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venerdì 6 febbraio 2026

Alì in festa per Sant’Agata: tra fede, tradizione e l’attesa per la "Festa Ranni"

 

di CARMELO TRINGALI 

ALÌ – Si sono conclusi giovedì scorso i festeggiamenti in onore di Sant’Agata, Patrona del centro collinare.

 Le celebrazioni in onore della martire catanese erano iniziate il 27 gennaio con un cammino di spiritualità che ha accompagnato i fedeli per tutta la durata della novena.

Giovedì 5 febbraio, il borgo ha celebrato solennemente la propria Protettrice con un programma ricco di appuntamenti religiosi, culminati in un annuncio molto atteso dall'intera comunità.

Le funzioni hanno avuto inizio alle prime luci dell’alba con la Messa d’apertura presieduta dall'arciprete parroco, Mons. Vincenzo D’Arrigo.

 Il momento centrale della mattinata è stata la Solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 11:00, officiata da Mons. Letterio Maiorana

Hanno concelebrato il parroco Mons. D’Arrigo, don Santino Caminiti, padre Salvatore Di Blasi, don Gianfranco Pistorino e padre D’Agostino.

Al termine della funzione mattutina, l’atmosfera si è caricata di emozione per la proclamazione dei "Ciliari"

Questo atto rappresenta il primo passo ufficiale verso la "Festa Ranni" 2026, l’evento decennale che costituisce il cuore pulsante della devozione aliese.

Nel pomeriggio, la venerata effigie della Santa ha attraversato in processione le vie del paese, abbracciando simbolicamente la cittadinanza. Al rientro in Duomo, il rito sacro è stato presieduto da padre Salvatore Di Blasi. 

Come da tradizione, la giornata si è conclusa con il suggestivo bacio del braccio reliquiario, un gesto di affidamento e vicinanza che lega profondamente ogni cittadino alla propria Patrona.

L'edizione di quest'anno riveste un'importanza particolare proprio perché apre ufficialmente il cammino verso la "Festa Ranni". 

Questo evento straordinario, che ricorre ogni dieci anni, è capace di richiamare migliaia di persone: non solo visitatori dai comuni limitrofi, ma soprattutto i tanti emigrati aliesi che, da ogni parte del mondo, tornano alle proprie radici per onorare Sant’Agata.


giovedì 5 febbraio 2026

SCUDI PENALI E BANALITÁ DEL MALE

CORSIVO 


Dal cecchinaggio su prenotazione alle immunità di Stato: il male prospera quando l’eccezione diventa sistema.


C’era una città assediata e c’era, sopra, una collina attrezzata meglio di un agriturismo: fucile incluso, vista panoramica, vittime comprese nel prezzo. Durante l’assedio di Sarajevo esisteva davvero un turismo del cecchinaggio, con prenotazione e pagamento, per europei in cerca di emozioni forti. 

Oggi uno di loro, ottantenne di Pordenone, è indagato. Allora non era uno scandalo, era un’opportunità. 
La banalità del male, direbbe Hannah Arendt, non è l’orrore ma la sua gestione efficiente: il male non esplode, si organizza; non urla, fattura. 
E noi, a distanza di sicurezza, ci indigniamo come chi guarda un incidente credendosi immortale.

 Lo spiegò con precisione Stanley Milgram, psicologo americano: non serve essere sadici per fare il male, basta obbedire.
 Nei suoi esperimenti persone comuni infliggevano dolore estremo perché un’autorità lo chiedeva.
 Non mostri, ma cittadini diligenti. 
È lo stesso riflesso condizionato ,  paura, consenso, comodità , che spinge i governi a fabbricare scudi penali e leggi speciali per chi già esercita la forza: un’eco pericolosa del monito dostoevskiano, quando l’eccezione diventa norma e la colpa si traveste da dovere.
 Perché il vero delitto, ci avverte Dostoevskij, non è violare la legge, ma scoprire che lo si può fare restando perfettamente normali e impuniti.


mercoledì 4 febbraio 2026

SICILIA E LA CANNOLOTERAPIA : ZUCCHERO A VELO SULLE MACERIE

 Non chiamatela promozione turistica. 

