CORSIVO
vocazione del blog : arte, cultura, politica, società, sport , salute , fratellanza universale , lifestyle,scienza, innovazione .
Cerca nel blog
sabato 14 marzo 2026
LA DESTRA E LA CULTURA: UN CASTELLO DI SABBIA A RIVA
I BAMBINI NON VOTANO
a cura di Anna Lombardo
Il decreto Caivano e l'arte italiana di punire i fragili per rassicurare i forti.
V'è una particolare specie di crudeltà — raffinata, quasi inconsapevole, come certa brutalità dei salotti — che consiste nel legiferare sui bambini senza minimamente pensare a loro. L'Italia ne offre in questo periodo esempi così abbondanti da risultare quasi didattici. Il decreto Caivano, quella creatura normativa partorita nel novembre 2023 con la solennità riservata alle grandi visioni e la profondità intellettuale di un titolo di telegiornale, prevedeva sanzioni per i genitori i cui figli non frequentassero la scuola. Scopo dichiarato: l'autorevolezza. Effetto reale: dirigenti scolastici che segnalano alle forze dell'ordine ragazzini che non escono di casa perché l'ansia sociale ha reso il portone scolastico alto quanto una muraglia, e madri che aprono la porta a poliziotti venuti a verificare perché loro figlio — che fino a sei mesi prima prendeva ottime valutazioni — ora non riesce più ad alzarsi dal letto. Il ritiro sociale maschile è ormai, per diffusione, l'equivalente dei disturbi alimentari nelle ragazze. Ma i disturbi alimentari, almeno, fanno più simpatia elettorale.
Perché è di questo che si tratta, alla fine, con quella trasparenza che solo il cinismo praticato senza ironia può raggiungere: di voti. I minori non votano, e questa è la loro unica, imperdonabile colpa civica. Ogni fatto di cronaca diventa così il pretesto per una mossa securitaria, ogni ragazzo disperato il fondale scenografico di una conferenza stampa. Gli stessi politici che hanno voluto il decreto Caivano si dichiarano ora scandalizzati dalla magistratura minorile che interviene sui genitori del bosco — come se la coerenza fosse un lusso riservato a chi non deve inseguire il ciclo delle notizie. La giustizia minorile italiana è tra le più avanzate al mondo, studiata all'estero come si studiano le cose rare e preziose. Trattarla come un ostacolo burocratico alla fermezza è un esercizio che dice molto su chi governa e nulla di buono. Almeno, come si suggerisce con pazienza da più parti, si abbia l'onestà di ammettere che certe leggi si fanno per raccogliere consenso, non per proteggere i bambini. Nel bosco come nelle città, i fragili attendono. Gli adulti, nel frattempo, sono molto occupati con sé stessi.
VOTATE SÌ, SE VOLETE I GIUDICI IN GINOCCHIO
La riforma Nordio spiegata a chi non ha ancora capito cosa si vuole davvero riformare.
mercoledì 11 marzo 2026
I DIRITTI DEI BAMBINI NON SONO UNA BANDIERA POLITICA
a cura di Anna Lombardo
Dalla vicenda della "famiglia nel bosco" riemerge una verità spesso dimenticata: la tutela dei miniri viene prima delle polemiche.
Nel rumore delle polemiche, la voce più fragile rischia sempre di perdersi: quella dei bambini. Eppure è proprio da lì che dovrebbe cominciare ogni ragionamento civile. Il diritto dei minori a crescere in un ambiente sano, a ricevere istruzione, cure e relazioni sociali non è un’opinione: è sancito dalle leggi di tutti i paesi democratici e da convenzioni internazionali che mettono al centro la loro dignità e il loro futuro.
Da decenni i tribunali e i servizi sociali intervengono, spesso nel silenzio, per proteggere i più piccoli da contesti di violenza domestica, degrado, abbandono o conflitti familiari devastanti. Migliaia di decisioni giudiziarie – quasi sempre lontane dai riflettori – hanno cercato di garantire ai bambini qualcosa di semplice e fondamentale: serenità, scuola, relazioni con altri coetanei, la possibilità di crescere dentro una società che li accolga.
La vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” nasce da un fatto concreto: un avvelenamento da funghi che portò l’intero nucleo familiare in ospedale. Curati e salvati, i genitori e i figli entrarono così nello sguardo delle istituzioni. Da quel momento le indagini rivelarono uno stile di vita segnato da isolamento estremo e condizioni giudicate incompatibili con lo sviluppo dei minori. Da lì cominciò l’intervento della magistratura e dei servizi sociali, che da anni seguono la situazione. Eppure oggi, mentre i tecnici lavorano con prudenza e responsabilità, la politica tenta di trasformare questa storia in un simbolo utile alle proprie battaglie sul referendum contro i magistrati. È una tentazione antica: usare casi complessi come armi retoriche. Ma i diritti dei bambini non dovrebbero diventare bandiere. Sono, e restano, il punto più delicato della nostra civiltà.
CAPITALISMO SOTTO RICATTO POLITICO
CAPITALISMO SOTTO RICATTO POLITICO
LA BIENNALE DEI BUONI SENTIMENTI E DELLE CATTIVE COSCIENZE
Quando l'arte diventa campo minato, persino la pace fa paura.
lunedì 9 marzo 2026
IL RISOTTO DI MR. WOOSTER
domenica 8 marzo 2026
IL TRIONFO DEL NULLA
CORSIVO
DEMOCRAZIA 2.0 . PERCHÈ IL FUTURO DEL VOTO PASSA DALLA CONOSCENZA ( E RIGUARDA SOPRATTUTTO I GIOVANI)
di AGR C’è una distanza sempre più evidente tra le promesse della politica e la vita concreta delle persone, soprattutto dei giovani. In ...
-
Monti & Sapori ZUCCA IN AGRODOLCE Le feste stanno arrivando, inevitabili come una vecchia zia che bussasse alla porta. E come ogni an...
-
di AGR Le piccole vere dinamiche delle elezioni di paese Le amministrative, nei piccoli centri, non sono mai state un’epica battaglia per...
-
La Sanità della “ PRODUTTIVITÀ” Agli Infermieri le briciole (+6%), ai Signori dell’amministrazione il premio produzione vola a +...









