Blues e soul nello stesso respiro: se ne va il ragazzo del Mississippi che insegnò al genere a resistere.
Il 4 agosto 2005 si spegneva Little Milton, al secolo James Milton Campbell Jr., nato a Inverness, Mississippi, il 7 settembre 1934. Cresciuto tra i campi di cotone e le radio che di notte captavano il blues di Memphis, imparò la chitarra osservando i bluesman itineranti che attraversavano il Delta come sciamani con la valigia di cartone. Fu B.B. King (Riley B. King, 1925-2015, nato a Berclair, Mississippi. Chitarrista e cantante, tra i padri fondatori del blues elettrico moderno. Famoso per il vibrato sottile e per "Lucille", il nome che dava a tutte le sue chitarre. Una delle più grandi influenze sulla chitarra blues del Novecento), a segnare il suo stile senza mai diventarne fotocopia, aggiungendoci una vena soul che B.B. non aveva. La sua voce aveva la stessa consistenza del suo tempo: ruvida quando serviva, morbida quando bastava una carezza. Cantava il blues come chi ha ancora la terra sotto le unghie, ma lo vestiva con gli arrangiamenti fiatistici della soul music, costruendo un ponte tra due mondi che si guardavano con sospetto.
Un catalogo che tiene insieme Sun, Chess e Stax
La discografia di Little Milton è un attraversamento delle etichette che hanno scritto la storia della musica nera americana: cominciò su Sun Records a Memphis, passò per la Bobbin Records, approdò infine su Checker, sussidiaria della leggendaria Chess di Chicago, dove costruì la sua stagione più fertile negli anni Sessanta. Fu proprio in quegli anni, tra il declino del blues classico e la nascita del soul elettrico, che Milton trovò la sua cifra: dischi che oggi si ascoltano come manuali di equilibrio fra chitarra sporca e arrangiamenti lucidi. Negli anni Settanta si trasferì alla Stax di Memphis, tempio della soul music del Sud, contribuendo - insieme a pochi altri - a tenere in vita un genere che il mercato dava già per spacciato.
"We're Gonna Make It", l'inno che sembrava d'amore
Il suo pezzo più noto resta "We're Gonna Make It", 1965, l'unico vero ingresso di Milton nella Top 40 e numero uno per tre settimane nella classifica R&B. Nato come canzone d'amore su una coppia che attraversa le difficoltà, fu adottato dal movimento per i diritti civili come inno di resistenza, negli anni delle marce da Selma a Montgomery. Una canzone piccola diventata, per caso e per necessità, molto più grande di sé.
We're Gonna Make It https://share.google/PP5suLAUcTbAKT50v

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