Cerca nel blog

martedì 25 agosto 2026

IL LESSICO DEI REIETTI

 CORSIVO


Chi non ha nome non dà fastidio: la burocrazia ribattezza il dolore pur di non guardarlo in faccia. 

Hanno rifatto il Regolamento di Dublino in giugno, e con encomiabile fantasia hanno lasciato tutto com'era. Cambia l'etichetta, non il destino: e infatti la lingua, che è meno ipocrita dei legislatori, ha subito partorito «dublinante», parola orfana di verbo, participio di un'azione che nessuno oserebbe coniugare per intero. Non si dice «dublinare», si dice «gestire il flusso», «applicare la procedura», «adempiere al regolamento»: tre eufemismi per un solo destino, che è quello di essere rispediti da dove si è approdati, come pacchi con l'indirizzo sbagliato. La Treccani, pudica, lo classifica tra i neologismi: noi lo classificheremmo tra le colpe.

James Joyce, che di reietti se ne intendeva, chiamava i suoi dublinesi «scartati dal banchetto della vita», e non aveva bisogno di regolamenti europei per dirlo: gli bastava la penna. Un secolo dopo, l'unica differenza è che i nostri dublinanti vengono scartati due volte — dalla vita, e poi dal fascicolo che decide dove rispedirli a subirla. Il Papa la chiama «cultura dello scarto»; i ministri dell'Interno, che leggono meno Vangelo e più circolari, la chiamano «hotspot». È il trionfo della sinonimia sulla pietà: se non riesci a cambiare la sostanza, cambia il sostantivo, e intanto il conto elettorale torna.

Del resto la nostra classe dirigente ha sempre avuto un debole per la neolingua compassionevole: prima i «migranti economici», poi i «flussi da gestire», ora i «dublinanti» — categorie sempre più asettiche per un fenomeno sempre più umano. Manca solo che qualche sottosegretario, in cerca di visibilità da salotto tv, proponga «dublinandi», gerundivo di ciò che deve ancora accadere: la burocrazia, si sa, ha sempre un tempo verbale pronto per procrastinare le coscienze. Joyce se ne andò da Dublino per non tornarci più. I dublinanti di oggi, quella fortuna, non ce l'hanno: a loro tocca restarci dentro, tra una sigla e un timbro, in attesa che qualcuno decida se hanno diritto a un nome — o solo a un participio.💪

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi commentate senza volgarità

MONTI SMONTA VANNACCI A MANI NUDE

  A Cernobbio il vecchio professore sfida il generale, e vince senza alzare la voce. A Cernobbio si è consumato uno di quei confronti che ra...