La "Cannoloterapia", dottrina vigente nei palazzi siciliani, è l'arte di sedare un popolo affamato di servizi con dosi massicce di propaganda zuccherina. 

È un oppiaceo di Stato che, tra il 2022 e il 2023, ha raggiunto vette di spreco tali da far impallidire qualsiasi manuale di buona amministrazione.

Il "paziente zero" di questa epidemia contabile è il Caso Cannes. La data da cerchiare in rosso è il 30 dicembre 2022: mentre i siciliani si preparavano al cenone, il Dipartimento Turismo firmava il decreto 3729. L'obiettivo? Affidare 3,7 milioni di euro alla società lussemburghese Absolute Blue, senza gara, invocando un’inesistente esclusività tecnica. 

Le cifre dello sdegno sono scolpite negli atti: 920.000 euro previsti solo per l’affitto e la decorazione di un salone all’Hotel Majestic. Quasi un milione per apparire sulla Croisette, mentre nell’Isola reale si muore in attesa di un’ambulanza o si viaggia su binari unici dell’Ottocento.

Ma se Cannes è stato lo scandalo sventato, "See Sicily" è il disastro consumato. Un’emorragia di denaro pubblico dove la Corte dei Conti e l’Unione Europea hanno presentato il conto: oltre 10 milioni di euro di spese giudicate "non ammissibili". Milioni bruciati in spot e campagne media pianificate male, che hanno arricchito i colossi della comunicazione lasciando agli operatori turistici locali solo le briciole della cialda.

Ecco la vera faccia della Cannoloterapia: loro si godono la ricotta fresca dei fondi pubblici, a noi resta il diabete fiscale di un bilancio regionale devastato. 

E mentre l'inchiesta della Procura fa il suo corso, in Sicilia l'unica cosa che scorre veloce, più dell'acqua che non c'è, sono i nostri soldi verso il nulla.


Fonti Principali

•Corriere della Sera: “Agrigento, il grande spreco (pubblico) della Capitale della Cultura” (3 agosto 2025). Dettaglia i 11,8 milioni spesi per Agrigento 2025 con ritardi e costi ingiustificati.[corriere]

•L’Espresso: “Sete siciliana: poca acqua, soliti sprechi” (22 luglio 2025). Report su 764 milioni per gestione idrica con dispersioni al 52% e dissalatori inattivi.[lespresso]

•Corriere di Sciacca: “Per la Corte dei Conti ‘Agrigento Capitale della Cultura 2025’ è un flop” (14 settembre 2025). Evidenzia 11 rilievi su 44 progetti falliti.[corrieredisciacca]

•Report Sicilia: “Agrigento Capitale della Cultura 2025: la Corte dei Conti conferma il fallimento” (29 ottobre 2025). Conferma bocciatura di 6 milioni senza benefici.[reportsicilia]

•TP24: “Acqua in Sicilia. Il report impietoso della Corte dei Conti” (21 agosto 2025). Dati su sprechi idrici e ritardi Pnrr.[tp24]

•La Sicilia: “Cassazione conferma l’impianto accusatorio sulla mafia dei Nebrodi” (4 dicembre 2025). 50 condanne per 10 milioni di fondi Ue rubati.[messina.lasicilia]

•Travelnostop: “Corte dei Conti boccia Agrigento Capitale Cultura” (15 settembre 2025). Dettagli su assunzioni irregolari e mancanza di controlli.[travelnostop]

LA JOURNEE MONDIALE DU CANCER,                         VUE D’ABIDJAN, DANS LE PRISME DE C/CAN.

 

 

La COLCC, plateforme ivoirienne d’organisations de la société civile pour la lutte contre le cancer, exprime sa vision de l’union dans l’action, par le slogan suivant : « Face au cancer, c’est ensemble que nous sommes forts ». 

 

Cet appel à la solidarité intègre, pour nous, les objectifs que traduit le sujet « Unis par l’Unique », ou encore, « unis par nos spécificités ».

Le slogan « unis par nos spécificités » montre comment Abidjan s’appuie sur ses réalités localesses infrastructures de santé, la diversité des acteurs, les compétences médicales et l’engagement des autorités,pour participer à une action commune contre le cancer.

