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mercoledì 8 luglio 2026
TENERUMI: LA MINESTRA CHE SA D'ESTATE
FLAIANO. RITRATTO IMPIETOSO DEL FASCISMO ITALIANO
Un testo scritto oltre cinquant'anni fa che continua a interrogare il presente. Un ritratto severo e provocatorio del fascismo e di alcuni tratti della società italiana, affidato alla lucidità corrosiva di Ennio Flaiano.
domenica 5 luglio 2026
PERCHÈ LA CHIESA DIFENDE I MIGRANTI
Tra frontiere e umanità. Da Pio XII a Leone XIV: le radici storiche della vicinanza alla persone che si spostano.
ALLEANZA PER LA COSTITUZIONE
Il nuovo nome è pronto, il programma ancora no.
IL PAPA, L'ULTIMO STATISTA
Dall'intelligenza artificiale alle migrazioni, dalla pace al rapporto con Trump, Leone XIV riporta al centro della politica le grandi questioni del nostro tempo. Mentre i governi inseguono il consenso, il Papa prova ancora a inseguire il futuro.
C'è un paradosso nel nostro tempo. Mentre governi e partiti consumano le loro energie tra sondaggi e ricerca del consenso, è un Papa a dettare l'agenda delle grandi questioni del XXI secolo. Leone XIV lo ha fatto con l'enciclica sull'intelligenza artificiale, primo grande documento dedicato alla rivoluzione destinata a cambiare economia, lavoro e cultura. Lo ha fatto invocando una pace «disarmata e disarmante» in un mondo che continua a misurare la propria forza con gli arsenali. Lo ha fatto scegliendo Lampedusa invece di Washington, ricordando agli Stati Uniti che la loro grandezza è stata costruita dagli immigrati. Sempre con la stessa cifra: la forza pacata delle idee.
Il confronto con Donald Trump è il confronto fra due idee di civiltà. Da una parte il linguaggio dei muri, della forza e della contrapposizione; dall'altra quello della dignità della persona, del dialogo e della responsabilità. Nessuna invettiva, nessun insulto. Leone XIV oppone la fermezza di chi non ha bisogno di alzare la voce. Così ricorda che la libertà non vive senza giustizia e che la sicurezza non può essere costruita cancellando l'umanità dell'altro.
Qui emerge anche il limite di una parte del dibattito europeo. Quando Giorgia Meloni richiama l'unità dell'Occidente e la salvaguardia dell'alleanza atlantica, dice una cosa giusta, ma non sufficiente. L'Occidente non è soltanto un'alleanza geopolitica: è il prodotto dell'Illuminismo, delle rivoluzioni liberali e democratiche, dello Stato di diritto, della libertà, del pluralismo e della dignità della persona. Valori che la cultura della destra reazionaria ha spesso considerato estranei, quando non apertamente avversati. Separare l'Occidente da questo patrimonio significa svuotarlo del suo significato. Resta il nome, ma scompare l'anima. Leone XIV, invece, quei valori li restituisce alla politica, ricordando che senza di essi l'Occidente non è una civiltà, ma soltanto un'espressione geografica.♓
POLPETTE DI MELENZANE E TONNO
Quando la Melanzana Incontrò il Tonno (e nacque uno scandalo delizioso).
Ed eccomi ancora qua: Robertino, chef per passione ed estetica - chi fa quadri, chi scrive poesie, io cerco di disegnare in cucina i colori della natura e portare a tavola piatti che mia madre, ah! saggia Tilde, mi dice essere degni dei quadri di Venezia. Oggi vi annoio prima del piatto, parlandovi prima dei protagonisti del piatto. Una storia che comincia col litigio più antico del Mediterraneo: la terra contro il mare, la melanzana contro il tonno.
La melanzana, cari miei, ha avuto una vita difficile prima di diventare regina di tavola. Sbarcò in Sicilia al seguito degli Arabi, forestiera con la buccia scura e il nome sospetto: "mela insana" la chiamarono i dotti del Medioevo, giurando che chi l'avesse mangiata cruda sarebbe impazzito di lì a poco. Fesserie belle e buone, si intende — ma tanto bastò perché contadini e monache la friggessero, la salassero, la mettessero sotto sale per ore, quasi a esorcizzarla prima di portarla in tavola. E fu proprio da quella diffidenza che nacque la sua fortuna: friggendola, i siciliani scoprirono che la follia, se croccante, è un piacere e non una condanna. Da lì la melanzana non si fermò più: divenne parmigiana, caponata, involtino, e oggi eccola qui, capace di travestirsi da polpetta pur di conquistarvi.
Il tonno invece è cosa seria, quasi sacra. Vi immaginate i tonnaroti di Favignana, che cantavano la cialoma per darsi il ritmo mentre tiravano su le reti, il mare che diventava rosso di fatica e di sangue? Da quella scena da tragedia greca è nato l'ingrediente che oggi vive tranquillo in una scatoletta di latta, democratico e disponibile a tutti, dal palazzo alla mansarda.
Ora, che questi due si trovassero un giorno nella stessa ciotola è cosa che io immagino sia successa per caso, come tutte le cose buone. Una nonna di qualche paesino ionico, con una melanzana sola in dispensa e mezza scatoletta di tonno avanzata dal giorno prima, decise di non sprecare nulla. Ci mise un cucchiaio di senape per darsi audacia e una scorza di limone per farsi perdonare l'azzardo. Nacque così, tra un peccato di gola e un atto di risparmio, la polpetta più sicula che si possa immaginare - prima segreto di famiglia, poi orgoglio di paese, oggi pretesto per farvi questa chiacchierata.
Mani in Pasta
Taglio la melanzana a dadini e la friggo in olio ben caldo, fino a quella doratura che sa di festa. La scolo su carta assorbente, con la pazienza di un sarto che stira un vestito buono. Poi, in una ciotola, faccio incontrare melanzane, tonno, parmigiano, farina, erbe aromatiche, sale, pepe e senape: impasto tutto con le mani, come si fa la pace in famiglia — con decisione, ma senza violenza.
Formo le polpettine aiutandomi con due cucchiai, un gesto che a me pare quasi un balletto, e le tuffo nell'olio bollente fino a doratura perfetta. Da ultimo, una grattugiata di scorza di limone, che è il bacio della buonanotte a un piatto già innamorato di sé stesso.
Calde, croccanti, un po' matte - proprio come piace a me.
sabato 4 luglio 2026
HYERACE RESTA AL TIMONE DEL PD, MA NON PUNTA DA NESSUNA PARTE
l Pd messinese si riunisce quattro ore per confermare il segretario. Sulle domande poste da mesi da Messina Today, però, la Direzione resta in silenzio.
MONTI SMONTA VANNACCI A MANI NUDE
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di AG RIZZO * Un silenzio assordante corre lungo i corridoi dei nostri ospedali, è il rumore delle risorse che mancano, delle ambulanze bl...
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