Giorgia Meloni si scopre pacifista appena i sondaggi bussano a destra. L'Ucraina aspetti, prima vengono i voti di Vannacci.
C'è un proverbio di casa nostra, cinico e infallibile: Franza o Spagna, purché se magna. Lo si tramanda dai tempi in cui i regni si contendevano Napoli e i napoletani, previdenti, tenevano la bandiera pronta per issarla al momento giusto. Oggi la bandiera è quella atlantica, sbandierata a ogni vertice con parole solenni e sostegno "fermo": peccato che il vento sia cambiato e la stoffa sventoli sempre più fiacca. Giorgia Meloni, la stessa che due anni fa giurava fedeltà a Kiev fino a quando fosse stato necessario, scopre che il necessario ha una scadenza elettorale. La strategia è chiara e ha un nome: disimpegno. Niente esercitazioni con i francesi, niente missili nell'ultimo pacchetto - solo generatori, buoni a illuminare le coscienze più che i fronti - e una sedia sempre più vuota al tavolo dei Volenterosi, dove Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti continuano a tessere la tela del sostegno a Kiev senza più contare sull'Italia come partner pieno.
Vannacci non le ha dichiarato guerra: le ha solo ricordato quanti elettori si perdono a fare gli occidentali col cuore in mano e le tasche vuote. Salvini, per non essere da meno, si accoda: la Lega vuole il suo pezzo di pacifismo a targhe alterne. Così la premier, che ama definirsi patriota, si ritrova a fare la cosa più antipatriottica di tutte: sganciarsi dall'Occidente che conta senza dirlo. Non un dietrofront proclamato, ci mancherebbe, sarebbe da dilettanti. Il capolavoro sta nel restare fermi a parole - osservatrice dei Volenterosi, alleata fedele, atlantista convinta - e indietreggiare nei fatti, un vertice alla volta, sperando che Parigi, Londra e Washington non tengano il conto. Il conto, però, lo tengono sempre loro: gli alleati che vedono l'Italia defilarsi proprio mentre la guerra chiede scelte, e gli ucraini che ricevono generatori al posto di sistemi antimissile.
Del resto l'Occidente, quello coi valori stampati sulle bandiere, ha sempre avuto un difetto: dura finché costa poco. Appena il prezzo sale - in voti, in consenso, in fastidio elettorale - la solidarietà si fa elastica, il sostegno diventa "sostenibile", e la coerenza va in ferie, magari ad Amatrice, tra un dossier doloroso e un selfie di circostanza. Franza o Spagna, purché se magna: e Kiev, insieme ai suoi veri alleati, resti pure ad aspettare fuori dalla porta. Del resto l'italiano, quello vero, quello di governo, si conferma sempre uguale a sé stesso: se lo conosci lo eviti. ♓
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