En rejoignant le réseau C/Can, la ville partage ses forces et ses défis avec d’autres villes, tout en profitant de leurs expériences et de leurs bonnes pratiques. Cela montre que les différences entre les contextes ne sont pas un obstacle, mais un atout pour construire des solutions efficaces, durables et adaptées aux besoins des populations.

 

La démarche C/can permet de révéler les spécificités locales dans les villes, pour créer les solutions d’une bonne prise en charge du cancer, adaptées aux besoins des villes. 

Au-delà de la diversité géographique, qui traduit des réalités particulières, locales, nationales, régionales, et plus encore, dans le réseau C/Can, l’objectif de l’amélioration de la prise en charge du cancer est commun, basé sur l’utilisation de données, la mise en œuvre de moyens techniques, la convergence des compétences, et la contribution d’acteurs divers, y compris les personnes malades qui vivent des vérités particulières, spécifiques. 

 

Ville de l’Afrique subsaharienne, et première ville francophone du réseau C/Can, Abidjan, forte de ses atouts spécifiques, renforcera, par cette intégration, son choix de devenir le Hub sanitaire régional, selon la volonté politique affichée.

 

Sa présence dans le réseau C/Can constituera une valeur ajoutée essentielle, dans le contexte sanitaire au sud du Sahara, où se vivent les inégalités fortes qui séparent les pays à revenu faible ou intermédiaires et les pays développés, comme en témoigne, ce morceau choisi, qui reflète une réalité encore actuelle, malgré les années qui séparent les deux situations. 

 

Une double expérience marquante :

Cet après-midi du 14 aout 1998, ma maman, seconde épouse de mon père, en grande souffrance me dit « Fatou, vous n’avez pas accepté ?  J’étais à son chevet avec son fils, revenu récemment à Abidjan, après de brillantes études en France.

En pleurs, je me dirigeai vers notre très honorable professeur Echimane qui me dit, face à l’expression de ma détresse « Madame, elle est en phase terminale ». Ces mots n’avaient aucune résonance particulière pour moi. J’étais loin de comprendre, que c’était vraiment les derniers instants de BALOGO qui rendit l’âme, quelques heures plus tard, dans une grande impuissance face à la douleur. De cette première expérience du cancer, logé dans le foie, j’ai appris qu’il s’agit d’une maladie caractérisée par de très fortes douleurs, en fin de vie.

L’année 2017 signe l’engagement dans la lutte contre le cancer, après un autre cas familial, qui fut une « successstory », suivie malheureusement d’autres combats perdus, dont celui qui a pris fin au mois de mars 2025. Ma sœur A est partie, le lendemain d’une conversation chaleureuse, dont les derniers mots pleins d’affection, raisonnent encore dans ma tête. A était soignée dans un pays où les soins palliatifs sont une réalité. 

 

Ma leçon, à travers ces cas spécifiques : 

* une Mamam atteinte d’un cancer du foie, en 1998 à Abidjan, priant ses enfants de faire débrancher tous appareils, à l’effet de la soulager, face à la douleur insupportable.

 

*Une sœur, frappée par un cancer de l’endomètre, en conversation téléphonique, détendue jusqu’à la veille de son décès, dans le cadre d’un écosystème sanitaire où les soins palliatifs permettent de rester vivant, jusqu’à la fin.

 

Ensemble dans le combat contre le cancer, dans nos expériences uniques, nous sommes : UNIS PAR L’UNIQUE

 

Fatou FADIKA,

Avocate au Barreau de Côte d’Ivoire

Présidente COLCC/ VSCI-CI

VANNACCI ALLO SPECCHIO


 



C’è un silenzio che pesa più di un programma elettorale, ed è quello che separa le promesse declamate dai bilanci firmati. 
L’Italia governa oggi con numeri che non si distinguono, se non per calligrafia, da quelli lasciati da Draghi.

 Il blocco navale è sceso a riposare in fondo al mare, mentre i migranti continuano ad arrivare. La lotta alla criminalità convive con lame che luccicano tra i banchi di scuola. 

