grava da anni su intere generazioni, e nei grandi centri urbani i giovani senza occupazione e senza prospettive rappresentano una quota allarmante della popolazione.

Nel capoluogo lo spettro della disoccupazione complessiva ha raggiunto livelli che superano il 35%, con una quota altissima di contratti precari e temporanei.   Questi numeri non sono freddi grafici, ma sono ragazzi e ragazze che non trovano lavoronon comprano casanon fanno figli, e, soprattutto,  non vedono alcun futuro qui


La responsabilità politica è pesante. 

Tasse locali tra le più alte d’Italia, iter burocratici paralizzanti per imprese e start-up, servizi pubblici in affanno e piani occupazionali senza sostanza contribuiscono ogni giorno a spingere i giovani oltre lo Stretto e oltre i confini nazionali. 

Non è destino naturale: è scelta di impotenza, di inerzia. I numeri ufficiali lo dicono, e dovrebbero scuoterci.


I dati ufficiali parlano chiaro: meno giovani, meno lavoro, meno futuro.

Ma dietro ogni statistica c’è una persona che ha fatto la valigia, una famiglia che resta, una comunità che si svuota.


Se pensi che lo spopolamento non sia un destino ma una responsabilità politica, fai sentire la tua voce.

Se credi che tasse, burocrazia e immobilismo stiano buttando via il futuro, condividi questo articolo.

Se sei rimasto, o sei partito controvoglia, raccontalo nei commenti.


Il silenzio non è neutralità.

È complicità.


Parliamone. Condividi. 

Pretendiamo risposte.



domenica 14 dicembre 2025

LA SINDROME METABOLICA, UN KILLER SILENZIOSO CHE AGISCE LENTAMENTE

 RADAR SANITÀ 


di AG RIZZO *


La sindrome metabolica non è una malattia singola, ma un insieme di condizioni che provocano aumento della circonferenza addominale, pressione arteriosa elevata, glicemia alta, trigliceridi elevati e colesterolo HDL basso. 

Quando ne sono presenti almeno tre, il rischio di diabete di tipo 2, infarto e ictus cresce in modo significativo.


Non esiste un’età “fissa” di esordio. 

Oggi sappiamo che la sindrome metabolica può iniziare già nell’infanzia e nell’adolescenza, soprattutto in presenza di sovrappeso, sedentarietà e alimentazione ricca di zuccheri, grassi saturi e cibi ultra-processati. 

La sua frequenza aumenta progressivamente con l’età, diventando molto comune nell’età adulta.


Combatterla precocemente è fondamentale perché i meccanismi che la sostengono, insulino-resistenza, infiammazione cronica di basso grado e accumulo di grasso viscerale, agiscono per anni in silenzio, danneggiando vasi sanguigni e organi prima che compaiano i sintomi.


La prevenzione è concreta e possibile. Bisogna eliminare o ridurre drasticamente, zuccheri , bevande zuccherate, alcool , fast food , snack industriali, farine raffinate e eccesso calorico; privilegiare alimenti freschi, fibre, legumi, pesce e grassi insaturi; muoversi ogni giorno e dormire adeguatamente, bere acqua e idratarsi. 

Non si tratta di colpevolizzare, ma di restituire al corpo un ambiente favorevole alla salute, prima che sia troppo tardi . 


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IL FUNAMBOLO DI PALAZZO MADAMA

 CORSIVO



di Ponzio Aquila


La Russa travolge il galateo. Un’irriverenza teatrale che spazza via regole e scrupoli convenzionali. 


Ignazio La Russa non è un presidente del Senato: è un cabarettista di Stato con licenza di caos. Se Mattarella è marmo palermitano, lui è lava catanese che divora protocolli e galateo come Caronte il fiume Acheronte. Difende giornalisti, contesta ct, bacia busti del Duce e sussurra a Atreju un “me ne frego” degno di un Decamerone rivisitato. Ex presidenti del Senato, se potessero, invierebbero lettere d’ira dall’aldilà. La tradizione, la neutralità, la solennità? Tutto spazzato via da una personalità che osa il supplente anarchico, lo showman politico, l’uomo che ride del bipartisan come un moderno Catone in giacca e cravatta.


E se Meloni approdasse al Colle? Presidenzialismo camuffato, cloni a Palazzo Chigi, summit monopolizzati, Costituzione ignorata con garbo. Ignazio non è macchietta: è apripista, evangelista dell’era Meloni, antesignano di un’Italia dove il popolo sovrano divora istituzioni e regole come confetti in festa, e il galateo… beh, quello resta un reperto archeologico da esposizione museale.

DE LUCA: IL TERZO INCOMODO CHE SCUOTE LA SICILIA

 OBLÒ

Cateno De Luca annuncia: “Sarò presidente della Regione”. Outsider, populista e trasversale, trasforma le elezioni in un teatro dove i voti tradizionali diventano pedine. Il centrodestra resta favorito, ma nulla è certo quando il caos entra in scena.


Cateno De Luca ha detto: “Sarò presidente della Regione”. E subito la politica siciliana sembra un romanzo in cui il protagonista riscrive le regole del gioco. De Luca non è un candidato, è un outsider: attraversa destra e sinistra con la stessa disinvoltura con cui si attraversa un salotto borghese, senza chiedere permesso. Il suo elettorato è trasversale. Votano per lui delusi di centrosinistra, scettici di centrodestra, tutti attratti dalla promessa di soluzioni concrete a problemi concreti: sanità, trasporti, burocrazia. Le sue liste civiche non sono partiti, ma gruppi pragmatisti in grado di mobilitare consenso senza bisogno di ideologia.


I numeri storici e i sondaggi parlano chiaro. Nelle ultime regionali il centrodestra ha raggiunto circa il 40 %, De Luca intorno al 25 %, mentre il centrosinistra fatica a superare il 18 % senza alleanze solide. La sua presenza può togliere voti al centrodestra e rendere il quadro incerto, ma da sola difficilmente basta a rovesciare i pronostici. È il terzo incomodo per eccellenza: una variabile imprevedibile in un sistema che si credeva stabile. La politica è l’arte di scegliere tra due mali; l’outsider è chi ricorda che esiste sempre un terzo. In Sicilia, quel terzo può cambiare l’epilogo, ma solo se il vento del consenso deciderà di cambiare direzione.

ZOLFO, PROMESSE E MACERIE

  di AG RIZZO  Opere fantasma, fondi evaporati e sanità tagliata: cronaca di un futuro sottratto alla Costa Ionica. C’è un esercizio di maso...