A Bruxelles, la presidente siede comodamente tra quelle élite che un tempo prometteva di rovesciare. I sovranisti ci rifilano i dazi, Putin passa da elevato maestro a emerito stronzo, e il mondo resta uguale a prima. 
Nulla di tutto questo è stato spiegato: è stato rimosso. Il silenzio ha consentito di governare senza cambiare spartito, ma continuando a dirigere come se fosse una marcia trionfale. Zero finanza in più, molta enfasi.

Nel vuoto, però, prosperano i supplenti. Vannacci recupera tutti gli slogan della Meloni d’opposizione, li ricicla intatti e li porta in dote fino a iscriversi al gruppo parlamentare europeo di Alternative für Deutschland. In politica l’incoerenza non spiegata non diventa maturità: diventa un invito alla scissione morale. 

E il conto, alla fine, arriva in perdita di consenso. 
Se la presidente non prende le distanze da ciò che era, rischia che chi la credeva allora la giudichi oggi traditrice e traslochi verso il generale Vannacci: il puro più puro che ti epura. 

ATM: DEBITI STORICI, FACCIATA BRILLANTE

a cura di Roberto Barbera*

C’è qualcosa di profondamente provinciale nell’enfasi con cui viene presentato il maquillage “sostenibile” della sede ATM: 4,5 milioni di euro per scoprire, con quarant’anni di ritardo, che un edificio degli anni Ottanta consuma troppo, è scomodo e andrebbe isolato.
 La retorica delle vele in rame e zinco titanio, dell’“alta riconoscibilità” e della classe A+++ suona più come un esercizio di narcisismo architettonico che come una risposta seria ai bisogni di una città fragile e mal servita.
 A Bologna o Parma, per citare città davvero virtuose del Nord, l’efficientamento energetico è prima di tutto una questione di funzione, di adattabilità al tessuto urbano e di ritorno economico misurabile: meno costi, più servizi, cantieri sobri e risultati verificabili. 

Qui, invece, si rincorre l’oggetto iconico, dimenticando che Messina non ha bisogno di una sede aziendale “impattante”, ma di trasporti che funzionino e di investimenti calibrati sulla realtà fisica e finanziaria del territorio. Il problema, però, non è solo il progetto: è la filiera decisionale che lo celebra senza una vera comparazione di costi-benefici e senza un dibattito pubblico degno di questo nome.

 I vertici aziendali e politici si autoassolvono a colpi di conferenze stampa, mentre la storia recente insegna quanto spesso i fondi europei, anche quelli nobilissimi del PN Metro Plus, finiscano dispersi in rivoli opachi di consulenze, varianti e ritardi.
 Per questo il ruolo dei sindacati diventa decisivo: vigilare, controllare, pretendere trasparenza e risultati, non limitarsi agli applausi rituali. Perché la sostenibilità vera non sta nelle facciate luccicanti, ma nella capacità di spendere bene, poco e meglio.

 E Messina, più che di slogan verdi, avrebbe un disperato bisogno di questa elementare virtù.

*Transport Planner 
Analista di traffici stradali e di sistemi di trasporto pubblico._

 

martedì 3 febbraio 2026

WORLD CANCER DAY: TRA SCIENZA E SPERANZA

 

di AG RIZZO *


Cosa significa oggi ricevere una diagnosi di tumore?

La risposta non è la stessa di dieci anni fa. 

E questa è la notizia più importante che, come medico, ho il dovere di diffondere.

In questa Giornata Mondiale contro il Cancro, guardiamo oltre i numeri e le statistiche spaventose. Guardiamo alla curva dell'innovazione.

La scienza corre velocemente e infatti 

L’immumoterapia , la profilazione genomica e la medicina di precisione hanno trasformato diagnosi un tempo infauste in patologie croniche gestibili. 


Non stiamo più combattendo alla cieca perché oggi abbiamo mappe dettagliate e armi intelligenti. 

I tassi di sopravvivenza in crescita non sono un miracolo: sono il risultato di rigore, ricerca e investimenti.


Tuttavia, la tecnologia da sola non basta. Serve un cambio di paradigma culturale.

La prevenzione primaria e lo screening precoce restano i pilastri fondamentali della salute pubblica. 


Sottoporsi a un controllo non significa "cercare la malattia", ma giocare d'anticipo per garantire la salute. È la forma più alta di rispetto verso se stessi.


Oggi il mio pensiero va ai pazienti che affrontano la terapia con coraggio, ai colleghi che lavorano instancabilmente nei laboratori e in corsia, e a tutti voi.


Non lasciamo che la paura ci paralizzi. Trasformiamola in consapevolezza. La ricerca sta facendo la sua parte; noi dobbiamo fare la nostra.

Insieme, stiamo riscrivendo la storia di questa malattia.


#WorldCancerDay #Oncologia #Salute #RicercaScientifica #Prevenzione #InnovationInHealth #WCD2026


La cura è ricerca, la forza è unione.

Le soin est recherche, la force est union.

Cure is research, strength is unity.

*



PUTIN , EPSTEIN , TRUMP , IL FILO SOTTILE TRA POTERE , OMBRE E RELAZIONI SCOMODE




 C’è un terreno scivoloso dove finanza, politica e relazioni personali si sfiorano senza mai coincidere del tutto. 

È lì che spesso vengono accostati i nomi di VLADIMIR PUTIN , JEFFREY EPSTEIN e DONALD TRUMP . 

Ma cosa è documentato e cosa resta nel campo delle ipotesi?


Epstein, finanziere caduto in disgrazia e morto nel 2019 mentre era detenuto, ha costruito per anni una rete di conoscenze che includeva scienziati, accademici, imprenditori e figure politiche. 

I documenti giudiziari emersi nei procedimenti federali a New York e nelle cause civili collegate hanno mostrato la vastità di questa rete, ma anche un punto chiave é che la presenza di un nome nei registri o nelle agende di Epstein non equivale a un coinvolgimento nei suoi reati.


Il rapporto tra Trump ed Epstein è tra i più citati. Putin viene citato circa 1000 volte ( sic!) 

Foto degli anni ’90 li ritraggono insieme in eventi mondani a New York e in Florida. Registri di volo resi pubblici in sede giudiziaria mostrano che Trump viaggiò almeno una volta sull’aereo di Epstein. 

Lo stesso Trump ha dichiarato di aver interrotto i rapporti molto prima dell’arresto del finanziere e di averlo allontanato dal suo club di Mar-a-Lago. Finora, nelle incriminazioni federali legate a Epstein, Trump non è stato accusato di reati.


Molto più evanescente è il presunto filo russo. Inchieste giornalistiche e analisi di intelligence occidentali hanno a lungo descritto l’uso, da parte dei servizi russi, del cosiddetto kompromat , cioê materiale compromettente , come strumento di influenza ( ricatto??) 

Tuttavia, non esistono prove giudiziarie pubbliche che colleghino direttamente Putin o il Cremlino alle attività di Epstein. Alcuni osservatori hanno ipotizzato che un uomo con i contatti e le risorse di Epstein potesse interessare a più governi, ma restiamo nel campo delle valutazioni, non dei fatti accertati.


Il “filo sottile”, dunque, non è una prova nascosta ma una zona grigia fatta di relazioni sociali ad alto livello, finanza opaca e potere globale. 


È lo spazio in cui le fotografie diventano indizi mediatici e i registri di volo alimentano sospetti, mentre la giustizia richiede standard ben più solidi.


Adesso la sfida è proprio questa ; distinguere tra ciò che è documentato negli atti e ciò che, pur suggestivo, non ha ancora superato la soglia della verifica.


Le fonti utilizzate per questo  articolo sono : 


•Atti d’accusa federali USA nel caso United States v. Jeffrey Epstein, U.S. District Court, Southern District of New York.

•Documenti giudiziari desecretati nel procedimento civile Virginia Giuffre v. Ghislaine Maxwell (registri di volo e deposizioni).

•Julie K. Brown, inchiesta su Epstein, Miami Herald (serie “Perversion of Justice”).

•Copertura sul caso Epstein e sulle reti di relazioni internazionali, The New York Times.

•Analisi su Russia e uso del kompromatBBC News e The Washington Post.

ZOLFO, PROMESSE E MACERIE

  di AG RIZZO  Opere fantasma, fondi evaporati e sanità tagliata: cronaca di un futuro sottratto alla Costa Ionica. C’è un esercizio di maso...